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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 09:39

WildUmbria e le storie di salvaguardia della fauna selvatica: come quella del lupo Bartolomeo

Prosegue la rubrica curata per Umbria24 dal divulgatore scientifico Cristiano Spilinga. Intervista alla responsabile dell’associazione di zoologi e veterinari

Controllo su Bartolomeo, lupo arrivato al CRAS in gravi condizioni fisiche

Prosegue la rubrica dedicata alla natura dell’Umbria in cui lo zoologo e divulgatore scientifico Cristiano Spilinga racconta quello che si sta facendo per conoscere e tutelare lo straordinario patrimonio naturale della regione.

di Cristiano Spilinga

 

In questa nuova puntata della rubrica incontriamo la dott.ssa Francesca Vercillo che ci racconta la realtà dell’associazione WildUmbria. Con Francesca ci conosciamo da un bel po’ di tempo perché abbiamo condiviso molti anni in Università sotto la guida del Prof. Bernardino Ragni. Prima di iniziare l’intervista ringraziamo Francesca e tutto lo staff che coordina per il prezioso lavoro svolto.

Ci racconti cos’è WildUmbria e come è nata?
WildUmbria è un’Associazione di promozione sociale fondata nel 2015 da un gruppo di zoologi e veterinari che lavoravano insieme già da qualche anno su tematiche riguardanti la fauna selvatica. L’idea è nata dalla voglia di impegnarsi concretamente per la salvaguardia degli animali selvatici e della natura. Per questo motivo nel 2017 WildUmbria ha preso in gestione il CRAS – Centro di Recupero per Animali Selvatici feriti o in difficoltà della Regione Umbria.

Dove svolgete la vostra attività?
Il CRAS si trova all’interno dell’Oasi naturalistica di Candeleto, nel Comune di Pietralunga, ma il nostro lavoro si estende a tutto il territorio regionale. Per poter garantire le migliori cure agli animali in difficoltà abbiamo scelto di essere attivi H24 tutti i giorni della settimana. Purtroppo, il territorio che dobbiamo coprire tutti i giorni è molto vasto e ci sono dei tempi tecnici per poterci spostare ed intervenire ovunque, ci impegniamo al massimo per poter garantire il benessere degli animali.

Francesca ci spieghi l’importanza di avere un CRAS nel proprio territorio?
La maggior parte degli animali che recuperiamo è stato ferito o è in difficoltà a causa nostra: incidenti stradali, incastrati nelle recinzioni, feriti da cani senza guinzaglio, cuccioli prelevati senza che fossero realmente in pericolo. Ognuno di questi animali va a costituire la fauna del nostro territorio e va ad arricchire quella biodiversità così tanto importante per mantenere in equilibrio e in armonia la natura e il mondo in cui viviamo. C’è anche un altro motivo fondamentale ovvero il benessere animale. Gli animali selvatici non hanno un padrone come i cani e i gatti; quindi, tutti noi siamo responsabili della loro salvaguardia. Per questi motivi la Legge 157 afferma che ogni Regione deve avere almeno un CRAS per poter garantire alla fauna ferita le cure necessarie.

Quali sono le storie di recupero che ti hanno segnata di più?
In questi cinque anni di attività sono tante le storie che mi hanno segnata, sia quelle a lieto fine che quelle più tristi. Dal lupo Bartolomeo, recuperato dentro un pollaio in pieno inverno, di notte e sotto la neve. Era magrissimo, ricoperto dalla rogna e quindi senza la pelliccia che lo proteggesse dal freddo. Aveva un laccio intorno ad una zampa, un cavo d’acciaio (messo dai bracconieri) che gli era penetrato nella carne provocando una brutta infezione e il gonfiore di tutta la zampa. Aveva dei tagli al collo, forse morsi, anche quelli infetti. Al CRAS nei primi giorni del ricovero è stato immobile, sotto una lampada riscaldante e una grossa coperta di lana. Si lasciava medicare, gli mettevamo la museruola – è pur sempre un lupo – e gli curavamo le ferite e le croste della rogna…ti fissava per tutto il tempo con quegli occhi penetranti da lupo, non ti perdeva mai d’occhio. Poi quando ha ripreso le energie ha distrutto mezzo ricovero! Era arrivato il momento per lui di tornare in natura! Un’altra storia è legata al “capriolo” investito a notte fonda verso Lisciano Niccone. Mentre percorrevo la strada per andarlo a recuperare più volte gli agenti della Polizia stradale mi hanno chiamata dicendo che stava morendo perché perdeva molto sangue ed era immobile sul ciglio della strada. Tutte le volte rispondevo “sto arrivando, finché è vivo ci proviamo”. Poi quando sono arrivata mi sono accorta che era un enorme daino maschio di 70 kg! Aveva una brutta ferita lungo il fianco, una costola rotta e una cecità temporanea dovuta al trauma cranico. È stato da noi al CRAS per un mese circa, era fortissimo e imprevedibile a causa della cecità, ma piano piano si è ripreso e ha riacquistato la vista. Vederlo andare via libero è stata una grandissima emozione!

Come si sostiene la vostra attività?
WildUmbria gestisce il CRAS regionale, pertanto, riceviamo un finanziamento da parte della Regione Umbria, ma il numero degli interventi che effettuiamo e il numero degli animali che ricoveriamo tutti gli anni è elevatissimo. Tra i maggiori costi che dobbiamo sostenere c’è il carburante per i nostri mezzi di soccorso e l’alimentazione delle tante specie diverse che ospitiamo. Per questi motivi partecipiamo spesso a manifestazioni e raccolte fondi per poter ricevere un aiuto economico dai cittadini che ci vogliono sostenere. Importantissimo è anche il contributo che possiamo ricevere attraverso il 5×1000 (Codice fiscale 94155430542) oppure donando uno dei tantissimi prodotti che si trovano nella nostra Wish Lists su Amazon. Oltre a questo, un CRAS è sempre alla ricerca di volontari pronti a dare una mano per tante attività: aiutarci nelle fasi del recupero degli animali feriti o delle staffette per portarli al Cras, nella gestione degli animali al centro ma anche per aiutarci a costruire e realizzare nuove strutture di ricovero per i nostri ospiti selvatici.

Come è possibile entrare in contatto con WildUmbria per fare un periodo di formazione o di volontariato?
Ci sono due possibilità: chi vive in Umbria può diventare un volontario attivo di WildUmbria, mentre chi viene da fuori regione può partecipare ai nostri campi di volontariato (minimo 1 mese di permanenza) alloggiando presso la nostra foresteria. In entrambi i casi potete inviare una mail a [email protected]

Cosa si può fare per aiutare WildUmbria nella sua missione?
Se trovate un animale ferito o in difficoltà non giratevi dall’altra parte ma fermatevi e chiamate il nostro numero di pronto intervento 370-3199068. Aspettate di parlare con uno di noi prima di fare qualsiasi cosa, insieme potremo capire come meglio comportarci e come intervenire!

Puoi contattare l’autore scrivendo una mail a [email protected] Se sei appassionato di animali e natura puoi seguire il suo canale YouTube. 

 

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