venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 23:59
18 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:56

Ballarò a Spoleto, scontro tra pensionati e ministro Poletti: «Non siamo il bancomat dei governi»

Diretta dal Centro civico di San Nicolò alla vigilia della manifestazione di giovedì. La solidarietà dei lavoratori ex Pozzi e Novelli

Ballarò a Spoleto, scontro tra pensionati e ministro Poletti: «Non siamo il bancomat dei governi»
La diretta da Spoleto

di Chia.Fa.

«Basta trasformare i pensionati nel bancomat dei ministeri». Questo l’appello targato Spi-Cgil che martedì sera è arrivato a Spoleto con una trentina di ciclisti partiti al mattino da Fabriano e diretti a Roma dove giovedì è in programma la grande manifestazione unitaria. Ad accoglierli le telecamere di Ballarò, oltreché una nutrita delegazione di pensionati e lavoratori del comprensorio, tra queste le maestranze della ex Pozzi in amministrazione straordinaria e quelli della Novelli, azienda sottoposta a procedura di concordato e a caccia di un acquirente.

Ballarò in diretta da Spoleto Nessuno spazio, però, per gli operai delle due grandi realtà produttive di Spoleto che hanno affiancato i pensionati, unici protagonisti del botta e risposta col ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ospite nello studio di Rai3. A far ordine sulle questioni più urgenti è stato Antonio, 64 anni e 41 di contributi: «Il governo si deve assumere delle responsibilità sulla reversibilità, la rivalutazione delle pensioni, la flessibilità in uscita e gli 80 euro che Renzi aveva promesso anche ai pensionati, salvo poi scordarlo completamente». A fargli eco Vania, commessa per 40 anni: «Ministro – ha detto – sulla reversibilità c’è grande apprensione, quando lo fate l’emendamento?».

Botta e risposta col ministro Poletti E Poletti da Roma ha replicato: «L’emendamento è a Palazzo Chigi ed è pronto, non appena la Camera aprirà i termini lo presenteremo, fugando ogni dubbio sulle pensioni di reversibilità che nessuno – ha detto il ministro – ha mai pensato di toccare». Poi largo alle rivalutazioni: «È una vicenda che viene da lontano e conosciamo bene anche perché ha fatto molto discutere, ma oggi il tema ha un peso relativamente modesto alla luce di un’inflazione a zero, anzi l’anno scorso eravamo sotto lo zero e abbiamo avuto il buon gusto di non far tirare fuori 3 euro ai pensionati, come invece prevede la legge». E qui i fischi e le grida partite da Spoleto hanno invaso i salotti degli italiani.

Le richieste dei pensionati Nella cittadina umbra anche il segretario dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti: «Con la manifestazione di giovedì torniamo a chiedere compatti la revisione del meccanismo di rivalutazione, che il ministro si deve impegnare a modificare, noi abbiamo fatto proposte interessanti su cui confrontarci. L’altro tema è quello delle tasse, che i pensionati pagano con livelli anche superiori a quelli dei lavoratori dipendenti. Infine – ha concluso – il ministro si era impegnato a riconvocarci a gennaio ma non l’ha ancora fatto». A chiudere la diretta con Spoleto è naturalmente Poletti: «Ci siamo confrontati coi sindacati dei pensionati fino alla ultima legge di stabilità e continueremo a farlo, nel perimetro delle possibilità della finanza pubblica, perché le tasse – ha concluso il ministro – sono alte per tutti ed è lì che dobbiamo intervenire».

Twitter @chilodice

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