sabato 23 settembre - Aggiornato alle 13:00

Obbligo di vaccini per iscrizioni al ‘nido’: per le scuole scattano sanzioni salatissime

Quelli obbligatori passano da 4 a 12 comprendendo anche quelli un tempo facoltativo come l’mprv. Pd umbro: «Molto bene»

Vaccino

Vaccini obbligatori per bambini da 0 a 6 anni, ma per quelli delle elementari e medie, scattano soltanto le sanzioni economiche. E’ quanto disposto dal consiglio dei ministri. Aumentate quindi le sanzioni per i genitori dei bambini superiori a 6 anni, non coperti da vaccino, che possono arrivare anche a migliaia di euro. Mentre per i più piccoli non soltanto scatta l’obbligo al fine dell’iscrizione ai servizi pubblici dell’infanzia ma aumenta anche il numero dei vaccini obbligatori. Passano da 4 a 12 comprendendo quelli un tempo facoltativi, tra i quali anche l’mprv (morbillo, parotite, rosolia e varicella) e i due contro la meningite, di ceppo B e C. I bambini dovranno averli fatti per poter essere iscritti all’asilo nido e alla scuola materna.

Leonelli e Casciari «L’approvazione di oggi in Consiglio dei ministri del decreto legge per introdurre la vaccinazione obbligatoria per i bambini che vogliono accedere ai servizi educativi della prima infanzia su tutto il territorio nazionale dimostra che la normativa che avevamo proposto di introdurre a livello regionale, e già approvata in Commissione, rispondeva all’interesse della salute pubblica, tutelando anche i bambini immunologicamente più deboli». È quanto dichiarano i consiglieri regionali del Partito democratico, Giacomo Leonelli e Carla Casciari.

La nota «L’obbligatorietà delle vaccinazioni per gli iscritti agli asili nido, infatti – precisa Leonelli – tutela in primo luogo i bambini più deboli. Quei bambini che, per immunodeficienza o altre patologie, non possono vaccinarsi e rischiavano, in tal modo, di contrarre malattie che ormai si pensavano debellate, anche in virtù del fatto che chi, invece, avrebbe potuto farlo, decideva di non vaccinarsi. Rendere obbligatoria su tutto il territorio nazionale, come ha deciso oggi di fare il Governo Gentiloni, la vaccinazione dei bambini per la loro ammissione agli asili nido è quindi una misura di civiltà a tutela della salute pubblica. E per questo noi volevamo che l’Umbria fosse tra le regioni battistrada in questa battaglia».

Alcuni particolari «Contemporaneamente – è il commento di Casciari – anche alla luce di quanto stabilito dal decreto, occorrerà puntare su opportune campagne di sensibilizzazione sull’importanza dei vaccini a quella parte di popolazione che definirei esitante. È necessario, in primo luogo, diffondere la cultura della profilassi e della corretta informazione sui rischi e i benefici delle vaccinazioni». «Bene quindi l’approvazione di questo decreto da parte del Governo – concludono Leonelli e Casciari – perché proprio nella fascia di età da 0 a 3 anni si è purtroppo registrato in Italia un trend negativo per quanto riguarda il numero di bambini sottoposti sia alle vaccinazioni gratuite obbligatorie sia a quelle raccomandate, secondo quanto previsto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Infatti se il tasso di vaccinazione si abbassa sotto il 95 per cento come raccomandato dall’Oms, e in Umbria purtroppo siamo già scesi al 93 per cento, la popolazione è esposta al rischio della recrudescenza di virus che si credevano ormai debellati».

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