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martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 21:58

Vaccino stagionale, Fondazione Gimbe: «Scorte Umbria non bastano per 75% popolazione a rischio»

Analisi su gare per fornitura al 24/9 , altre sei regioni con dosi non sufficienti. Prevista impennata di domanda, ma stima impossibile

Vaccino

C’è anche l’Umbria tra le sette regioni che non dispongono di dosi di vaccino antinfluenzale sufficienti per raggiungere la copertura del 75 per cento della popolazione a rischio individuata dalla Fondazione Gimbe in bambini tra sei mesi e sei anni di età e adulti con più di 60 anni, anche se in Umbria si rientra nel target dai 65 anni.

«Scorte Umbria per 61,9%» Secondo l’analisi le scorte della Regione sono in grado di soddisfare il «61,9 per cento del target individuato»: il dato emerge « dai bandi di gara per le forniture rilevate al 24 settembre» ed è considerato «verosimilmente sovrastimato, perché la copertura del 75 per cento è stata calcolata solo sul target anagrafico, vista l’impossibilità di quantificare le altre categorie a rischio: persone di 60 anni con patologie croniche, donne in gravidanza, operatori sanitari e altri lavoratori a rischio». Secondo la Fondazione oltre all’Umbria non raggiungono il 75 per cento di copertura Piemonte (67,9), Lombardia (66,3), Molise (57,1), Valle d’Aosta (51,5), Abruzzo (49) e le province autonome di Trento (70,2) e Bolcano (38,3), mentre le altre dodici regioni raggiungono l’obiettivo, «ma hanno una disponibilità di dosi residue per la popolazione non a rischio molto variabile».

Coletto: «Obiettivo 75%» L’assessore Luca Coletto nei giorni scorsi aveva spiegato che «le aziende sanitarie hanno acquistato il 50 per cento in più di vaccini rispetto allo scorso anno, mettendoli a disposizione già da ottobre, con l’obiettivo di sottoporre a vaccinazione almeno il 75 per cento della popolazione a rischio», perché «è il mezzo più efficace e sicuro per prevenire l’influenza e ridurre eventuali complicazioni». L’assessore regionale alla sanità aveva anche ricordato che «tutte le categorie a rischio potranno vaccinarsi gratuitamente rivolgendosi al proprio medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta, mentre coloro che desiderano vaccinarsi e non rientrano nelle categorie per cui la circolare ministeriale non prevede la vaccinazione gratuita, possono comunque acquistare il vaccino in farmacia recandosi poi dal proprio medico per la somministrazione».

Popolazione non a rischio Sull’aumento delle scorte, che in Italia sfiorano quota 18 milioni a fronte dei 12,5 milioni dello scorso anno, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, rileva che «se permetterà di estendere le coperture vaccinali nelle categorie a rischio, è molto difficile stimare l’incremento di domanda della popolazione generale, maggiormente sensibilizzata alla vaccinazione anche dei datori di lavoro, preoccupati che lo sviluppo di sintomi influenzali da parte dei loro dipendenti possa paralizzare le attività produttive». Secondo gli esperti «l’esigua disponibilità di vaccino antinfluenzale nelle farmacie è riconducibile ad almeno tre determinanti: ministero della Salute e la maggior parte delle Regioni non hanno previsto con largo anticipo la necessità di aumentare le scorte per la popolazione non a rischio; l’aumentata domanda sui mercati internazionali, insieme al ritardo con cui sono stati indetti i bandi di gara, ha impedito ad alcune Regioni di aggiudicarsi il 100 per cento delle dosi richieste; e, infine, le farmacie non sono riuscite ad approvvigionarsi per mancata disponibilità del vaccino sul mercato».

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