martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:00
9 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:01

Perugia, bambina di un anno ci sente per la prima volta grazie a un orecchio elettronico

Impianto cocleare perchè affetta da ipoacusia profonda. All'ospedale perugino circa 25 interventi simili l'anno

Perugia, bambina di un anno ci sente per la prima volta grazie a un orecchio elettronico

Quattro giorni di ricovero e, lunedì mattina, è stata dimessa ed è tornata a casa, a Viterbo, con i genitori, dopo un intervento chirurgico per applicare un impianto cocleare bilaterale. In pratica un orecchio elettronico artificiale che ora permetterà alla bambina di poter superare qualsiasi problema legato alla sua sordità dalla nascita.

La testimonianza dei genitori La gioia di Andree e Daniele, i genitori, è incontenibile. «Abbiamo ricevuto il più grande regalo di compleanno per la nostra bambina – dice la mamma all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia -. Valentina ha compiuto il suo primo anno di vita pochi giorni fa e sono sei mesi che aspettiamo questo giorno. Finalmente un po’ di serenità anche per la nostra famiglia, la felicità di parlare a mia figlia e farle arrivare la mia voce. Mio marito e io abbiamo avuto due giorni dopo la nascita la diagnosi che la bambina era nata con un problema di sordità. Per qualche settimana abbiamo sperato si trattasse solo di una sordità momentanea, ma poi all’ospedale di Orvieto ci hanno detto che a Perugia avremmo ricevuto una assistenza eccellente. Parole sante, sono stati tutti straordinari e non finiremo mai di ringraziarli».

La storia «Valentina (la pubblicazione del vero nome è stato autorizzato dai genitori) era affetta da ipoacusia profonda bilaterale ed è stata sottoposta a intervenuto chirurgico in occasione di un corso di esperti internazionali di chirurgia otologica, che periodicamente organizziamo presso la struttura complessa di Otorinolaringoiatria – dice Giampietro Ricci, il professore che ha eseguito l’intervento in collaborazione con Jacques Magnan di Marsiglia -. Di interventi analoghi a quello di giovedì ne eseguiamo 25 all’anno, la metà dei quali riguardano bambini affetti da ipoacusia grave. I risultati che si conseguono sono straordinari, grazie all’apporto di una squadra di specialisti, audiometristi e logopedisti e psicologi di grande esperienza e professionalità». Ai corsi di formazione che si svolgono con cadenza semestrale partecipano chirurghi provenienti da ogni parte d’Italia, a rafforzare la qualità di ricerca e assistenziale del centro di Perugia.

La specializzazione a Perugia «Il caso di Valentina –aggiunge Ricci – evidenzia l’efficacia dei protocolli di diagnosi e cura attuati dalla rete sanitaria regionale, che consentono la diagnosi e la attivazione di trattamenti riabilitativi in tempi assolutamente utili per un completo recupero linguistico e cognitivo dei bambini. Le principali società internazionali che si occupano di sordità infantili raccomandano infatti la formulazione di una diagnosi entro i tre mesi di età, l’eventuale protesi da applicare entro i 6 mesi e l’impianto cocleare entro i 12 mesi, esattamente i tempi che sono stati osservati in questo caso. Tanto più gli interventi saranno ritardati rispetto ai tempi ideali, tanto meno essi risulteranno efficaci».

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