martedì 26 marzo - Aggiornato alle 16:01

Università, Elisei ci riprova: «Conterà la credibilità. Io cattolico? Spero non sia un discrimine»

Il direttore di Chimica presenta la sua candidatura: «Sanità, sottoscrivere in tempi rapidissimi la convenzione con la Regione»

©Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi

La prima indicazione arriva guardando il tavolo della sala Dessau di Palazzo Murena, dove giovedì il professor Fausto Elisei ha presentato la sua candidatura a rettore. Intorno a lui ci sono altri due docenti come Mario Tosti (Lettere) e Patrizia Mecocci (Medicina), lì a simboleggiare l’area umanistica e quella medica; lo schieramento restituisce l’idea di una candidatura sostenuta da più mondi, o meglio da parti di essi visto che i Dipartimenti non sono compatti. Elisei dunque dopo sei anni ci riprova dando subito l’impressione di voler aggregare un’area più ampia rispetto a quella del 2013, quando al ballottaggio decise di appoggiare l’attuale rettore Franco Moriconi.

FOTOGALLERY: LA PRESENTAZIONE

Chi c’era Nella sala, piena, molto personale anche di Chimica, docenti come Giorgio Montanari (Scienze politiche), Paolo Belardi, Marco Fornaciari Da Passano (Ingegneria), Annibale Luigi Materazzi (Ingegneria), Giovanni Maria Perfetto De Santis (Lettere), Claudio Santi (Scienze Farmaceutiche), Gianni Bidini (Ingegneria), Violetta Cecchetti (Scienze farmaceutiche), Gianluca Vinti (direttore Dipartimento Matematica), Piera Pandolfi (responsabile ufficio ricerca), Stefano Cianetti (Scienze chirurgiche e biomediche), il turbocattolico consigliere regionale (e comunale) Sergio De Vincenzi e così via. Anche Elisei è esponente di primo piano del mondo cattolico (area Cl) e spera che questo non venga visto come un punto a suo svantaggio: «In tutta la mia attività – dice rispondendo alle domande dei giornalisti – non ho mai discriminato nessuno; non vorrei che il mio essere cattolico diventi discriminante per altri. Non penso sia utile per nessuno».

Conterà la credibilità Secondo Elisei infatti sarebbe meglio valutare se un professore «sia capace di fare il rettore o no. La campagna elettorale è già partita e lavorerò a 360 gradi con chi vuole farlo in modo costruttivo». E dato che i punti programmatici di molti candidati potrebbero somigliarsi, alla fine il direttore ammette che poi, a contare, «sarà la credibilità». «Università aperta» è lo slogan scelto da Elisei che giovedì ha presentato solo un abbozzo di programma, dei titoli. «Università aperta – spiega – significa pensarla come un sistema aperto capace di scambiare con l’ambiente circostante le sue caratteristiche e peculiarità; troppe volte l’Ateneo viene visto come una torre d’avorio impenetrabile». Parole d’ordine dunque dialogare con l’interno e l’esterno («se cresce l’Università cresce tutto il territorio»), coinvolgere tutto il personale «in una posizione creativa» e portare lo Studium «a un livello nazionale e internazionale di grande qualità; l’obiettivo non può essere la tenuta».

Il programma Tra i punti del programma la costituzione di un ufficio a Bruxelles e una task force di supporto alla progettazione per l’internazionalizzazione e il reperimento di fondi, trasparenza nell’uso delle risorse, ampliamento del fondo di ricerca di base, formazione del personale e progressioni verticali, sinergie con altri atenei, potenziamento dei servizi da concordare con gli studenti (compreso il job placement), semplificazione amministrativa (con istanze chiare da portare anche di fronte alla Crui), potenziamento della comunicazione e completare l’informatizzazione dell’Ateneo. Accenni ci sono anche riguardo alle diverse aree. Partendo da quella umanistica, promozione di progetti multidisciplinari, potenziamento delle biblioteche e dottorati più specifici; più personale tecnico e promozione dei laboratori didattici per quella scientifico-tecnologica e, per quella medica, potenziamento delle scuole di specializzazione, laurea professionalizzante e, finalmente, la sottoscrizione della convenzione con la Regione.

Il rettorato di Moriconi Quest’ultima è una vicenda che si trascina da anni: «Va sottoscritta in tempi rapidissimi – dice Elisei – e il prossimo rettore si dovrà far carico di instaurare un rapporto anche politico forte con la Regione». E proprio alcuni punti che riguardano la sanità sono da classificare tra le cose che hanno meno funzionato negli ultimi anni: «Parlando con singoli colleghi – risponde Elisei – questi manifestano una mancanza di rapporti e una preponderanza del sistema sanitario regionale nei confronti dell’Università». Da rivedere anche la divisione delle risorse, per sedicesimi, tra i 16 Dipartimenti dato che ciò «ha creato disfunzioni». Bene invece l’incremento dei servizi («più che soddisfacenti»), l’offerta formativa molto amplia e il bilancio positivo. «C’è da fare i conti però – spiega Elisei – con una età media aumentata: vanno trovati meccanismi di ringiovanimento».

Il pachiderma Il professore parla di un Ateneo che al momento è un «pachiderma, con un’inerzia enorme; alla politica illuminata chiedo libertà di movimento». Quanto al rapporto con l’altra Università cittadina, quella per stranieri, Elisei sottolinea la necessità di «sinergie che aiutino entrambe a trovare fondi e sviluppare progetti comuni. Di sicuro va detto no a corsi fotocopia: non conviene a nessuno entrare in rotta di collisione, ci si fa male tutti». Un ultimo accenno al numero di iscritti, attualmente intorno ai 24-25 mila: «Il problema vero – dice – è quando devono frequentare laboratori che hanno posti e strumentazioni che sono quelli che sono. Non è utile crescere troppo e non penso a un’Università da 30 o 35 mila studenti».

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.