mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 19:16

Università a Terni, iscritti in calo: «Ma la Regione vuole potenziare le strutture»

Botta e risposta tra Liberati e assessore Bartolini all’Assemblea legislativa: «Da Perugia finanziamento di 10 mila euro annui»

«Ci sono stati diversi incontri con i rappresentanti delle istituzioni ternane e da parte della Regione c’è la volontà di potenziare il polo universitario ternano in ogni modo». Così l’assessore regionale Antonio Bartolini ha risposto, durante l’ultima seduta del consiglio regionale, a una interrogazione presentata dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari. Il documento dei consiglieri puntava a fare chiarezza sia sul numero degli iscritti nel polo universitario ternano, dati in forte calo, sia sul progetto di potenziare le strutture dell’università di Terni in particolare nella zona di Pentima.

Le repliche Su questo ultimo punto l’assessore Bartolini ha risposto che «la Regione ha contribuito, come socio del consorzio, per 10mila euro annui e con un finanziamento, sotto il mio assessorato, per mantenere attivi i corsi, per tre posti da ricercatore al fine di garantire il requisito minimo. La Regione intende fare tutto il possibile per sviluppare, nella città di Terni e nella conca ternana, il rilancio dell’università. Ci sono stato incontri sia con il sindaco di Terni, con il presidente della Fondazione Carit, con il Rettore, con il Presidente di Confindustria. C’è grande interesse da parte delle imprese operanti sul territorio ad investire per l’attività di ricerca ed innovazione. Da parte della Regione c’è l’impegno di investire sulle proprie strutture che hanno esigenza di essere rinnovate. Se ci sarà un accordo condiviso la Regione farà tutto quanto le è possibile. Esiste anche un accordo legato all’area di crisi complessa in cui fa parte del tavolo il Ministero dell’Università e sotto questo profilo auspichiamo di far arrivare risorse anche dal Governo nazionale».

I numeri Liberati e Carbonari spiegano di aver «appreso dalla stampa della proposta grottesca di potenziare l’Università in area del tutto inadeguata, in piena zona di ricaduta delle polveri Thyssen e Ilserv», ossia Pentima. Poi i numeri: «Terni è passata dai 5mila iscritti dei primi anni 2000, ai 3mila del 2008, agli appena mille del 2018. Per questo vorremmo sapere se la Regione intenda operare per richiamare su Terni altre Università italiane e internazionali, oltre quella di Perugia, vista la perdurante inconsistenza di serie iniziative da parte di Palazzo Murena, mentre la città di Terni affonda in una crisi economico-sociale che è anzitutto debolezza culturale di lunga data delle sue classi dirigenti, spesso prive di formazione scolastico-universitaria adeguata anche in forza dell’assenza in loco di una proposta accademica dignitosa, oltre la  matrice industrial-fordista novecentesca che orienta ancor oggi parte delle classi dirigenti citate».

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