venerdì 29 marzo - Aggiornato alle 11:54

Interrogatorio Amanda Knox, Italia condannata per violazione dei diritti di difesa

di Ivano Porfiri

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per avere violato i diritti all’assistenza legale, all’assistenza di un interprete di Amanda Knox e a un trattamento dignitoso in occasione dell’interrogatorio di polizia in cui l’americana ha confessato l’omicidio della sua coinquilina a Perugia, Meredith Kercher, ma che poi è stato ritrattato. Condanna, dunque, anche se alla stessa Corte non sono state prodotte prove che confermino i maltrattamenti da parte della polizia durante lo stesso interrogatorio. A seguito della sentenza, l’Italia dovrà risarcire Amanda Knox di 10.400 euro per danni e 8.000 euro per rimborso spese sostenute. L’americana ne aveva chiesti 500 mila e due milioni per le spese sostenute dai suoi genitori a causa dei processi in Italia.

La sentenza Secondo la Corte sono stati lesi i diritti di difesa della Knox «interrogata il 6 novembre 2007 alle 5.45 in assenza di un avvocato» in una fase in cui le accuse nei suoi confronti erano già state formulate. I giudici rilevano anche che il governo italiano non ha «fornito prove per dimostrare che esistessero circostanze eccezionali per giustificare tale assenza». Violazione anche sull’uso dell’interprete. Mentre per i maltrattamenti denunciati da Amanda, i giudici hanno constatato che le prove prodotte sono «insufficienti per concludere che si siano verificati».

Amanda: «Sentenza saggia» È la stessa Amanda a dare la notizia, commentandola sul proprio blog. «Oggi – scrive – la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la mia condanna per diffamazione era ingiusta. Sono grata per la loro saggezza nel riconoscere la realtà delle false confessioni e la necessità di riformare i metodi di interrogatorio della polizia».

Il racconto dell’interrogatorio «All’inizio di novembre 2007, stavo studiando a Perugia – ricostruisce sempre nel lungo post – quando un ladro di nome Rudy Guede è entrato in casa mia e ha stuprato e ucciso la mia amica e coinquilina, Meredith Kercher. Ero scioccata e mi sono offerta volontaria per aiutare la polizia perugina in ogni modo possibile. Ma non erano interessati al mio aiuto. Erano determinati a “spezzarmi”. Sono stata interrogata per 53 ore nell’arco di cinque giorni, senza un avvocato, in una lingua che ho capito forse come un bambino di dieci anni. Quando ho detto alla polizia che non avevo idea di chi avesse ucciso Meredith, sono stata schiaffeggiata nella parte posteriore della testa e ho detto a “Ricorda!”. La polizia ha trovato i miei sms al mio capo, Patrick Lumumba. Mi aveva dato la serata libera, e avevo risposto: “See you later”. La polizia ha letto quella frase sul piano letterale: “Ci vedremo più tardi”». Un «piccolo equivoco linguistico» su cui «gli investigatori perugini si sono rifiutati di credermi quando ho detto loro che non avevo incontrato Patrick quella notte. Hanno “disegnato” una storia per me, su come avevo visto Patrick uccidere Meredith. Mi hanno detto che ero traumatizzata dall’incidente e avevo l’amnesia. Quando ho detto loro che non era vero, hanno detto che stavo mentendo o ero confusa. Mi hanno bombardato con domande e scenari, ancora e ancora, fino al mattino».

Il vero assassino è Rudy Amanda assicura di essersi fidata. «Erano adulti. Erano autorità. E mi hanno mentito – prosegue -. Mi hanno mentito sul fatto che c’erano prove fisiche della mia presenza sulla scena del crimine. Mi hanno mentito sul fatto che Raffaele avrebbe detto che sono uscita quella notte. Mi hanno minacciato con trent’anni di carcere se non ricordavo cosa volevano che ricordassi. Alla fine, nel delirio che mi hanno fatto passare, non sapevo cosa credere. Ho pensato, per un breve momento, forse avevano ragione. Forse ho avuto l’amnesia. Ho detto loro che potevo vedere i flash offuscati di Patrick, come hanno detto. Ho detto loro che potevo immaginare di sentire Meredith urlare, come hanno detto. Hanno scritto le dichiarazioni. Le ho firmate. Allora si sono precipiti fuori per arrestare Patrick Lumumba. In poche ore, ho ritirato quelle dichiarazioni. Ho detto loro che non avevo incontrato Patrick quella notte. A loro non importava. Patrick aveva un alibi solido come la roccia. A loro non importava. Lo hanno rinchiuso, sconvolgendo la sua vita. E non lo hanno rilasciato fino a due settimane dopo, quando il Dna della scena del crimine identificò il vero assassino: Rudy Guede».

Abusi e carcere «Ci sono voluti otto anni – attacca Amanda -, ma siamo stati assolti definitivamente dall’assassinio di Meredith nel 2015. Questo verdetto finale, tuttavia, ha confermato la mia condanna per diffamazione, anche se le mie dichiarazioni sono state ritenute inammissibili in tribunale perché sono state prodotte durante un interrogatorio illegale e non registrato. Sono stata condannata a tre anni. Conosco l’orrore assoluto di sedermi in prigione per un crimine che non hai commesso, e ho passato anni tormentati dal senso di colpa per quelle dichiarazioni che avevo firmato nella stanza degli interrogatori. A quei tempi, non avevo mai sentito parlare di una “falsa confessione”. Più tardi, ho appreso che i metodi coercitivi che ho sperimentato – isolamento, sfinimento, inganno, abuso verbale e fisico – sono progettati per indurre i sospettati a dire tutto ciò che la polizia vuole. Giudicarmi come l’autore di quelle false affermazioni tacitamente assolve la polizia per il loro comportamento crudele e violento che li ha prodotti, rovinando vite e facendo beffe della giustizia».

Ingiustizie a me e Raffaele L’americana afferma come «la Corte di cassazione italiana ha già riconosciuto che gli inquirenti e gli inquirenti perugini hanno contaminato, manomesso e distrutto prove materiali. Ciò che non è stato riconosciuto è il fatto che questi stessi inquirenti e pubblici ministeri hanno anche sottoposto persone innocenti, Raffaele e me stessa, a torture psicologiche e abusi fisici mentre erano sotto interrogatorio. Hanno contaminato la loro indagine producendo false dichiarazioni a porte chiuse. E poi ci hanno incolpato. Non avrei mai dovuto essere accusata, molto meno condannata, di calunnia. E a Raffaele non dovrebbe mai essere stato rifiutato il risarcimento dovuto per incarcerazione illecita perché “ha rilasciato dichiarazioni contraddittorie” mentre era sotto costrizione. Il capro espiatorio degli ingiustamente condannati per gli errori e le cattive condotte della polizia – conclude – ci impedisce di riformare il sistema, portando a ulteriori errori giudiziari».

In aggiornamento

Terni Ovest, raffica di tamponamenti: disagi per gli automobilisti e tempi lunghi

Diversi incidenti stradale sul Rato, all’altezza dello svincolo Terni Ovest, hanno provocato disagi a diversi automobilisti che erano impegnati nella ‘fuga’ dalla città nella mattinata di pasquetta.
La municipale Proprio lunedì mattina infatti gli agenti della polizia municipale e della stradale sono dovuti intervenire per lunghe code che si sono create proprio in quel tratto. A causare l’ingorgo una serie di tamponamenti, che non hanno portato comunque a conseguenze serie per le persone coinvolte.

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Milano, in una ex rimessa per carrozze la sfida della Regione per promuovere l’Umbria

di Daniele Bovi

Uno spazio per raccontare al mondo, quello presente fino a ottobre all’Expo di Milano, ciò che l’Umbria può offrire. Mercoledì nello spazio dell’Associazione design industriale di via Bramante, una ex rimessa per carrozze che dal prossimo anno diventerà la sede che accoglierà il museo del Compasso d’oro (prestigioso premio assegnato dall’Associazione), la Regione Umbria ha presentato il proprio calendario di iniziative volto a promuovere, in questi mesi di Expo, tutte le realtà produttive più importanti dell’Umbria, e non solo. «Racconteremo al mondo – ha detto la presidente Catiuscia Marini – ciò che può offrire il nostro territorio, cercando di cogliere questa straordinaria occasione per sostenere, rafforzare e accompagnare le relazioni economiche del nostro mondo culturale e produttivo».

Spazio Adi Nello Spazio Adi si terranno incontri, seminari e presentazioni: dalla filiera dei droni alla chimica, dall’innovazione legata al cibo all’artigianato di qualità, dai corsi di cucina alla birra artigianale fino al design per la casa e al cachemire. Una bozza di calendario già c’è ma altri eventi si aggiungeranno nel corso delle prossime settimane. In sala ad ascoltare ci sono Cesare Romiti, ex numero uno di Fiat e ora presidente della Fondazione Italia Cina, due dei responsabili dei padiglioni cinesi (in tutto quattro) presenti all’Expo e quello della Bank of China di Milano. Rapporti fondamentali nell’ambito di un evento, Expo, dove è importante avere filo da tessere e reti da gettare.

Promozione «Qui – ha aggiunto Marini – si parlerà anche di produzioni innovative e di artigianato di qualità». Il tutto per un’Umbria «la cui economia deve essere rafforzata. Ad Expo – ha chiuso la presidente – vogliamo raccontare l’Umbria di oggi e promuovere quella del futuro e cioè la parte del nostro mondo produttivo altamente innovativo a disposizione delle aziende anche nel settore dell’agroalimentare». Lo Spazio Adi sarà dedicato anche alla cultura e infatti mercoledì a Milano si è parlato dei principali eventi della regione. Ospite d’onore è stato Umbria Jazz, che del Cuore verde è il brand più noto a livello culturale nel mondo, con tanto di concerto di due del jazzman italiani più noti, ovvero il trombettista Paolo Fresu e il pianista Danilo Rea. «Quarantadue anni fa – ha detto Renzo Arbore, presidente della Fondazione che organizza il festival – sembrava un qualcosa di velleitario, mentre ora rappresenta un’eccellenza a livello nazionale. Un festival che ha divulgato musica di qualità del mondo e promosso quella italiana».

Cultura «C’è na parte importante dell’Umbria – ha aggiunto Catiuscia Marini – che fa perno sulla cultura, e in questo contesto Umbria Jazz è sempre stata valorizzata e, positivamente utilizzata, per promuovere l’Umbria a livello nazionale e internazionale». A introdurre la serata è stato il numero uno di Adi, Luciano Galimberti: «L’incontro con la Regione Umbria – ha detto – che ha scelto il progetto Adi come leva strategica per raccontare al mondo il proprio territorio valorizza la capacità narrativa del designer italiano. Sono commosso di inaugurare con l’Umbria questo spazio che diventerà la casa del designer italiano».

Twitter @DanieleBovi

Basket: per Perugia è veramente la notte delle streghe, Castelletto passa al PalaEvangelisti 86 a 52

Simone Bonamente

di Mauro Sedda

Una partita da brividi, degna del miglior Halloween. Ha, infatti, il sapore della disfatta per la Liomatic Perugia il turno infrasettimanale del campionato di Divisione Nazionale A. I ragazzi allenati da coach Fabrizi fanno dei passi indietro rispetto al match, se pur perso, giocato a Treviglio. I Grifoni sono mancati sia dal punto di vista dell’approccio che da quello dell’intensità. Il tutto ha permesso agli ospiti di scappare dalle prime battute e incrementare il margine di vantaggio fino al +34 finale. Inutile il timido tentativo di reazione da parte dei perugini che, sorretti dal solito Poltroneri (21), sono arrivati fino al -4 nel corso del primo periodo. Troppo poco per tenere testa ad un avversario di indiscusso valore e capace di giocare a mille all’ora per quasi tutto il confronto, ma che ancora non era riuscito a fare risultato lontano da casa. Domenica sarà importante ripartire nella gara in trasferta contro Mirandola.

Dominio piemontese La banda Garelli dimostra fin da subito di essere in una gran giornata. Ranuzzi prima, autore dei sette punti iniziali di Castelletto, e Ihedioha poi costruiscono il primo allungo che vale il +7. Perugia è tutta nella voglia di Bonamente e nelle giocate di Poltroneri ed il primo parziale fugge via 23 a 16 per gli ospiti. Nel secondo quarto la musica non cambia. Anche Bolzonella entra a far parte della collaudata orchestra del «direttore» Garelli. Gli umbri, invece, continuano a litigare col canestro e la SBS torna negli spogliatoi sopra 42 a 24. Fabrizi non riesce a scuotere i suoi che nel terzo quarto subiscono le giocate di Pazzi e Ihedioha. Santantonio prova a dire la sua ma gli ospiti continuano a trovarsi a meraviglia e Bolzonella, con una tripla, fa volare Castelletto a +27. Nei dieci minuti finali i giochi sono fatti. Fabrizi fa esordire il giovane Ciofetta. C’è così del positivo anche in una serata da dimenticare.

Tabellino Liomatic Perugia – SBS Castelletto 52 – 86 (16-23; 8-19; 13-25; 15-19)
Liomatic Perugia: Santantonio 2, Meschini 5, Cutolo 2, Ramenghi 8, Rath, Poltroneri 21, Bei 4, Chiarello, Bonamente 10, Ciofetta. All. Fabrizi
SBS Castelletto: Minoli, Bolzonella 19, Hidalgo S, Hidalgo P, Simoncelli 7, Damiani 6, Pazzi 16, Sanguinetti 7, Ihedioha 14, Ranuzzi 17. All. Garelli.

La settima giornata
Liomatic Perugia 52 – 86 SBS Castelletto
Benacquista Assicurazioni Latina 88 – 77 Assigeco Casalpusterlengo
Brandini/Claag Firenze – Co.Mark Treviglio 01/11 ore 18.00
Mobyt Ferrara – ArcAnthea Lucca
Eagles Bologna – Moncada Solar Agrigento
BLS Chieti – Viola Reggio Calabria
EnoAgrimm San Severo – Paffoni Omegna
Bawer Matera – U. S. Basket Recanati
Zerouno Torino – Dinamica-DWB Mirandola
Liomatic Group Bari Riposa

Classifica
1. Bawer Matera 10
2. Co.Mark Treviglio 10
3. ArcAnthea Lucca 8
4. Zerouno Torino 8
5. Liomatic Group Bari 8
6. Eagles Bologna 8
7. SBS Castelletto 8
8. Moncada Solar Agrigento 8
9. Brandini/Claag Firenze 6
10. Assigeco Casalpusterlengo 6
11. Mobyt Ferrara 6
12. BLS Chieti 4
13. Paffoni Omegna 4
14. U. S. Basket Recanati 4
15. EnoAgrimm San Severo 4
16. Benacquista Assicurazioni Latina 4
17. Dinamica-DWB Mirandola 2
18. Liomatic Perugia 2
19. Viola Reggio Calabria 2

Castiglione del Lago, polpette avvelenate lungo la riserva faunistica: morti tre cani

 

Il cartello messo dai due comuni

di Fra. Mar.

Cani avvelenati da polpette lasciate appositamente per uccidere. Tre sono deceduti e una ventina sono stati salvati dall’intervento del veterinario. E’ accaduto negli ultimi giorni tutto intorno alla riserva faunistica della tenuta Le Coste, situata a cavallo tra i comuni di Città della Pieve, la frazione di Moiano e Castiglione del Lago.

Il cartello Alcuni cittadini proprietari di cani che hanno rischiato di morire hanno presentato delle denunce e intanto, il Comune di Castiglione del Lago insieme a quello di Città della Pieve hanno preparato dei cartelli affissi lungo tutto il perimetro in cui si invita i genitori a fare attenzione a non far mangiare nulla ai propri figli , si invita a tenere i cani al guinzaglio e con la museruola. Si invitano i proprietari di animali domestici a «limitarne i movimenti».

Contromisure La polizia municipale promette di intensificare i controlli per evitare che nuovi episodi possano ripetersi. Intanto è caccia a chi può avere posizionato le polpette avvelenate, sembrerebbe fatte a base di grasso e diserbante. Intorno alla riserva sono molti i cani esposti al pericolo, quella infatti è una zona in cui vanno sia tartufai che cacciatori con i loro cani.

Perugia, più carabinieri e poliziotti in centro storico

Forze di polizia in centro storico ( foto archivio)

Respingere l’aggressione di malavitosi in centro a Perugia e restituire alla città le migliori condizioni di vita che ne fanno un’assoluta capitale di civiltà: questo uno dei temi all’ordine del giorno del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica riunitosi mercoledì mattina in Prefettura. «E ancora una volta – ha sottolineato il Prefetto Cardellicchio – la migliore difesa resta l’attacco, come recita un vecchio adagio». E’ per questo che, con effetto immediato, in centro storico verrà potenziata la presenza di carabinieri di poliziotti.

Bilancio positivo Strumentazioni adeguate, pianificazioni, strategie mirate che – pur con tutte le difficoltà della perdurante crisi economica – sono state messe in atto dalle Forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia stradale, postale e ferroviaria), coordinate dal Prefetto con il sostegno del Comitato, fanno segnare un bilancio più che positivo alle attività finora realizzate.

700 uomini in più Ripetute, continue, richieste, avanzate con successo dal Prefetto, hanno portato sul territorio circa 700 uomini di rinforzo, tra poliziotti e carabinieri, negli ultimi cinque mesi, consentendo di moltiplicare interventi e presidi mirati, grazie ai quali sono stati ottenuti straordinari successi operativi.

Polizia e carabinieri in centro storico Da oggi, poi, si dà l’avvio ad un’ulteriore presenza di polizia e carabinieri nel centro cittadino, con accresciute potenzialità di impiego e tempi di risposta ridotti e migliori. Secondo le più moderne tecniche d’intervento, sperimentate nei teatri criminali del Paese maggiormente complessi, e con l’impegno continuo delle forze di polizia – coordinate dal Questore, Nicolò D’Angelo, e dai rispettivi vertici, tutti con preziose esperienze lavorative negli scenari più difficili della delinquenza comune ed organizzata, metropolitana e diffusa – la reazione ferma e decisa continua e si modella secondo un piano strategico sempre più articolato e complesso.

Serve anche l’aiuto dei cittadini Ora, un forte appello il Prefetto lo rivolge anche ai cittadini affinché attuino comportamenti più collaborativi ed anche avveduti, utilizzando attenzioni di difesa del proprio patrimonio e non tralasciando di segnalare alle Forze di Polizia, come peraltro già avviene, anomalie o vicende che li preoccupano.

Le parole del prefetto «Grazie all’impegno di tutte le autorità locali, strette in un sempre più efficace Patto per Perugia sicura, la qualità della vita cittadina” – rassicura il Prefetto – “non potrà che migliorare». «Dalle parole del Ministro Cancellieri” – ha concluso Cardellicchio – “e l’attenzione del Prefetto Manganelli, che riserva a questa realtà continue premure, l’attività di quanti sono impegnati sul fronte della sicurezza si alimenta di rinnovata energia ed insieme all’impegno economico e personale degli enti locali e territoriali (Comune, Provincia e Regione), sottolineato dal Ministro, fa da cupo monito a quanti pensano di delinquere in Umbria, tanto che alcuni di loro hanno già capito che è meglio “girare alla larga».

 

Terni, dichiarano di essere incensurati ma non lo sono: denunciati tre cacciatori

Denunciati (Foto Umbria24)

Tre cacciatori ternani sono stati denunciati nei giorni scorsi dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura per false attestazioni. I tre, nel compilare la richiesta per il rilascio della patente di caccia, avevano dichiarato la mancanza di condanne penali a loro carico, ma gli agenti della Squadra Amministrativa, nell’ambito dei consueti controlli per accertare la veridicità delle dichiarazioni effettuate tramite autocertificazione, avevano riscontrato il contrario.

Denunciati Sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, rischiano una condanna fino a tre anni, e verrà loro rifiutata la patente di caccia. La legge prescrive infatti che, oltre alla conseguenze di tipo penale, in caso si riscontri la falsità delle dichiarazioni, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera, in questo caso, non essendo ancora stata rilasciata l’autorizzazione richiesta, è stato avviato il procedimento di diniego.

 

 

 

 

 

Terni, aggredisce una donna e poi scappa: arrestato con 110 grammi di cocaina e 5.100 euro

Il denaro e la droga sequestrata

110 grammi di cocaina e 5.100 euro in contanti: è quanto hanno sequestrato gli agenti della squadra mobile di Terni durante l’arresto di due albanesi. Gli agenti si sono mossi in seguito ad una telefonata al 113 con la quale gli avventori di un bar di viale Brin avevano richiesto l’intervento della polizia perché una donna era stata aggredita all’interno del bar da un albanese che poi era fuggito a bordo di un’auto di grossa cilindrata.

Trovati Acquisita la descrizione dell’uomo, gli agenti si sono subito messi sulle sue tracce e poco dopo l’hanno intercettato in piazza Bruno Buozzi, lo hanno visto scendere dall’auto insieme ad un ragazzo e li hanno visti entrare in un bar. Gli agenti li hanno fermati per l’identificazione e l’autista dell’auto, che corrispondeva in pieno alla descrizione, ha dichiarato di essere arrivato lì a piedi e di non avere idea di cosa si stesse parlando.

Soldi e cocaina In tasca, gli agenti gli hanno trovato 5.100 euro in banconote di grosso taglio, anche da 500; al ragazzo, hanno trovato un foglietto con un elenco di nomi, italiani e stranieri, con accanto quote da riscuotere, cifre per migliaia di euro. La perquisizione è stata estesa all’autovettura e nel vano della leva del cambio, gli agenti hanno trovato 13 involucri, contenenti 110 grammi di cocaina.

Chi è l’aggressore L’autista, autore anche dell’aggressione alla donna, è lo stesso cittadino albanese di 27 anni, disoccupato e senza fissa dimora, che lo scorso 14 aprile era stato arrestato dopo la sparatoria di Borgo Bovio con oltre 2 kg di cocaina, con un’auto rubata dopo una rapina in villa. Dopo un periodo di detenzione, era ora sottoposto all’obbligo della firma in Questura, infatti, come risulta dai registri, ieri poco prima dell’arresto, era andato a firmare in via Antiochia.

Arrestato anche il più giovane Il ragazzo diciottenne, che era con lui, ha dichiarato di essere domiciliato a Roma e di essere entrato in Italia da poco tempo come turista, era già stato notato comunque più volte dagli agenti in ambienti legati al mondo della droga. Sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio e questa mattina verranno giudicati per direttissima.

Dinamica dell’aggressione Ulteriori accertamenti sono in corso per chiarire la dinamica dell’aggressione: a quanto raccontato da testimoni, la lite sarebbe scaturita perché la donna aveva ripreso l’uomo per aver gettato la carta per terra all’interno del bar, l’uomo l’avrebbe insultata e colpita al volto; la donna si trova ancora ricoverata per accertare la gravità delle lesioni riportate.