giovedì 5 dicembre - Aggiornato alle 19:29

Verdetto finale sul Verdi: addio al restauro ottocentesco, ci saranno 826 posti

Dopo le divisioni in maggioranza, il sindaco incontra la soprintendente: «In pochi mesi concorso progettazione»

Teatro Verdi (foto Rosati)

Addio al restauro ottocentesco e intervento limitato alla rifunzionalizzazione, che consegnerà 826 posti. Questa la posizione finale di Palazzo Spada dopo l’ulteriore e definitivo incontro tra il sindaco Leonardo Latini e la soprintendente Marica Mercalli, nell’ambito del quale è stato ripercorso «l’iter fin qui seguito, compresa la valutazione richiesta alla Direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio sulla linea di intervento da adottare per il recupero e la riqualificazione». In particolare, Latini spiega che la «Soprintendenza e il Comitato tecnico scientifico non ritengono opportuno il prospettato tentativo di ripristino ottocentesco del teatro», con l’amministrazione comunale di Terni che, quindi sente il «dovere di portare a termine l’unico iter possibile attraverso un concorso di progettazione esecutivo di alto livello».

Verdi da 826 posti In una nota il sindaco di Terni, Leonardo Latini, conferma che il verdetto prevede «il mantenimento del Verdi con le trasformazioni subite nel tempo, evitando falsificazioni e limitando l’intervento a una rifunzionalizzazione che assicuri la conservazione delle parti originarie, ossia la struttura della galleria, e il miglioramento tecnico funzionale e architettonico delle restanti parti», come si legge in una nota. Sulla capienza del Verdi, da palazzo Spada confermano gli 826 posti, contro i 900 assicurati dalla ristrutturazione post bellica del teatro, anche se negli ultimi anni non si staccavano più di 750 biglietti a causa delle norme sulla sicurezza.

Concorso per progetto esecutivo In questo senso, Latini dice di aver «consultato i più noti organizzatori di spettacoli a livello nazionale, che hanno confermato come non siano di certo poche decine di posti in più o in meno a determinare il successo di una struttura, considerato che l’introito dei relativi biglietti oscilla di poche migliaia di euro, ma sono altre le variabili da considerare». Da qui la volontà della giunta di palazzo Spada di procedere nel solco già tracciato per «restituire a Terni il teatro Verdi nel più breve tempo possibile: fin dai prossimi mesi – conclude Latini – verrà indetto il concorso di progettazione, così da procedere fin dal prossimo anno al primo appalto per il primo stralcio in relazione ai fondi disponibili il cui finanziamento non si intende perdere».

 

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