giovedì 23 maggio - Aggiornato alle 09:12

Umbria, sempre più astemi ma è allarme ‘binge drinking’ tra i giovanissimi

Istat: in un anno 19 mila in più senza toccare alcol ma 65 mila ragazzi e ragazze si sballano. Calano i consumatori abituali di vino e birra

di Ivano Porfiri

In Umbria crescono gli astemi ma aumenta chi consuma alcol in modo sbagliato. Ben 19 mila in un solo anno coloro che dichiarano di non toccare bevande alcoliche, secondo l’ultima indagine Istat sul “Consumo di alcol in Italia” condotta nel 2018 su un campione di circa 24 mila famiglie. Un dato per certi versi sorprendente in una terra in cui cresce la produzione di vini e birre artigianali di qualità. Tuttavia, il dato non deve far abbassare la guardia a chi combatte i fenomeni a rischio connessi all’abuso di alcolici, che restano alti, specie tra i più giovani.

LA SITUAZIONE NEL 2017

Umbri più astemi Nel 2018, un umbro su tre ovvero il 33% di quelli con più di 11 anni non ha toccato alcol pari a 265 mila persone, l’anno precedente erano stati il 30,7% cioè 246 mila. La crescita riguarda sia i maschi che le femmine: i primi sono passati dal 18,2 al 20,3%, le seconde dal 42,2 al 45,5%. Anche il consumo quotidiano è in calo: ha bevuto tutti i giorni il 23,2% (contro il 25,8 dell’anno precedente). In ogni caso, il consumo continua a essere lievemente superiore alla media nazionale: il 79,9% degli umbri ha bevuto almeno una volta nel 2018 contro il 78,9% degli italiani.

Comportamenti a rischio Tra chi dichiara di consumare alcol il 53,8% afferma di farlo sempre e solo a tavola, in calo rispetto al 54,5 dello scorso anno. Poco meno della metà, il 49,4%, dichiara di fare un consumo moderato di alcol, mentre il 17,6% adotta almeno uno dei comportamenti considerati ‘a rischio’. Qui c’è una inversione di tendenza rispetto all’aumento di astemi: nel 2017 infatti si era al 17,4%. Ovvero in un anno sono aumentati di duemila (da 139 a 141 mila) le persone che adottano comportamenti a rischio.

Cresce il binge drinking Ma chi sono? Scendendo nel dettaglio, l’11,5% dichiara di fare un consumo eccedentario abituale (più di due unità alcoliche al giorno per gli uomini e più di una per donne o ultra 65enni e una all’anno per i minorenni), di cui il 40.6% però solo durante i pasti. Ma qui c’è un calo rispetto al 2017 quando si era al 12,6% col 49,5% solo durante i pasti. Quello che, invece è aumentato è il cosiddetto ‘binge drinking’, ovvero lo sballo creato da più drink consumati in poco tempo, tipico dei più giovani. Nel 2018 in Umbria lo ha praticato l’8,2% (12,8 tra i maschi e 3,9 tra le femmine) più della media nazionale del 7,5% e più dell’8,1% del 2017. Si passa cioè da 51 a 65 mila praticanti in un anno: i maschi passano da 38 a 49 mila e le femmine da 13 a 16 mila.

Cala consumo di vino e birra Sulle preferenze degli umbri, cala dal 57,6 a l 55,7% chi dichiara di consumare vino. Il 2,4 (era il 2,8) ne beve oltre mezzo litro al giorno, il 18,1 (era il 21,2) 1-2 bicchieri al giorno e il 31,1 (era il 29,3) più raramente. Calano anche i consumatori di birra: il 48,2% contro il 50,1%. Il 3,7 lo fa tutti i giorni (era il 6% un anno fa), il 31,9 più raramente e il 12,5 solo d’estate. Il 49,5% consuma aperitivi analcolici, il 39,6 preferisce quelli alcolici, il 27,7 gli amari, il 26,6 i liquori. Il 30,8 consuma alcolici fuori pasto, ma il 76% meno di una volta a settimana. Non beve mai fuori pasto il 34,4% degli umbri cioè 276 mila persone.

Interattivo: naviga per vedere le preferenze sul consumo di alcolici nelle regioni italian (dati 2017)

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