mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 20:31

Voci dal Vaticano, Papa Francesco ha scelto: il vescovo di Perugia Bassetti sarà cardinale

Papa Bergoglio e il vescovo Gualtiero Bassetti

di Ivano Porfiri

Su una cosa sono concordi i vaticanisti: la notizia è clamorosa ma possibile visto il «Bergoglio style». L’arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, se le indiscrezioni verranno confermate, verrà indicato per la nomina a cardinale da Papa Francesco nel giorno dell’Epifania, durante l’Angelus. O, al più, qualche giorno dopo visto che usualmente le nomine vengono annunciate un mese prima del Concistoro, fissato per il 22 febbraio. Per l’Umbria la porpora (anche se Bassetti non è umbro di nascita) si affiancherebbe a quella del folignate Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze.

Quanti La scelta che sta meditando in questi giorni Bergoglio è di vitale importanza per la direzione futura che prenderà la Chiesa di Roma: i cardinali, come si sa, sono coloro che – oltre a guidare la Chiesa di oggi – sceglieranno il prossimo Papa. Per questo, il Pontefice venuto «dalla fine del mondo» vuole che incarnino i valori del suo Pontificato. Papa Francesco dovrebbe nominare circa 15 cardinali, visto che oggi nel Conclave entrerebbero solo 107 cardinali elettori (che diventeranno presto 106 visto che Giovanni Battista Re sta per compiere 80 anni). La soglia entrata nella prassi dopo Paolo VI è di 120. Possibili, però, anche nomine in più perché hanno 79 anni altri dieci porporati. Ma più che sul numero è sul «chi» che si stanno scatenando le indiscrezioni.

Sorpresa Secondo queste voci l’occhio attento di Bergoglio si è posato da tempo sul 70enne nato sull’Appennino toscano oggi arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidenti della Ceu. Una scelta a sorpresa per la porpora cardinalizia perché romperebbe la tradizione sulle «sedi cardinalizie» italiane: Milano, Torino, Napoli, Palermo, Bologna, Firenze, Genova e Venezia. Perugia, dunque, tornerebbe sede cardinalizia a discapito – secondo i commentatori – proprio di Venezia: il patriarca Francesco Moraglia sarebbe clamorosamente escluso perché troppo legato all’ex Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Se sarà così, dunque, la porpora tornerebbe a Perugia dopo 160 anni: era il 1853 quando fu “imporporato” l’arcivescovo Gioacchino Pecci, diventato poi papa Leone XIII (erano ex arcivescovi di Perugia i cardinali Pietro Parente ed Ennio Antonelli).

La scelta di Bergoglio Che Bassetti fosse legato a doppio filo a Bergoglio si era intuito fin dalla reazione del presule all’elezione del Papa argentino sul Soglio di Pietro: una gioia autentica perché portatrice di valori comuni. Seguita dalla nomina di Bassetti alla Congregazione per i vescovi al posto del cardinale Angelo Bagnasco. Ma anche i recenti discorsi dell’arcivescovo – come quello di Natale – hanno indicato nella Chiesa «povera in mezzo ai poveri» l’unica strada possibile. La sera del 24 dicembre, del resto, l’incontro del vescovo con i rappresentanti dei Forconi ha fatto venire in mente a molti un gesto «alla Bergoglio». La scelta di Bassetti, sempre a parere di diversi vaticanisti, rompendo la tradizione che vuole le porpore ancorate alle sedi tradizionali, sarebbe addirittura una chiara indicazione ai vescovi italiani su «chi» gradirebbe il Papa alla guida della Cei, di cui oggi Bassetti e uno dei vicepresidenti. Una scelta «alla Galantino», vescovo di una piccola diocesi calabrese, diventato segretario della Cei al posto del potente monsignor Crociata.

Gli esclusi: Paglia e gli altri Ovvio che se nella lista dei futuri cardinali entreranno i «preferiti» di Bergoglio – o, meglio, quelli in linea con la «sua» Chiesa -, altri dati per certi verranno esclusi. Detto di Moraglia e dei «bertoniani», agli umbri non sfuggirà il nome di Vincenzo Paglia. Nome in forte forte ascesa, il suo, fino a poco prima che scoppiasse il bubbone dell’inchiesta sulla Diocesi di Terni, di cui tanto Umbria24 ha scritto: secondo alcuni doveva essere tra coloro nominati nell’ultimo Concistoro di Ratzinger, ma sparì dall’elenco. E voci su una sua «derubricazione» nelle gerarchie vaticane circolano da mesi. Oggi sarebbe escluso insieme ad altri vescovi con incarichi nella Curia romana come Claudio Maria Celli e Rino Fisichella. E anche a diversi altri italiani: la Chiesa di Bergoglio dimostra giorno dopo giorno, del resto, di guardare lontano dall’Europa e, possibilimente, anche lontano da veleni e scandali come quello di Terni.

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