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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 20:08

Vaccini: rischio prenotazioni senza diritto. Mancano 30 mila all’appello tra ultra 80enni e vulnerabili

Le percentuali di prenotati e vaccinati, le novità di Astrazeneca, i problemi di registrazione e le dosi ai medici

di Maurizio Troccoli

E’ inutile negarsi che con il meccanismo delle prenotazioni dei conviventi e caregiver ci possa essere chi si mette in fila senza averne diritto. Ed è complicato evitarlo. Per i grandi numeri della campagna vaccinale. Accade ad esempio che il paziente estremamente vulnerabile si prenota oggi, viene vaccinato entro due giorni e i tempi sono troppo stretti per verificare il reale legame di convivenza, su un numero di persone troppo ampio. Si calcoli che di estremamente vulnerabili, in Umbria, sono poco meno di 50mila e possono fare richiesta, per ognuno, fino a 4 persone. Significa, potenzialmente, fino a 200 mila persone da controllare eventualmente. Non ci sarebbero gli strumenti. Lo confessa anche lo stesso commissario straordinario Massimo D’Angelo, durante la conferenza settimanale sull’emergenza. I controlli quindi saranno fatti «random – spiega – e chi inserisce informazioni non corrette circa la reale convivenza, risponderà di controlli che verranno fatti successivamente e che hanno conseguenza di natura penale di cui si risponderà». Non è mai abbastanza ribadirlo, tenuto conto dell’esiguità dei vaccini e dell’urgenza di salvare vite umane, con quelli più immediatamente disponibili.

I numeri Oggi mancano all’appello circa 30 mila tra estremamente vulnerabili e over 80enni, che non si sono ancora prenotati per la vaccinazione, in Umbria. Parte di questi, apparterranno a quanti, in questi giorni, hanno avuto difficoltà nello sbrigare le procedure. Questo dato si potrebbe leggere anche al contrario. Ovvero che l’82 percento degli estremamente vulnerabili è stato captato dal sistema regionale di vaccinazione che ha già calcolato entro quale data questa percentuale sarà tutta vaccinata. Mentre per gli over 80 la percentuale di quelli che sono vaccinati o prenotati, è del 78%. Sommando queste due percentuali otteniamo che circa 30 mila persone in Umbria, incluse tra queste due categorie, non risultano ai ‘radar’ del sistema vaccinale. Mentre per gli estremamente vulnerabile, che sono 45mila, i vaccinati sono 6.200 e i prenotati 30 mila, per gli over 80 le percentuali si invertono, poichè hanno iniziato prima la vaccinazione. In Umbria, di ultra 80enni ne abbiamo 90 mila, di cui ne risultano vaccinati, almeno da una dose, in 52mila e prenotati, alla data dell’8 aprile, 17.639.

 

Novità Astrazeneca I dati sono emersi in occasione della conferenza stampa settimanale sull’emergenza durante la quale la questione Astrazeneca, è stata affrontata solo in parte. Poichè l’aggiornamento vero, stando a quanto affermato dal commissario umbro all’emergenza Massimo D’Angelo, è da rinviare al pomeriggio, ovvero alla conferenza Stato Regioni, nella quale sarebbe intenzione delle regioni, chiedere al Governo una posizione chiara ed omogenea che non dia adito a ognuno di prendere decisioni autonomamente. Tradotto: provare ad evitare, come accaduto in passato e come accaduto anche per l’Umbria, di interpretare il piano vaccinale ognuno autonomamente. Mentre ora, anche l’Umbria, sembra allineata alla volontà di mettere in sicurezza i fragili: ovvero gli estremamente vulnerabili e gli anziani – come ha sottolineato D’Angelo a conferma anche di quanto da questo giornale gli è stato sollecitato da lungo tempo – «che sono quelli che subiscono di più l’ospedalizzazione». Quanto incida in questo la novità di Astrazeneca, ovvero il suggerimento di inocularlo solo agli over 60? Se ben studiato e ri-orientato il piano vaccinale, potrebbe non subire gravi colpi. Anche perchè Astrazeneca – anche in questo caso come da tempo sostenuto – può essere lo strumento di aiuto per accelerare la vaccinazione sulla popolazione anziana.

Dosi ai medici In Umbria, ai medici di medicina generale, di dosi di Astrazeneca per vaccinare dai 79enni in giù, ne sono state consegnate «il 2 aprile 8mila dosi, il 7, 15 mila dosi, il 13 aprile 6 mila. Di dosi di Moderna, invece, i medici di base ne hanno avuti oltre 4 mila dosi ad aprile, per gli ultra 80enne ed estremamente vulnerabili. Mentre martedì 13 aprile ne avranno altre 4.200. «Ci consentirà  – ha detto D’Angelo – di completare gli ultra ottantenni rispetto a questo intervento vaccinale», cioè quelli da vaccinare a casa. Perchè per finire gli ultra ottantenni, in generale, occorrerà tutto aprile.

Difficoltà prenotazioni D’Angelo prova a dare anche una spiegazione sulle difficoltà emerse per le registrazioni. Ritorna a spiegare quelle relative a coloro che hanno la 104, per i quali problemi ci sono stati per chi risulta con esenzione antecedente al 2010, in quanto la banca dati dell’Inps parte dal 2010. Per tutti i precedenti «i medici di medicina generale – dice D’Angelo – verificheranno l’idoneità del certificato e li inseriranno nell’elenco dei soggetti prenotabili. Una volta inseriti, possono prenotare. Un’altra categoria – aggiunge – è quella degli estremamente vulnerabile per danno d’organo da ‘immunodepressione’, per cui la patologia non è l’esclusiva condizione per cui sono vulnerabili, ma è necessario individuare la specifica condizione attuale del paziente. Anche in questo caso – spiega – viene definita dal medico di medicina generale o dal centro di riferimento che ha in carico il paziente. Si potrebbero quindi verificare soggetti portatori di una patologia che però non entrano tra gli estremamente vulnerabili così come individuati dal ministero».

 

E’ stato anche confermato che chi ha ricevuto la prima dose di Astrazeneca può ricevere la seconda dello stesso vaccino, come è stato confermato che i conviventi del paziente estremamente vulnerabile che possono prenotarsi sono 3 + 1. Solo in alcuni casi si può prevedere di vaccinare qualche soggetto in più, scrivendo a [email protected]

Giunge alla nostra redazione la testimonianza di una cittadina umbra che vuole sottolineare come abbia avuto esperienza di un sistema vaccinale efficiente. E’ Francesca Romana Rossi, di Magione, ha accompagnato a vaccinare il suocero e i suoi genitori. Uno al centro di Tavernelle e uno al centro vaccinale di Tuoro. «Ho trovato una realtà – dice – bene organizzata, senza attesa e con volontari che hanno accompagnato gli anziani, si tratta di personale medico e infermieristico disponibile e tranquillizzante, tanto è vero che quando sono usciti erano sereni, hanno parlato di ‘esperienza con tanta umanità’».

 

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