giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 06:58
22 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:30

«Bellezza e qualità unica strada di sviluppo per l’Umbria»: il Pd lancia la sfida alla nuova crescita

Cucinelli: «Viviamo nel posto più bello, curiamolo». Leonelli: «È il nostro dna». Marini: «Percorso affascinante e difficile ma va affrontato»

«Bellezza e qualità unica strada di sviluppo per l’Umbria»: il Pd lancia la sfida alla nuova crescita
Cucinelli interviene all'evento del Pd sulla bellezza

di Ivano Porfiri

Uno sviluppo che punti su bellezza e qualità. Formula smart, facile per prendere applausi. Ma tradurla in pratica significa mettere in discussione il rapporto vissuto per decenni con il territorio, ricucire e ferite al paesaggio, rinunciare a tante certezze del passato. E, per farlo, una legge non basta, ci vuole un capovolgimento culturale, imprenditori che investono su questi temi, come Brunello Cucinelli. Si è parlato di questo – con il re del cashmere ospite e testimone d’onore – nell’iniziativa dal titolo “Bellezza e qualità, i talenti dell’Umbria per lo sviluppo e l’occupazione”, organizzata dal Pd regionale alla Villa del Colle del Cardinale.

Leonelli: «Bellezza nel dna» «Bellezza e qualità sono concetti importanti, troppo spesso banalizzati – ha esordito il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli -. Sono il nostro dna, la vera sfida del Pd è che questo dna sia al centro dello sviluppo. Sarà un percorso lungo. Questa iniziativa è un punto di partenza e la partecipazione ci testimonia grande attenzione verso questo tema. Il nostro obiettivo è essere prima regione a fare di bellezza e qualità i contenuti di una legge regionale». Leonelli ha proposto quattro temi di riflessione: «Riqualificazione, incentivando la riqualificazione delle aree industriali dismesse perché diventino attratto di risorse private; promozione, confezionando il nostro migliore biglietto da visita per attrarre anche mercati emergenti; paesaggio, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali; cultura, con bellezza e qualità legate sempre più ad approcci innovativi per la promozione culturale».

Cucinelli: «Bellezza ha valore» Cucinelli ha, come di consueto, proposto i suoi principi. «Se io avessi la fabbrica in un qualsiasi altro luogo non avrebbe lo stesso livello di umanità – ha detto -. Non è più il manufatto speciale che fa la differenza ma come si comporta l’impresa, come vengono fatte le cose. Noi in Umbria viviamo nel classico luogo dove si può fare questo. Dobbiamo avere il coraggio di lavorare in modo umano. Viviamo in luoghi speciali, dove siamo stati bravi a sostenere il genius loci anziché esaltare il suo contrario. Le nostre terre sono rimaste abbastanza belle e sofisticate, anche se abbiamo avuto qualche episodio che ha rovinato il paesaggio». Il re del cashmere si è detto «innamorato dei nostri luoghi, della nostra semplicità. La responsabilità di ognuno di noi deve guardare all’estetica. Non può essere il prodotto a sostenere l’economia. Dobbiamo dare a chi lavora con noi la dignità economica. Siete d’accordo con me che viviamo nel più bel posto al mondo? Domattina mi piacerebbe che ciascuno di voi mettesse un briciolo in più di positività perché vivete in un luogo bello, speciale. Noi – ha concluso – viviamo nel più bel posto al mondo, cerchiamo di curarlo».

Testimonianze Assente il sottosegretario Tommaso Nannicini, al microfono si sono alternate testimonianze di diversi protagonisti della vita regionale: Antonio Luna, presidente dei Borghi più belli d’Italiain Umbria, Marzio Presciutti Cinti, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Clelia Cini (presidente dei giovani Cia), Achille Roselletti (vicepresidente ‘Sistema museo’), Simona Meloni (vicesindaco di Piegaro), i sindaco di Assisi Stefania Proietti, Michela Sciurpa (imprenditrice).

Marini: «Sfida bella ma difficile» A tirale le conclusioni, la presidente della Regione Catiuscia Marini, che ha fatto un intervento di grande concretezza. «Assumere la bellezza come cifra dell’azione della politica, ma anche dell’impresa, della sensibilità civile e civica – ha ammonito – significa raccogliere una sfida molto impegnativa. Perché è un cambiamento di prospettiva che non si affronta facendo solo una buona legge. Una legge non è buona se non trova un humus di condivisione, coesione per mettere in pratica azioni molto significative e difficili». La presidente ha preso come esempio Cucinelli nell’operazione che, a Solomeo, lo ha portato ad acquistare un immobile della Regione, demolirlo e ricostruire. «Dagli anni ’50 agli ’80 abbiamo prodotto ferite profonde al territorio, spesso usando una qualità edilizia scadente. Serve condivisione, un patto tra i cittadini umbri, per ricucire queste ferite».

Una legge non basta Secondo Marini «il Pd, con la responsabilità che ha per essere forza di governo, ha il dovere di confrontarsi con un tema così difficile. È una possibilità nuova di fare impresa e occupazione, alcune cose coraggiose le dobbiamo fare sul tema della riqualificazione e delle periferie, sul tema del paesaggio (la cosa più irriproducibile che abbiamo) dove non basta lo strumento del Piano paesaggistico. L’Italia non ha ancora percorso questa strada, ma dobbiamo provarci, anche mettendo in campo strumenti di governo nuovi. Questo segnale lo vogliamo dare fino in fondo. Ma solo se riusciamo a coinvolgere i cittadini, le amministrazioni, gli imprenditori. Abbiamo bisogno di imprese che investono sulla qualità, sui talenti. È una sfida difficile, per la quale una legge non è sufficiente».

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