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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 08:55

Umbria pride, Popolo della famiglia: «La Regione ritiri il patrocinio»

«Avvertiamo un sentimento di imbarazzo e fastidio nel vedere la firma della presidente»

Il Popolo della Famiglia chiede il ritiro del patrocinio della Regione all’Umbria pride. «In questi anni – scrive l’associazione – cortei delle manifestazioni pride del coordinamento Lgbt non hanno mai mostrato nessuna bellezza nelle strade umbre, se non oscenità, volgarità, con tanto di vilipendio alla religione cattolica e offese a milioni di credenti nel territorio italiano. Non dimentichiamo quel manifesto del Perugia-pride del 2017 che obbligò il Sindaco Romizi a ritirare all’evento il patrocinio del Comune di Perugia. Le recenti immagini del pride di Cremona, in cui è stata nuovamente dileggiata l’immagine della Madonna, confermano che lo stile e l’ispirazione artistica degli organizzatori di questi avvenimenti non sono affatto cambiati», la nota porta la firma di Saimir Zmali, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia Umbria.

«Imbarazzo» Parla poi di imbarazzo: «Con queste premesse – ha continuato – avvertiamo un sentimento di imbarazzo e fastidio nel vedere la firma della presidente Tesei a sostegno di una manifestazione che del “pride” è rimasto ben poco».

Alla Giunta Si rivolge direttamente alla presidente Tesei e agli assessori Agabiti e Morroni «oltre ad alcuni consiglieri regionali» che «hanno firmato a suo tempo quel manifesto valoriale promosso dal comitato “Difendiamo i nostri figli” dove, nello specifico, si chiedeva di non sostenere iniziative ispirate alla teoria gender e contro la famiglia naturale, è evidente che il pride umbro va in una direzione totalmente opposta a quel manifesto».

La richiesta Quindi l’appello: «Chiediamo alla Presidente Tesei di ritirare questo patrocinio, di non cedere alle pressioni ideologiche di alcuni partiti della sinistra e allo stesso tempo di confermare gli impegni presi prima della sua elezione», ha concluso Saimir Zmali.

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