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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 16:13

Visite e pronto soccorso «non funzionano» in ospedale, sindacati minacciano mobilitazione

Il sindaco chiede immediate risposte: «C iva di mezzo la salute dei nostri cittadini più fragili»

L'ospedale di Branca

Viene definita come una situazione «insostenibile» e anche «inspiegabile» quella del pronto soccorso e delle visite programmate all’ospedale di Branca. La denuncia parte dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e arriva fino alle istituzioni.

Premessa «Pur non essendo una struttura Covid, diverse attività ambulatoriali e prestazioni specialistiche vengono non effettuate oppure vengono rimandate ulteriormente, costringendo diversi cittadini di rivolgersi al privato e nella maggior parte dei casi, in modo particolare per anziani e persone in difficoltà economiche, di rinunciare alle cure mediche necessarie per la salute», scrivono i sindacati in una nota unitaria.

I sindacati «Vi sono situazioni organizzative inspiegabili – continua la nota -, in quanto prestazioni programmate e non effettuate nei mesi di lockdown non vengono effettuate e magari nuove richieste vengono inserite nella programmazione, con dei ritardi per quelle prestazioni a suo tempo programmate e necessarie. La stessa organizzazione del Pronto soccorso continua ad essere critica, in quanto, interventi di pronto soccorso vengono esauriti dopo 8 9 ore dalla accettazione, senza ragioni plausibili.ì I tanto sbandierati provvedimenti; dotazioni tecnologiche,risorse finanziarie e non ultimo le risorse raccolte attraverso la solidarietà dei cittadini, destinate per abbattimento delle liste di attesa e per recuperare i periodi di fermo, non si capisce dove vengono utilizzate e se risolvono il problema oppure sono destinate ad altri obiettivi. E’ una situazione gravissima sulla quale è necessario che si adottino i provvedimenti necessari, da parte delle strutture dirigenziali e che vengano date indicazioni operative da parte della Giunta Regionale, chiare univoche e che rafforzino il sistema pubblico e non lo indeboliscano. E’ necessario che i sindaci del territorio, chiedano alla Regione di adottare tutte le scelte e le misure che garantiscano il diritto alla salute dei cittadini.

Sindaco di Gubbio Il sindaco di Gubbio Filippo Stirati interviene non solo raccoglie «il grido di dolore, ma sottolinea di essersi attivato già da tempo con le autorità sanitarie per sollecitare una ripresa a tutti gli effetti delle prestazioni degli ambulatori e di tutto quanto richiesto dall’utenza. La nostra popolazione, particolarmente anziana, soffre infatti enormemente la necessità di doversi spostare verso altri nosocomi, preferendo spesso addirittura rinunciare alle cure o agli esami. Sentiamo quanto mai la necessità, interpretando anche il punto di vista dei sindaci del comprensorio, di ottenere una risposta molto forte da parte della dirigenza sanitaria. La situazione è quanto mai seria e urgente – chiude Stirati – all’utenza servono indicazioni operative chiare, e in tempi brevi».

 

Protesta Le organizzazioni sindacali, «si riservano, a fronte di una situazione che non si modifica attraverso miglioramenti reali e concreti per le persone, di intraprendere iniziative di mobilitazioni e di lotta per affermare il diritto alla salute, come diritto universale per tutti i cittadini».

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