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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 21:23

Una lettera al presidente Mattarella per il rientro in Italia del fotografo umbro Capecchi

Tutti i sindaci del Trasimeno al fianco della famiglia, degli amici e del comitato Verità Su Riccardo

Una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere il rientro in Italia del fotografo umbro Riccardo Capecchi. Questa l’ultima iniziativa del comitato Verità su Riccardo coordinato da Paolo Brancaleoni, consigliere comunale di Castiglione del Lago, borgo in cui Capecchi è nato e cresciuto. Ma a mobilitarsi per il professionista finito al centro di una drammatica vicenda giudiziaria in Però che si trascina dal maggio 2019 è l’intero comprensorio Trasimeno attraverso i sindaci.

Tutti i primi cittadino della zona lacustre, infatti, si sono uniti davanti a Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago per chiedere giustizia e verità per Capecchi. A partecipare all’incontro sono stati i sindaci Matteo Burico (Castiglione del Lago), Giacomo Chiodini (Magione), Sandro Pasquali (Passignano), Maria Elena Minciaroni (Tuoro), Giulio Cherubini (Panicale), Fausto Risini (Città della Pieve) e Roberto Ferricelli (Piegaro), oltre ad amici, comuni cittadini e rappresentanti delle associazioni in cui Capecchi si è impegnato nel corso degli anni. Tutti sono uniti nella comune battaglia di riportare a casa il fotografo. Ad aggiornare sul caso è stato Brancaleoni, che sta coordinando il comitato Verità su Riccardo, impegnato in una raccolta firme in molti negozi ed esercizi pubblici e la petizione su Change.org “Verità su Riccardo”, con un’adesione che ormai conta oltre tremila persone.

«A maggio si dovrebbe avere la decisione del giudice sul rinvio a giudizio di Riccardo e gli avvocati stanno lavorando sul caso. La speranza è naturalmente quella di un proscioglimento che possa far tornare Riccardo in Italia immediatamente, completamente scagionato. Anche altre piste si stanno battendo ma ora è prematuro parlarne, non posso anticipare le mosse che si stanno approntando. È venuto il momento di alzare un po’ i toni. Con gli avvocati stiamo preparando una lettera al nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per aggiornarlo sulla situazione che comunque è già sul tavolo del Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio. La vicenda di Riccardo è seguita con attenzione dalle nostre autorità e dalla diplomazia italiana in Perù. Voglio ringraziare tutti i presenti stamattina all’iniziativa, i sette sindaci e i rappresentanti delle associazioni che ci sono vicine. Altri consigli comunali porteranno un ordine del giorno al voto dell’assemblea come hanno già fatto Castiglione e Magione. Riccardo sta abbastanza bene anche se è provato dalla situazione: segue sempre quello che facciamo per lui e ringrazia di cuore tutti i cittadini del Trasimeno, di Perugia e del territorio in generale».

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