domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:26
30 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:57

Banca Etruria e le altre fallite, arrivano i rimborsi ai risparmiatori: ecco come funziona

Il governo Renzi approva il decreto: 80% a chi guadagna meno di 35 mila euro. Verini (Pd): «Risposta alle attese di chi ha agito in buona fede»

Banca Etruria e le altre fallite, arrivano i rimborsi ai risparmiatori: ecco come funziona

Il governo dà il via libera ai rimborsi per i 10 mila risparmiatori che hanno visto andare in fumo i loro soldi affidati a Carichieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria.

Come funziona Il decreto varato venerdì sera ha deciso il rimborso automatico all’80% per chi ha redditi inferiori a 35 mila euro o un patrimonio mobiliare sotto i 100 mila euro. Tutti gli altri, e anche coloro (in tutto 158 persone) che hanno investito dopo il 12 giugno 2014, cioè dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale europea della direttiva sul bail in, ci sarà il giudizio delle commissioni arbitrali. L’80% sarà calcolato sul corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari al netto delle spese connesse, cioè delle commissioni bancarie e dei rendimenti ottenuti. Le risorse arriveranno dal fondo bancario gia’ istituito con la legge di stabilità e – ha assicurato Renzi – «senza che nessuno resterà senza riavere i proprio soldi».

Verini: «Risposta ad attese» «Il provvedimento del Governo – commenta il deputato umbro Walter Verini – per i rimborsi agli obbligazionisti che in buona fede o senza adeguata informazione dei rischi avevano investito i propri risparmi rappresenta una risposta significativa alle attese di tanti cittadini, che – per responsabilità di banchieri e bancari di cui avevano fiducia – avevano investito su titoli e obbligazioni senza avere la piena informazione circa gli altissimi rischi dell’investimento. Il Governo con il provvedimento di novembre – aggiunge il capogruppo in commissione Giustizia – aveva salvato dal fallimento i quattro istituti bancari evitando gravissimi contraccolpi all’economia, a migliaia di piccole e medie imprese dell’Italia centrale. E lo ha fatto nel quadro delle rigidissime regole europee. Oggi, dopo mesi di serrato impegno del Governo a livello europeo, di difficili trattative è stato possibile emanare un decreto che raccoglie molte delle aspettative di cittadini e associazioni ed estende in maniera davvero importante meccanismi automatici per i ristori. In attesa del passaggio parlamentare per la conversione del decreto si può dire che lo stesso va oltre e migliora i contenuti del provvedimento contenuto nella legge di stabilità, aumenta le risorse che ricadranno sul fondo interbancario e che si offre una risposta seria e concreta a migliaia di obbligazionisti,in particolare, a quelli che vivono in condizioni economiche e sociali più disagiate. Per tutti gli altri ci sarà la possibilità di ricorrere all’arbitrato e sarà nostro impegno fare in modo che questo avvenga nel più rapido tempo possibile. Ci sono insomma le condizioni perché il provvedimento approvato possa sortire effetti significativi e perché una grave ingiustizia subita possa essere riparata. E l’insieme del provvedimento, con l’auspicato consolidamento del sistema delle quattro banche interessate, potrà offrire in prospettiva risposte anche agli azionisti che hanno subito le conseguenze delle regole europee».

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