Todi va al ballottaggio. Rossini in testa: «Mancano le rifiniture». Ruggiano: «Siamo fiduciosi»
di Francesca Marruco
Carlo Rossini compare quando mancano due seggi alla chiusura delle urne a Todi. Ha quasi il 49 per cento di preferenze in tasca. Troppo poche per diventare sindaco al primo turno, ma non abbastanza per non farlo gioire. Troppo numerose per far dormire sonni tranquilli al sindaco uscente Antonino Ruggiano, ma non abbastanza per farlo arrendere alla sconfitta. Lo dicono le due diverse reazioni dei due comitati elettorali che hanno monopolizzato via Cortesi a Todi.
L’euforia di Rossini Pochi metri l’uno dall’altro. Tanta distanza nelle reazioni. Rossini arriva a fine pomeriggio, non segue lo spoglio al comitato in cui si trovano invece la presidente della Regione Catiuscia Marini e il sindaco di Marsciano Alfio Todini. Lo aspettano e intorno alle 19.30 lo accolgono a braccia aperte, con i sostenitori intorno che lo applaudono. L’euforia, seppur forse prematura, trabocca. Non importa a nessuno che la vittoria non sia arrivata subito. Quel quasi 49 per cento restituisce la speranza, e forse anche di più, di riprendersi Todi a Rossini e ai suoi. E allora si stappa spumante, si brinda e si chiede di lavorare ancora per portare a casa il risultato definitivo. «E’ un risultato ai limiti dell’eccezionale – dice Carlo Rossini e mentre sorride emozionato – . Il ballottaggio lo facciamo con la tranquillità di non aver fatto campagna elettorale contro nessuno. Siamo persone che lavorano per la città».
I volti tirati da Ruggiano Anche Ruggiano arriva nel tardo pomeriggio. Ma al suo comitato, pochi passi più avanti di quello di Rossini, altro lato della strada, il clima è completamente diverso. Ruggiano si affretta a dire che il Pdl a Todi è comunque il primo partito, che vinceranno al ballottaggio e che governeranno comunque anche in caso di maggioranza per le liste della sinistra, ma le facce dei suoi raccontano un’altra storia: quella di chi pensava di stravincere di nuovo come la volta scorsa. Di dare un altro schiaffo all’elettorato tuderte di centrosinistra. E di tenersi ancora Todi. Invece dovranno andare a cercare voti. Per rimontare quei sette punti percentuali che dividono i due candidati. Ma sanno di poterlo fare. «Sarebbe stato tutto perfetto se non ci fosse stato questo 51 per cento delle liste di sinistra – dice Antonino Ruggiano , che comunque aggiunge- . Vinceremo, con o senza maggioranza in consiglio e governeremo Todi»
L’outsider Serafini Ma il vero outsider che rischia di diventare l’ago della bilancia al ballottaggio in questa competizione elettorale è Claudio Serafini, il candidato sindaco che fu assessore della giunta Ruggiano e che ha strappato quasi un otto per cento di preferenze. Più o meno quelle che separano Ruggiano da Rossini. Perché alla fine della giornata Rossini chiude a 48, 7 e Ruggiano a 41,4. Ma nessuno dei due, intervistati appena la chiusura dei seggi, si sbilancia su eventuali coalizioni per strappare il governo della città all’altro.
Marini: gran risultato Chi si sbilancia invece e non usa mezze parole per commentare il risultato che porta a casa Carlo Rossini, è la presidente della Regione Catiuscia Marini che, chiusa nella sede del comitato ha seguito lo scrutinio seggio per seggio. Sommando i voti con la speranza, sua e di tutti gli altri presenti, che Rossini vincesse al primo turno, ha definito il risultato «grande». Un «un successo personale di Carlo Rossini che ha saputo presentare un programma convincente». E, ovviamente, nella sua Todi, anche una «soddisfazione personale».
Sfida tra 15 giorni La sfida tra i due candidati a sindaco è rimandata dunque di 15 giorni. Quindici giorni in cui c’è da scommettere che da una parte e dall’altra non si lesineranno energie e impegno per portare a casa la bandiera dei vincitori. Quindici giorni in cui le distanze già abissali tra i due schieramenti e le due campagne elettorali si faranno sempre più acuiti. Ai tuderti poi, quelli che sceglieranno le urne e non il sole, l’ultima parola.





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