giovedì 9 luglio - Aggiornato alle 00:43

Umbria Jazz, bilancio chiuso in rosso e Regione in pressing per risanamento

Ultima edizione perde 261 mila euro per flessione sponsor e performance Orvieto. Summit in prefettura per i concerti di agosto

Pubblico all'Arena per il concerto di Thom Yorke ©Fabrizio Troccoli

di D.B. e C.F.

Bilancio in rosso per 261 mila euro e Regione in pressing per il risanamento. Sono questi alcuni dei punti emersi lunedì nel corso della assemblea dei soci della Fondazione Umbria Jazz, in cui è stato confermato il contributo di Palazzo Donini che sostiene la manifestazione con un’iniezione di mezzo milione; disco verde è arrivato anche da tutti gli altri soci, pronti a fare la propria parte come negli anni passati per l’edizione del 2020, al centro di un summit in prefettura slittato da lunedì a martedì mattina.

Conti in rosso e risanamento Proprio la fiducia e l’impegno economico verso la manifestazione, che quest’anno causa Covid-19 sarà di scena dal 7 al 10 agosto, quindi in versione ridotta, permette di centrare il risanamento sollecitato dalla Regione, che in una nota evidenzia come «il 2020 dovrà chiudersi con un avanzo di quasi 470 mila euro completamente destinato a ricostituire e incrementare il fondo di dotazione esistente, consentendo di guardare al futuro di Fondazione ed Umbria Jazz con rinnovate prospettive e una incrementata capacità di attrarre sponsorizzazioni, presentandosi così all’appuntamento 2021 con una manifestazione di grande valore internazionale».

Guai da sponsor e Orvieto Intanto, però, i conti si fanno col bilancio dell’ultima edizione che si chiude col segno meno per 261 mila euro, dopo che anche l’anno precedente aveva fatto registrare una perdita di 163 mila euro, entrambe «compensante con il capitale sociale che ora è pari a 21 mila euro», come ricorda sempre la Regione. Il rosso di Umbria Jazz è principalmente riconducibile a due fattori: il primo comune a molte manifestazioni artistiche e culturali, ossia la flessione massiccia del sostegno da parte degli sponsor, che già da qualche anno arretrano; l’altro è legato a Umbria Jazz e precisamente all’edizione Winter di Orvieto. In questo senso, però, anche l’impegno della Fondazione per la città della Rupe è stato confermato e la Regione ha chiesto che la prossima edizione invernale si tenga.

Guardia alta sui conti del 2020 I soci comunque hanno formulato una serie di richieste al cda con l’avallo del collegio sindacale, cioè «la creazione e la ratifica di un piano di risanamento sotto la forma di un conto economico previsionale 2020 estremamente prudente, volto a evitare ulteriori perdite; una attenta spending review che vada a ottimizzare le spese e i costi di gestione della Fondazione nonché l’implementazione di un controllo di gestione complessivo e per ogni singolo evento, già dal 2020, che eviti ulteriore perdite».

Laurenzi verso la presidenza La guardia, insomma, è molto alta, mentre all’orizzonte si staglia il rinnovo del consiglio di amministrazione, in programma il 9 luglio. In pole per la presidenza c’è l’avvocato perugino Gianluca Laurenzi, già nel board di Umbria Jazz. Nessuna novità invece dovrebbe esserci per quanto riguarda il direttore amministrativo, ruolo per il quale dovrebbe essere confermato Giampiero Rasimelli.

Summit in prefettura All’ordine del giorno, però, oltre ai conti sorvegliati speciali, c’è l’organizzazione della mini edizione di agosto. Il piano di sicurezza della manifestazione avrebbe dovuto essere passato al primo vaglio lunedì pomeriggio in prefettura, ma anche a causa dell’assemblea dei soci sul bilancio l’esame è slittato a martedì mattina. In base a quanto emerge alla vigilia l’ipotesi della Fondazione prevede circa 230-240 spettatori sotto il palco di piazza IV Novembre, con realizzazione di un perimetro e l’installazione di maxi schermi per evitare gli assembramenti. Ma l’ultima parola spetta alla prefettura e il confronto deve ancora scendere nei dettagli, che riguardano anche i costi.

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