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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 09:23

Umbria, la notte incandescente dei 15mila fulmini: nuova ondata di calore in arrivo

Il caldo che sta per arrivare è maggiore di quello appena vissuto: oltre 40 gradi in vaste zone

Fulmini in Umbria. Foto archivio

Tra le 19 del 7 luglio e le 7 del 8 luglio il territorio tra l’Umbria e la Toscana è stato bersagliato da fulmini. Più di ogni altro in Italia. Se nel resto del Paese si sono scatenati 50 mila fulmini, un terzo di questi ha folgorato il nostro territorio. Cinquantamila fulmini per oltre mille chilometri, in 12 ore, lungo lo Stivale, ma tra l’Umbria e la Toscana, se ne sono contati 15 mila, in sole due ore, trasformando quest’area come punto di fuoco della notte dei lampi. Circa 120 al minuto. Il monitoraggio è stato compiuto da Blitzortung.org, il sito che fornisce in tempo reale la mappa dei fulmini. Se ne sono contati 15 mila tra la nostra Umbria e la Toscana. L’area maggiormente colpita, tenuto conto che sul Nord Est se ne sono contati 8.700, sull’Adriatico 7mila, tra Lazio e Campania 10 mila, tra Puglia e Basilicata 4 mila e in Calabria 1.100.

Il fenomeno La maggiore sensazione di qualcosa di spaventoso che si abbatteva sulle nostre teste è stata determinata dai balconi aperti. Sono diverse notti infatti che per l’eccesso di caldo in molti si sono addormentati a finestre aperte, all’improvviso, si sono dovuti precipitare, di corsa a chiudere le serrande o a rientrare stendini, biancheria, lasciata fuori, e improvvisamente a rischio di volare via. Tutto è stato, come da abitudine, rigorosamente documentato sui social, compresa la perplessità di chi ancora non aveva intuito bene cosa stesse accadendo.

Ondata di calore Un classico temporale d’estate, che è il più violento. Soprattutto, quando, come in questo caso, si è accumulata talmente tanta aria calda che, ai primi impulsi di aria fredda, si scatenano scariche elettriche e temporali spaventosi. Quelli che non aiutano neppure ad alleviare la siccità, tenuto conto dell’effetto scivolamento dell’acqua al suolo quando incontra il terreno arido. Ma secondo i modelli meteorologici anticipati anche da Umbriameteo, nella metà di questo mese, saremo di nuovo nel bel mezzo di una ondata di calore, con vaste zone oltre i 40 gradi e temperature molto alte fino in quota. Potrebbe essere una ondata più forte di quella che già abbiamo vissuto nei giorni scorsi, tenuto conto dell’ulteriore riscaldamento del mare e, in generale, dell’avanzamento dell’estate. Che, tra l’altro, non promette pioggia. Potremmo trovarci con un lungo periodo ulteriore di scarsità di precipitazioni fattore che aggraverebbe la già critica situazione degli approvvigionamenti d’acqua.

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