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giovedì 15 aprile - Aggiornato alle 01:05

Viaggio nell’ipogeo di piazza Tacito a Terni, sulla fontana test luci per effetto anni ’30

Il monumento sarà restituito alla città entro il 2021: trattamenti sulla superficie che ospiterà i mosaici e castello in elaborazione

di Marta Rosati

Scatta il trattamento impermeabilizzante della superficie che ospiterà i nuovi mosaici dello zodiaco, custoditi sotto sorveglianza, e nel frattempo è giunto anche il momento di provare l’effetto delle luci a led, secondo il nuovo impianto che realizzerà Asm. L’intenzione è quella di ottenere la stesssa illuminazione di cui la fontana di piazza Tacito godeva negli anni ’30, restituendo importanza anche al pennone, ma con la possibilità di cambiare colore in particolari occasioni. Salvo complicazioni, soprattutto meteo, nell’arco del mese di aprile potrebbe trovare posto anche il nuovo castello, ovvero la parte centrale del bene dalla quale sgorgherà l’acqua. Procede così uno dei più attesi cantieri della città e, mentre dalle fessure della recinzione, gli interventi in superficie si possono scorgere, a Umbria24 è consentito anche scendere nei sotterranei.

La fontana Quando l’area interessata dagli scavi per intervenire nell’ipogeo di piazza Tacito è stata richiusa e la sede stradale risistemata, il titolare dell’impresa di costruzioni che ha effettuato l’intervento a spese proprie per 100 mila euro, il ternano Giunio Marcangeli, ci accompagna in quelli che sono i rinnovati sotterranei della fontana, attraverso un suggestivo gioco di luci e ombre che, una volta ultimati tutti i lavori sul ‘monumento dello zodiaco’ sarà impreziosito dallo scorrere dell’acqua nella parte centrale dello spazio circolare: «Perfetto come museo» commenta Marcangeli. E non dice certo un’eresia: quando si è proposto di sistemare l’area destinata agli interventi di manutenzione, il Comune di Terni e in particolare l’allora assessore ai Lavori pubblici Enrico Melasecche spingeva proprio per un progetto museale, per esaltare la vecchia pompa in ghisa della Terni – che quando scendiamo è custodita al di sotto di un telo di plastica – e per ricostruire e far conoscenere a giovani e turisti, la storia della fontana.

L’ipogeo di piazza Tacito «L’interrato è estremamente interessante – insiste l’imprenditore -. L’attenzione è focalizzata sui mosaici ed è comprensibile, ma abbiamo l’opportunità di offrire qualcosa in più e non possiamo farcela scappare. Rifatta dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, evidentemente con poche risorse a disposizione, la fontana di piazza Tacito si è andata via via deteriorando, soprattutto nella parte del tappeto musivo quindi l’intervento sulle tessere andava assolutamente fatto – commenta Marcangeli – ma se c’è stata la ‘necessità’ di far spendere a Fondazione Carit centinaia di migliaia di euro per musealizzare i vecchi mosaici (nel Documento unico di programmazione la cifra indicata è pari a 500 mila euro Ndr) possibile non ci sia la volontà di trovare fondi per realizzare un’attrazione nel centro della città?». Sempre nel Dup, a onor del vero, si parla, tra le altre cose, anche di spazio espositivo ma come la Storia insegna, solo il tempo e i fatti riveleranno le reali intenzioni dell’amministrazione; nel frattempo peraltro Marcangeli ha il suo bel da fare tra le strutture alberghiere che possiede, il Tulipano dal quale conta di togliere presto i ponteggi, e Villa Palma la cui destinazione è tutta da decifrare. Nel frattempo non si pensi che si sia arreso rispetto al progetto dell’ascensore tra belvedere inferiore e superiore della Cascata delle Marmore: il progetto è pronto e ci sarebbero pure i soldi. Marcangeli è pronto a mettere la firma anche lì, un altro simbolo della città, uno dei tanti ai quali i ternani si sentono legati.

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