domenica 9 dicembre - Aggiornato alle 20:28

Umbria Mobilità, il 51% ai privati per salvarla. Rialzi per corrispettivi e tagli, utili solo nel 2015

Un autobus di Umbria Mobilità

Almeno il 51% di UM dovrà essere messo sul mercato

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Vendere l’anima (pubblica) per mantenersi in vita. Il patto, non col diavolo ma con un partner privato a cui dare almeno il 51% di Umbria Mobilità, va fatto entro nove mesi. Non usano queste parole Ferruccio Bufaloni e Salvatore Santucci, (i due consulenti nominati dai soci alla fine di settembre) ma il senso delle linee guida del piano di ristrutturazione dell’azienda da loro stilato, di cui Umbria24 è in possesso, sembra essere proprio questo. Un’azienda con 129 milioni di euro di esposizione finanziaria, 30 milioni di debiti verso i fornitori, strutturalmente squilibrata a causa dei costi che superano i ricavi, con troppi immobili, troppi crediti da riscuotere dal fronte romano, troppe partecipazioni inutili e che necessita di una cura da cavallo per essere rimessa in sesto. Una volta risanata però, spiegano i consulenti, UM rappresenterà un boccone molto appetibile sul mercato.

Vendere il 51% Nel documento approvato ad inizio novembre dai soci (Regione, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Comune di Spoleto e Atc spa di Terni), è scritto chiaro e tondo a pagina 15 che la via deve essere quella della vendita del pacchetto di maggioranza: per raggiungere gli obiettivi di cui poi si dirà, «appare indispensabile che il piano di ristrutturazione debba porsi l’obiettivo di creare le condizioni per un ingresso in maggioranza del nuovo socio che non potrà che avere significativi poteri gestori». Il controllo della società quindi, se il piano andrà in porto, passerà dalla mano pubblica a quella privata con Busitalia-Sita Nord (società di Trenitalia) principale indiziata. Nelle ultime pagine c’è anche il cronoprogramma: entro il 30 settembre va fatta «l’aggiudicazione della gara». Un partner che secondo le stime dei consulenti dovrà portare come dote matrimoniale almeno 25 milioni di euro.

La cura Ma un nuovo socio non è l’unica misura indicata. Tra quelle approvate c’è la riduzione del capitale investito tramite un contenimento dell’esposizione verso i clienti (in primis la vicenda romana) e la dismissione delle partecipazioni e del patrimonio non stategico. Nel mirino finiscono le quote nelle società che gestiscono parcheggi come il famoso 22% di Sipa ma anche quelle di Foligno e Vicenza: alcuni di questi «investimenti fatti fuori regione e senza risultati economici significativi». Gli immobili non strategici poi, «di gran lunga eccedenti le effettive esigenze», saranno fatti confluire in una società immobiliare che provvederà alla vendita.

Ritocchi all’insù Oltre al rientro dei crediti romani, evento giudicato non estremamente probabile (almeno a breve), i consulenti spiegano che la cura prevede il ritocco all’insù delle cifre corrisposte dai comuni tramite i contratti di servizio, oggi giudicate irrisorie (1,80 euro a chilometro più Iva), il contenimento dei costi della struttura e una «rivisitazione della struttura dei ricavi». Forse, cioè un possibile aumento del costo dei biglietti. Sul fronte finanziario serve un prestito ponte da parte delle banche pari a 25 milioni di euro (garantito dall’aumento di capitale dei soci) e, per quanto riguarda i malcapitati fornitori, un accordo che spalmi i 30 milioni di debiti «nell’orizzonte di 24 mesi». Medicine amare per una situazione difficile, a breve e a medio termine. Per quanto riguarda il breve, la prospettiva è quella di un «rapido aggravamento della situazione aziendale» con squilibri nei versamenti contributivi (due milioni di euro) e con il personale (altri due milioni) oltre ai 30 milioni attesi dai fornitori.

Intervento radicale Entro marzo, spiegano i due advisor, c’è un fabbisogno ulteriore di cassa pari a 25 milioni che, sommato ai debiti verso i fornitori e «ad altre posizioni» porta lo squilibrio a breve termine a quota 57 milioni. Quindi serve un «rapido, consistente e radicale» intervento di «consolidamento e capitalizzazione» che inietti soldi freschi, almeno 50 milioni, se si vuole garantire «la continuità dell’azienda». Intervento di cui l’aumento di capitale rappresenta «un tassello essenziale ma non definitivo». Nell’ultima parte del piano Bufaloni e Santucci formulano anche una previsione che fa capire quanto delicata sia la situazione: nonostante infatti «le forti azioni ipotizzate» solo nel 2015 la macchina di Umbria Mobilità viaggerà in equilibrio grazie ad un utile netto di 87 mila euro, mentre nel 2013 e 2014 si chiuderà ancora in rosso (rispettivamente 1,2 milioni e 644 mila euro).

Le cause Nel piano i due cercano anche di spiegare le cause che hanno portato a questa situazione. In ordine di importanza sul banco degli imputati finisce prima di tutti l’avventura romana, «un impegno finanziario che ha assorbito risorse per 50 milioni di euro con rischi di perdita in conto capitale»; al secondo posto la gestione su gomma in Umbria, con uno squilibrio strutturale tra costi e ricavi pari a 8-9 milioni che deriva dagli «inadeguati» corrispettivi dei contratti di servizio; solo all’ultimo posto vengono citati gli «accadimenti straordinari» legati ai contenziosi legali e fiscali scoppiati dopo la fusione. Da ultimo, la fine del 2012 si conferma pessima come l’inizio, termine ultimo di un biennio caratterizzato «da un progressivo peggioramento del conto economico»: al 30 giugno reddito ante imposte a -3,2 milioni con un tendenziale di perdita della gestione a -8 milioni.

6 risposte a “Umbria Mobilità, il 51% ai privati per salvarla. Rialzi per corrispettivi e tagli, utili solo nel 2015”

  1. […] a vista, con i fornitori che bussano alla porta della società per ottenere il dovuto. Secondo il piano di risanamento pubblicato nei giorni scorsi da Umbria24 i debiti verso questi soggetti ammontano a 30 milioni di euro con la proposta, fatta dai due […]

  2. […] entro cinque mesi e mezzo: addirittura in anticipo rispetto a quel 30 settembre 2013 fissato nel piano di rilancio degli advisor pubblicato da Umbria24 nei giorni scorsi. Un’operazione indicata come vitale dagli esperti nominati dai soci che, nel documento, […]

  3. […] così si bloccherà la manutenzione con autobus e treni che non potranno uscire». Ad oggi, secondo il piano di risanamento pubblicato da Umbria24, i debiti verso i fornitori ammontano a circa 30 milioni di euro che il piano vorrebbe fossero […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.