martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 18:15

Università, su borse di studio clima resta teso. Studenti: «Tagli pesanti». Adisu: «Sono aumentate».

Il direttore generale Trani difende il bando pubblicato martedì. Ma i borsisti vanno all’attacco: «Ignorati i rilievi, alzeremo la nostra voce»

Studenti universitari alla mensa Adisu di Perugia (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

Resta pesante il clima tra studenti e vertici Adisu sulle modalità di assegnazione delle borse di studio. Nonostante le proteste delle scorse settimane, l’agenzia ha pubblicato martedì il bando così come approvato dal Comitato d’indirizzo. E per spiegarlo, il direttore generale Maria Trani ha diramato un lungo comunicato che ne difende i principi e sottolinea come il numero sia aumentato. Ma la controparte mantiene l’atteggiamento critico e non si escludono manifestazioni pubbliche di protesta.

Borsisti protestano Alcuni studenti borsisti Adisu hanno diramato una nota chiedendo che «l’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria torni ad essere il modello d’eccellenza che è stato per anni, rimettendo al centro l’interesse dello studente borsista e non le cifre dei bilanci». Citando poi l’articolo 34 della Costituzione, in particolar modo nella parte in cui recita come «i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi».

Udu: «Ci hanno ignorato» E anche la Sinistra universitaria – Udu, a Umbria24 spiega col suo coordinatore Lorenzo Gennari che «la scelta di Regione e Adisu è stata quella di ignorare i nostri rilievi, che avevamo mosso fin da aprile scorso, a seguito dei tagli pesanti, per oltre 1,2 milioni, che c’erano stato l’anno scorso. Avevamo chiesto di rivedere certi criteri di strutturazione delle fasce e assegnazione delle risorse, che hanno penalizzato in modo forte alcune fasce di studenti, e invece la risposta è stata quella di ricalcare quest’anno il bando dell’anno scorso». All’affermazione che il numero delle borse crescerà di oltre 500, Gennari risponde evidenziando che «certo, coprire il 100 per cento degli aventi diritto è l’obiettivo minimo, uno standard che viene centrato da ormai un decennio. Ma andrebbe fatto di più e, anzi, il diritto allo studio deve essere uno dei temi della prossima campagna elettorale per le elezioni regionali. Ecco perché da qui in avanti non mancheremo di far sentire la nostra voce».

Trani: «Borse aumentano» A difendere il bando è, invece, il dg Maria Trani. «Potrebbe sembrare fuori luogo affermare che questa pubblicazione rappresenta l’ennesima sfida posta in essere dall’Agenzia, ma non lo è – scrive in una nota -. Non è fuori luogo perché garantire, ogni anno, la copertura delle borse di studio per la totalità degli aventi diritto non è banale amministrazione delle risorse a disposizione, a maggior ragione oggi visto il mancato incremento dei fondi ministeriali (Fondo integrativo nazionale).  Grazie all’attivazione di ulteriori risorse aggiuntive tramite il Fondo sociale europeo e a una revisione dei parametri, riferita all’erogazione della quota contanti delle borse di studio, è stato possibile continuare ad assicurare il più ampio accesso alle erogazioni di servizi, soprattutto alle fasce meno abbienti. Questo quadro d’azione ha permesso, inoltre, di aumentare il numero di beneficiari finali, che passano dai 3.959 dell’A.A. 2016/2017 ai 4.568 dell’A.A. 2018/2019, ben 509 in più. Riuscire a garantire questa soglia significa rispettare la Costituzione e credere nei suoi valori fondanti (Art. 3 e 34)».

La vera sfida Tuttavia, per Trani «la vera sfida nella quale l’Agenzia è da anni impegnata consiste nel garantire il continuo e costante miglioramento dei servizi ristorativi ed abitativi, al fine di allinearli ai più alti standard europei, poiché l’erogazione di questi servizi costituisce quel valore aggiunto indispensabile per aumentare l’attrattività del sistema universitario umbro nel suo complesso. La promozione di questi servizi durante la significativa campagna di orientamento realizzata negli ultimi anni dall’Università degli Studi di Perugia, ha sicuramente concorso attivamente nel riportare l’Ateneo umbro tra i primi posti in Italia, secondo gli ultimi dati Censis e come ultimamente sottolineato dal magnifico rettore. Questa sfida non ha una scadenza come il bando, ma è caratterizzata da un continuo e quotidiano confronto con le Amministrazioni, con i tecnici e con gli studenti. Tuttavia, si tratta di una sfida che si potrà vincere solo se tutti gli attori coinvolti, compresi il Comitato di Indirizzo e la Commissione degli Studenti, garantiranno collaborazione e condivisione nel percorso di miglioramento e di ottimizzazione dei servizi resi all’utenza».

Piattaforma digitale Trani lancia poi un’iniziativa di partecipazione. «Crediamo – spiega – che gli studenti devono accompagnarci quotidianamente, attraverso il confronto e la sperimentazione, in questo processo di miglioramento diventando protagonisti delle scelte e delle decisioni, prese per il bene comune di tutti, anche per quelli che verranno nei prossimi anni. Per rafforzare questo processo di “costruzione e sviluppo” del Diritto allo Studio avvieremo in forma sperimentale, dal nuovo anno accademico, una piattaforma digitale interattiva aperta a tutti gli studenti che abbiano attivato un’istanza di provvidenza con l’Agenzia, attraverso la quale ogni studente è realmente membro di una grande comunità e tramite tale piattaforma potrà segnalare disfunzioni, problemi ed inconvenienti riscontrati nella fruizione dei servizi, partecipando direttamente al processo di risoluzione del problema evidenziato; avere un “filo diretto” con la Commissione degli studenti, votare i propri rappresentanti e partecipare (o proporre) customer satisfaction relativi ai servizi».

 

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