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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 08:50

Vescovi umbri sotto attacco per le aperture al Pride

Il giornale nazionale La Verità: ‘Dopo la Regione anche la Cei umbra monta sul carrozzone’

©Camilla Fiorito

di Gabriella Mecucci

A testa bassa contro i vescovi umbri e contro la presidente Donatella Tesei. “La Verità”, giornale molto vicino alla Lega e in particolare a Salvini, se n’é uscito mercledì mattina con questo titolo: ‘Dopo la Regione, anche la Cei umbra monta sul carrozzone del gay pride’. L’articolo se la prende con toni durissimi con monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto, per aver ricevuto il responsabile di Omphalos Stefano Bucaioni a seguito della dura polemica scatenata dal senatore Pillon contro la presidente Tesei, rea di aver concesso il patrocinio al Pride umbro. Monsignor Boccardo aveva poi incontrato anche Pillon. I toni si erano abbassati ed era iniziato il dialogo su alcuni temi fra i promotori del Pride e il vescovo spoletino, attualmente responsabile pro tempore della Ceu. Mercoledì mattina l’intervento dell’house organ di Salvini che “sposa” le posizioni di Pillon di cui si sottolinea il ruolo di responsabile delle politiche famigliari, spara su Boccardo e molla clamorosamente Donatella Tesei, l’esponente più importante della Carroccio in Umbria. La Lega taglia dunque il ramo dove è seduta?

La Voce Intanto questa mattina è uscito il settimanale cattolico “La Voce” dove si legge un lungo articolo di Monsignor Boccardo che contiene affermazioni come “la Chiesa non rifiuta nessuno”, e uno del direttore in cui si parla di dialogo e di accoglienza «pur senza negare la differenza di valori e di vedute». La Chiesa umbra dunque tiene sulla linea di apertura. ‘La Voce’ pubblica alcuni altri contributi ospitando anche voci critiche, ma la scelta è fatta: la presa di distanza da Pillon ‘spaccatutto’ è netta.
Dopo questo attacco ai vescovi e alla presidente cosa dirà il sindaco di Perugia Andrea Romizi? Continuerà ad appoggiare Pillon come ha già fatto non dando il patrocinio al Pride? Il suo comportamento è stato davvero incomprensibile: sfiderà ancora ogni regola del buon senso politico – istituzionale? Non aveva voluto accreditarsi come un cattolico amante del dialogo e della moderazione? Continua a leggere

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