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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:27

Università, Perugia si adegua alle altre città: per gli studenti abbonamenti ai bus scontati del 90%

Chiuso l’accordo tra Regione, Università, Adisu, rappresentanze studentesche e Busitalia: il costo passa da 400 a 50 euro all’anno

Un momento della riunione

di Letizia Biscarini

Raggiunto l’accordo tra Regione, Università, Adisu, rappresentanze studentesche e Busitalia per abbonamenti a 50 euro l’anno per gli studenti e le studentesse degli Atenei perugini. Si conclude così il lungo travaglio degli studenti universitari, con l’accordo tra le parti dopo una storia di proteste, ripetuti rifiuti e consiglieri di maggioranza che abbandonano l’aula del consiglio regionale. Settimana prossima si definiranno le modalità di pagamento. Si passa dunque da un abbonamento di 400 euro per studente valido solo per gli autobus urbani nei giorni feriali e per il servizio extraurbano nei festivi e fine settimana, a 50 euro annui da pagare direttamente con le tasse universitarie. Un piccolo aumento per i circa 27mila studenti degli Atenei perugini, che porterebbe tuttavia un immenso beneficio in termini di servizi agli studenti. La Regione contribuirà con circa 400mila euro, iva compresa. Si passerà dunque dall’attuale 20 per cento di sconto su 400 euro di abbonamento, a quasi il 90 per cento.

Mobilità notturna e abbonamenti meno cari Non più la mosca bianca d’Italia quindi, anche Perugia si adegua agli standard delle altre città universitarie, come Roma dove sono previste fasce Isee per l’abbonamento di Atac. Pagano solo 50 euro all’anno anche gli universitari della provincia autonoma di Trento. A Milano, 200 euro l’anno per bus, tram e metro dell’area urbana. Stessi costi di Firenze, dove l’abbonamento si paga insieme alla prima rata. Leggermente meno cara Bologna, che fissa l’abbonamento annuale a 180 euro per studente, ma valido in tutta la zona urbana ed extraurbana.

L’Udu Esulta la Sinistra universitaria – Udu: «Dopo anni di battaglie, viene dato valore alla voce degli studenti. Vogliamo vivere questa bella città senza dover ricorrere ai mezzi privati, di cui non tutti dispongono, in particolare i fuori sede. Vogliamo poter tornare a casa la notte in sicurezza: non è solo una questione di riduzione del traffico e del parcheggio selvaggio in centro. Con il trasporto pubblico notturno si riducono le emissioni, il rischio di incidenti per guida in stato di ebbrezza o colpi di sonno». Felici anche per essere riusciti a ribaltare la situazione che solo un mese fa sembrava senza speranza o quasi. Durante l’audizione del 26 aprile scorso, infatti, al momento di votare la mozione presentata dal consigliere regionale Tommaso Bori (Pd), la maggioranza di centro-destra si è alzata ed è uscita dall’aula, impedendo in questo modo la prosecuzione dei lavori. Unico rimasto, l’assessore alle Infrastrutture, Enrico Melasecche, che si era impegnato a portare la proposta di Udu e Pd nella futura gara d’appalto per il Trasporto pubblico locale. «Promessa mantenuta e di cui siamo molto felici» commenta Udu.

PERUGIA, TERNI E NARNI: TORNA LA MOBILITÀ NOTTURNA

Al via la sperimentazione Per tutta l’estate, quindi, si potrà usufruire del servizio di mobilità notturna Adibus (l’ex Gimo) dalle 21 alle 2.25 di venerdì e sabato. Il servizio sarà attivo da giugno a ottobre e completamente gratuito per gli studenti universitari. Novità di quest’anno, l’attivazione della mobilità notturna anche per le sedi distaccate di Terni e Narni. Per gli abbonamenti, invece, la sperimentazione durerà un anno, durante il quale l’azienda dei trasporti dovrà verificare la sostenibilità del progetto.

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