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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 08:14

Umbria pride patrocinato da Regione, Tesei: «Non avevamo manifesto politico. Valutiamo con attenzione»

La presidente dopo l’attacco del Popolo della famiglia, nel mirino il documento che rivendica l’accesso alla genitorialità per tutti

Il Perugia Pride del 2019

«Non ci erano stati forniti i contenuti del manifesto politico. Valuteremo con attenzione scevri da pregiudizi». Lo dice al Corriere dell’Umbria la presidente Donatella Tesei che ha riconosciuto all’Umbria Pride del 25 giugno il patrocinio della Regione, perché  «come istituzione tuteliamo tutte le sensibilità del tessuto sociale», anche se va ricordato che dalla tribolatissima approvazione della legge contro l’omotransfobia, era l’aprile 2017, il testo è rimasto sostanzialmente lettera morta, come emerso nel servizio di Umbria24 pubblicato in occasione della Giornata mondiale contro l’omotransfobia. Tuttavia, dopo aver concesso il patrocinio all’Umbria pride, Tesei si è trovata a fare i conti con il fuoco amico del Popolo della famiglia.

I manifesti opposti Loro non sono andati tanto per il sottile con la governatrice quando, chiedendole di ritirare il patrocinio della Regione all’Umbria pride, le hanno ricordato di aver firmato il «manifesto valoriale del comitato Difendiamo i nostri figli, con cui ci si impegnava a non sostenere iniziative ispirate alla teoria gender e contro la famiglia naturale». La firma, oltreché Tesei, l’hanno apposta anche gli assessori Paola Agabiti e Roberto Morroni, oltrechè diversi consiglieri regionali, come ricorda lo stesso Popolo della famiglia. Un manifesto, questo, diametralmente opposto a quello diffuso dagli organizzatori dell’Umbria pride, in cui si legge «la rivendicazione al riconoscimento di tutte le formazioni familiari, di qualsiasi coppia o singol* e per ogni tipo di relazione, comprese le non monopartneriali, per l’accesso alla genitorialità completa, all’adozione, alle pratiche di procreazione medicalmente assistita e gestazione per altr*, per le coppie gay e lesbiche, le/i singol*, per il riconoscimento alla nascita dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali da parte di entrambi i genitori, sia per quell* già nat* che per quell* che nasceranno, per essere promotor* di una riflessione scevra da pregiudizi e tabù su di esse e sull’accesso alla genitorialità in tutte le sue forme».

Patrocinio all’Umbria pride, Tesei «valuta con attenzione» Rivendicazioni, queste dell’Umbria pride, che stando alle dichiarazioni rilasciate da Tesei hanno fatto alzare la guardia a palazzo Donini, che il patrocinio lo ha già riconosciuto. «Il patrocinio alla manifestazione, che si basa sui documenti forniti dagli organizzatori in merito al rispetto delle differenze, è stato concesso perché come istituzione tuteliamo tutte le sensibilità del tessuto sociale» ha detto la presidente, aggiungendo però che quel «rispetto dei diritti e appunto delle sensibilità deve ovviamente essere reciproco. Per questo motivo – è andata avanti – stiamo osservando con attenzione l’evolversi della situazione sia alla luce di quanto accaduto a Cremona, dove il rispetto del pensiero e credo altrui è venuto meno (fa riferimento al caso della madonna coi seni nudi, ndr), sia di un ‘manifesto politico’ dei promotori (dell’Umbria pride, ndr) i cui contenuti non ci erano stati forniti. Valuteremo con attenzione scevri da pregiudizi».

Bucaioni: «Che idea misera delle istituzioni e della politica» A rispondere è Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos, che in un post sui social scrive: «Che idea misera delle istituzioni e della politica. Mi sfugge da quando i patrocini in questo paese vengano concessi solo a manifestazioni il cui contenuto politico è in linea con quello dei partiti che guidano in quel momento quell’istituzione. Un’idea misera della politica e delle istituzioni come feudi medioevali, dove tutto ciò che è differente viene silenziato o peggio combattuto. Mi fa sorridere poi che la Giunta che guida temporaneamente la Regione Umbria, non sapesse che le associazioni Lgbti e i Pride di tutta Italia, e direi di tutto il mondo, rivendicano il riconoscimento di tutte le formazioni famigliari, l’accesso alla genitorialità per tuttə e il riconoscimento alla nascita dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali. Ebbene sì, è quello che chiediamo, insieme a tante altre cose, ed è quello che chiedono milioni di persone che ogni anno scendono in piazza negli oltre 40 pride che vengono organizzati in questo paese».

Pd con l’Umbria pride  Nel pomeriggio è il Pd dell’Umbria, Manuela Pasquino, responsabile dei diritti civili della segreteria regionale Pd Umbria, a prendere posizione: «Siamo orgoglioso di partecipare, ribadiamo il nostro impegno sui diritti e andremo in piazza il 25 giugno perché il primo Umbria Pride è un’occasione per ritrovarci in una delle battaglie che contraddistinguono il nostro percorso politico ma soprattutto culturale sul fronte della promozione e del sostegno dei diritti e contro ogni forma di discriminazione della comunità LGBT+ ».

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