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12 marzo 2014 Ultimo aggiornamento alle 17:04

Banca della terra, in Umbria è quasi realtà: terreni pubblici a giovani per rilancio agricoltura

Via libera alla proposta di legge da parte della seconda commissione regionale per favorire nuovi insediamenti agricoli

Banca della terra, in Umbria è quasi realtà: terreni pubblici a giovani per rilancio agricoltura
Foto Fabrizio Troccoli

Altrove, come ad esempio in Toscana, è realtà. Da noi, quasi. La banca della terra, ovvero la possibilità da parte di giovani di richiedere e ottenere in maniera vantaggiosa, appezzamenti di terreno per avviare una attività agricola, si avvicina grazie al passo in avanti compiuto dalla proposta di legge regionale.

La notizia Con i voti favorevoli dei commissari della maggioranza e l’astensione di quelli dell’opposizione, la seconda commissione regionale, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, ha dato il via libera alla proposta di legge ‘Norme per favorire l’insediamento produttivo ed occupazionale in agricoltura, per promuovere l’agricoltura sostenibile. Disposizioni sulla lavorazione di piccoli quantitativi di prodotti agricoli’, sintesi di tre analoghe iniziative legislative, tutte con l’obiettivo di favorire l’accesso dei giovani all’agricoltura, promuovendo l’agricoltura sociale e la filiera corta. Nella programmazione del settore la Regione sarà chiamata a favorire e promuovere: l’utilizzo ed il recupero produttivo di terreni agricoli o a vocazione agricola; l’impiego di modelli di agricoltura sostenibile; l’agricoltura sociale; il sostegno ai giovani imprenditori.

Banco della terra La legge prevede l’istituzione del ‘Banco della terra’, con sede presso la Giunta regionale: un elenco dei terreni agricoli e a vocazione agricola, di quelli agro-forestali, delle aziende agricole e dei fabbricati rurali, di proprietà pubblica o privata, utili per operazioni di locazione o di concessione. La Giunta dovrà adottare entro il 28 febbraio di ogni anno il Piano annuale delle locazioni e delle concessioni del Banco della Terra.

Accesso al credito e sostegno Per quanto concerne le misure di sostegno per l’accesso alla terra, la Regione, attraverso Gepafin, dovrà favorire la concessione di garanzie per agevolare l’accesso al credito dei soggetti assegnatari di beni. Dovrà anche promuovere, all’interno del programma di sviluppo rurale (Psr) specifiche misure di sostegno ai suddetti soggetti, nel rispetto della normativa europea. La Regione dovrà infine individuare, anche con il supporto di Sviluppumbria, programmi di attività strumentali e di servizio per la creazione di imprese e cooperative, sostenendo anche le attività di impresa agricola e di formazione. La Regione sarà anche chiamata a promuovere la destinazione, da parte dei Comuni, di terreni comunali ricadenti nelle aree urbane e periurbane, ad orti sociali urbani.

Lavorazione e trasformazione dei prodotti Per quanto riguarda, infine, la trasformazione e la lavorazione di piccoli quantitativi di prodotti agricoli, la Regione dovrà dettare disposizioni dirette ad agevolare la trasformazione e la lavorazione di piccoli quantitativi di prodotti agricoli stagionali destinati alla vendita, che per le loro caratteristiche o per la limitatezza della produzione non si prestano ad una lavorazione industriale.

Altri particolari Previsto un ulteriore articolo concernente le modalità per l’impiego dei beni già oggetto di locazione e concessione. Prevista anche la clausola valutativa che impegnerà la Giunta regionale a rendere conto all’assemblea legislativa, entro il 30 giugno dell’anno successivo all’entrata in vigore della legge e successivamente ogni anno, dello stato di attuazione della stessa, attraverso una relazione analitica. Per l’attivazione della legge non sono previsti oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.

©Riproduzione riservata

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