giovedì 28 maggio - Aggiornato alle 16:55

«Umbria unica regione pronta per ‘fase 2’». Tesei: «Pronti ma senza abbassare guardia»

Per la Fondazione Gimbe la nostra regione è l’unica con epidemia sotto controllo. Ordinanza: negozi chiusi 25, 26 e 1 Maggio

La mappa del Gimbe

Solo in Umbria l’epidemia di Covid-19 sembra abbastanza sotto controllo da permettere l’avvio di una ‘fase 2’. A sostenerlo è la Fondazione Gimbe, che ha pubblicato uno studio mettendo sullo stesso grafico la prevalenza dell’epidemia (il tasso di casi per 100 mila abitanti) e l’incremento percentuale dei casi. Il modello ha diviso le regioni italiane in quattro categorie. L’Umbria, dal modello risulta la più avanti perché è vero che ci sono regioni con una prevalenza inferiore, come Basilicata Calabria, Sicilia, Lazio e Puglia, ma la nostra regione è nettamente quella con l’incremento inferiore negli ultimi 7 giorni. In giornata era uscito anche un altro studio dell’Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane a sostenere che l’Umbria sarà la prima a raggiungere contagi zero.

INTERATTIVO: CORONAVIRUS IN UMBRIA

Tesei: «Contagi limitati al massimo» «Veniamo indicati da prestigiose fonti scientifiche come la regione più vicina al traguardo dell’azzeramento dei contagi – commenta la presidente Donatella Tesei -. Una meta che è frutto di diversi fattori tra cui l’approccio ligio e corretto dei nostri cittadini che hanno osservato le misure di distanziamento, nonché di una gestione dell’emergenza che è stata in grado di limitare al massimo i contagi grazie a scelte precise e puntali. Il più basso tasso di letalità registrato a livello nazionale, nonostante l’età media della popolazione umbra sia invece tra le più alte, ne è altra dimostrazione tangibile. Un ringraziamento doveroso va a tutti gli operatori della sanità umbra nonché alla protezione civile, ai volontari, alle forze dell’ordine, alle istituzioni locali, agli operatori dell’informazione ed a tutti i soggetti che in questo difficile momento emergenziale sono stati in prima linea».

I CASI COMUNE PER COMUNE

Verso fase 2 Ora, secondo Tesei, «dobbiamo sì continuare su questa strada, quella del rispetto delle disposizioni sociali e sanitarie, ma proiettati verso una ripresa delle attività economiche e, passo dopo passo, di quelle più strettamente sociali. In questa direzione va la collaborazione con l’Università degli studi di Perugia e la condivisione con Prefettura, parti sociali e associazioni datoriali di un percorso che ci dovrà far tornare ad essere produttivi prima possibile. Siamo presenti quotidianamente nei vari tavoli nazionali proprio al fine di garantire una ripresa celere. Il tutto, ovviamente, senza abbassare minimamente la guardia – conclude la presidente – e nella massima sicurezza, per evitare che i tanti sacrifici, in termini di vite umane, economici e sociali, non siano stati vani».

I QUATTRO PICCHI DELL’UMBRIA

Chiusure 25, 26 e 1 maggio La presidente Tesei, nonostante i buoni segnali, ha comunque emesso un’ordinanza che prevede, nelle giornate di sabato 25 aprile, domenica 26 e venerdì 1 maggio 2020, la chiusura di tutte le attività commerciali, sia degli esercizi di vicinato, sia delle medie e delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali. In deroga alla disposizione che precede possono comunque rimanere in esercizio: i punti vendita esclusivi della stampa quotidiana e periodica purché ubicati su area pubblica o in locali indipendenti; le farmacie; le parafarmacie ubicate in locali indipendenti; le tabaccherie; i punti vendita di carburante per autotrazione; l’attività di somministrazione di alimenti e bevande condotta tramite consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Nella ordinanza si rammenta che per le violazioni previste dalla normativa nazionale o da Ordinanze regionali, “salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3 mila”.

COME CAMBIANO I SERVIZI TERRITORIALI

L’audizione In una audizione in commissione, il direttore regionale della Sanità, Claudio Dario ha detto: «Non siamo tornati alla normalità, nonostante i numeri si stiano abbassando e l’Umbria abbia avuto un andamento migliore rispetto ad altre regioni italiane». «La zona di Orvieto – ha sottolineato – ha avuto prevalenza significativa e problemi si sono verificati sopratutto nelle città di confine con Marche, Toscana e Lazio. La presenza di 5 pazienti Covid ha bloccato a Orvieto la terapia intensiva per diversi giorni, poi l’allentamento ha consentito di riportare Orvieto a ospedale non covid. Una risposta risposta “molto importante e significativa” è quella resa dall’ospedale di Pantalla, per la capacità degli operatori e del contesto sociale di riconoscere la funzione nell’ambito di rete ospedaliera specializzata in mission specifiche e personale disponibile ad adattarsi e formarsi con grande impegno. I ventilatori attualmente disponibili sono 55, 31 di terapia intensiva, 21 di subintensiva e 3 da trasporto, così dislocati: Perugia 7, 8, 1; Terni 7 e 3; Città di Castello 2, 1, e 2; Pantalla 3 e 4; Gubbio 4; Foligno 4 e 3; Spoleto 2 e 1; Orvieto 2 e 1. Vi opera personale che è stato stabilizzato e che già operava nell’unità o opportunamente formato. A Pantalla rilevante l’apporto di pneumologi».

Salvini: «Merito di Tesei» «Situazione sanitaria sotto controllo, al via pacchetto di aiuti per imprese e turismo, regione pronta a partire per la cosiddetta Fase 2. Complimenti a Donatella Tesei e a tutta la sua squadra». Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, che oggi si è confrontato con la presidente Tesei.

Verini: «Merito degli umbri» A rispondere a Salvini è il deputato Walter Verini, commissario Pd dell’Umbria: «Sembra che per Salvini la campagna elettorale non sia finita. Eppure non è proprio il momento della propaganda. L’Umbria sta affrontando con coraggio e con risultati significativi questa drammatica fase della pandemia. Ma lo si deve innanzitutto agli umbri, al rispetto rigoroso delle norme di prevenzione, di permanenza a casa e di distanza tra le persone. Lo si deve al fatto che in questa regione, negli ultimi venti anni, la medicina territoriale non è stata smantellata come in certe regioni del Nord ( vedi Lombardia) e la rete ospedaliera pubblica ha garantito integrazione e complementarietà tra livelli di assistenza e specializzazione. Lo si deve al lavoro e al sacrificio di medici, infermieri, personale sanitario, volontari, che hanno lavorato anche in Umbria, spesso in condizioni precarie e con scarsità di forniture. In queste difficili settimane le forze di opposizione, pur nelle legittime e giuste critiche alla Giunta, hanno lavorato con lealtà e spirito di proposta, come hanno fatto i sindaci umbri. Non è proprio il caso, francamente, di issare bandierine propagandistiche. È il caso invece di lavorare ancora contro l’emergenza e da subito per costruire la ripartenza sociale ed economica».

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