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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 16:59

Verso le nuove regole per le case popolari, Regione: «Vantaggio ai fragili»

In Umbria inquilini storici con nuclei ridotti e nuovi con famiglie numerose: percentuale alta di canoni minimi

La case Ater riconsegnate a Postignano di Sellano

Nel giorno n cui si annunciano oltre trecento milioni di euro di investimenti che, nei prossimi anni, porteranno alla costruzione di 350 nuove case popolari, vengono lanciate le nuove regole per le assegnazioni. La Regione infatti ha informato su quella che definisce, con un termine difficile ‘preadozione’ e che, si traduce, nelle fasi ultime di lavoro per arrivare a una legge regionale che punti a dare le case a chi veramente ne ha bisogno. Si tenga conto, ad esempio, del fatto che l’Umbria, secondo quanto è stato reso noto nelle ultime ore da alcuni studi, ospita nelle case popolari ‘inquilini storici’ con nuclei familiari di piccole dimensioni, prevalentemente anziani, nella misura del 61%, entro una media nazionale del 57%. Al contrario in suoi inquilini hanno nuclei familiari grandi, per una percentuale del 35% rispetto a una media nazionale del 26%, e questo, significa una ampia fascia di utenza nella fascia minima del canone, con ridotte possibilità di introito per l’ente che li gestisce.

Le nuove regole Il nuovo regolamento nato sulla legge regionale del 2021 che punta alla esemplificazione, cerca di dare prevalenza alle “categorie speciali”, cioè le persone fragili in quanto anziane e/o disabili, ai quali viene riconosciuto maggior punteggio utile per il collocamento in graduatoria. Parla di «novità assoluta», l’assessore regionale Melasecche «che supera il vecchio sistema di valutazione della consistenza dell’alloggio secondo il criterio dei “vani convenzionali” sostituito da un nuovo sistema di valutazione basato sulla superficie utile minima ed il numero delle camere, valutato con riferimento ai componenti il nucleo familiare. Quindi il superamento delle annose criticità legate alla valutazione del requisito dell’impossidenza attraverso l’introduzione di un nuovo criterio di valutazione che, rispetto all’adeguatezza dell’alloggio di proprietà del nucleo familiare richiedente, consente di procedere a una stima concreta delle eventuali proprietà o quote parti di essa». Inoltre, si va verso «la riserva di alloggi, per facilitare il trasferimento e la permanenza degli appartenenti alle forze di polizia e al Corpo dei Vigili del Fuoco, i giovani nuclei familiari, le famiglie monoparentali e le donne con figli minori a carico, vittime di violenza in famiglia o di crimini domestici. Il Regolamento integra la totale attuazione delle direttive Ue, in tema di permessi di soggiorno e di status di rifugiati e al contempo guarda con rigore verso quei soggetti, esclusi dalla platea dei possibili beneficiari, in quanto condannati per reati riguardanti tossicodipendenza e prostituzione». Altra importante novità è quella che intende evitare che il lasso di tempo intercorrente tra la data di pubblicazione del bando, quella di presentazione della domanda di assegnazione e quella del provvedimento di assegnazione, determini un pregiudizio al richiedente applicando il principio della “cristallizzazione” di alcuni requisiti legati all’età anagrafica, a situazioni riferibili al decorso del tempo e per l’Isee al momento della presentazione della domanda ai fini dell’assegnazione dei punteggi.

Frodi Quanto alla lotta alle frodi è previsto un sistema dei controlli più capillare grazie al contributo delle forze dell’ordine per individuare i non aventi diritto. Ora si attende l’invio alla competente commissione dell’Assemblea legislativa per approdare poi in aula. In questo modo sarà possibile effettuare la prossima assegnazione dei circa 300 alloggi che si renderanno disponibili fin dalla prossima primavera in base ai criteri previsti dalla nuova legge.

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