martedì 23 luglio - Aggiornato alle 17:56

Università, Santambrogio sui fondi per la ricerca: «Nostro bilancio è sano, ma serve una visione»

Via alla serie di incontri del candidato rettore per approfondire i punti del programma: «L’aumento delle risorse deve essere una scelta politica»

Ambrogio Santambrogio

di Dan.Bo.

«Il bilancio del nostro Ateneo è in ordine e tutto fila alla perfezione. C’è un solo problema: si tratta di un bilancio che non è ispirato da una visione, da una idea». Le parole sono del direttore del Dipartimento di Scienze politiche e candidato rettore, Ambrogio Santambrogio, che giovedì ha tenuto il primo incontro per approfondire alcuni punti del suo programma. Un work in progress all’insegna «della partecipazione, dell’inclusione e del confronto aperto», che si concluderà alla fine di marzo e che prevede altri due appuntamenti dedicati alla didattica (il 7 marzo) e ai rapporti tra Ateneo e territorio (il 21 marzo). Al centro della riunione di giovedì, che si è tenuta nella sede del Dipartimento, c’è stato il tema – centrale – della ricerca.

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Il motore dell’Ateneo «L’aumento dei fondi per quella di base – ha detto il professore in apertura – deve essere una scelta politica. La correttezza del bilancio è certamente un aspetto fondamentale, ma bisogna anche assumersi la responsabilità di investire con coraggio in idee e scelte politiche. La ricerca è a tutti gli effetti il vero motore degli atenei. Se mi chiedessero qual è una delle tre priorità che la nostra Università deve affrontare, direi senza esitazioni che si tratta dei servizi alla ricerca». Un tema che, di sicuro, dominerà un pezzo della campagna elettorale per il rettorato e che rappresenta uno degli assi portanti della bozza di programma redatta da Santambrogio.

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I tre pilastri Il docente di Sociologia generale ha spiegato quali sono i tre pilastri della sua proposta sulla ricerca. Il primo è rappresentato dai servizi alla ricerca: l’idea è di dare vita ad una ripartizione della ricerca che si articoli in un ufficio centralizzato e in sei periferici, ognuno dei quali raggruppi Dipartimenti tra loro affini; il secondo pilastro è costituito dall’incremento dei finanziamenti alla ricerca di base, mentre il terzo riguarda l’interdisciplinarità. «La nuova Ripartizione ricerca – ha detto Santambrogio – deve informare, supportare chi voglia investire le proprie energie in progettazione, seguire la rendicontazione finale». E a chi gli chiede dove si possano reperire le risorse per realizzare il progetto, Santambrogio risponde così: «Si tratta, anche in questo caso, di scelte politiche».

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Il dibattito Nel corso del dibattito è intervenuta anche Piera Pandolfi, responsabile dell’area Progettazione, valorizzazione e valutazione della ricerca dell’Ateneo perugino, la quale ha ricordato «le enormi capacità della nostra Università» rispetto al tema di cui si è discusso giovedì, enfatizzando poi la necessità di una maggiore proattività da parte dei ricercatori nei confronti dei servizi alla ricerca. «Spesso – ha sostenuto – i ricercatori hanno un atteggiamento passivo verso il lavoro svolto da questi servizi». In sala anche Fabrizio Figorilli, anche lui candidato rettore: «È necessario portare avanti – ha detto – un progetto innovativo di formazione e di nuove assunzioni, proprio in sintonia con le esigenze emerse nel corso dell’incontro».

Twitter @DanieleBovi

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