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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 09:10

Umbria in bilico tra giallo e arancione. Case e negozi, l’impatto del periodo natalizio sui contagi

Indice Rt a 1,29, 167 contagi ogni 100 mila abitanti: ora la valutazione della cabina di regia. I dati di Google Maps sugli spostamenti

Un drive through (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

È uno scenario in bilico tra zona gialla e quella arancione quello disegnato giovedì mattina dalla Regione e dal nucleo epidemiologico nel corso del briefing settimanale con la stampa sull’andamento dell’emergenza sanitaria. Secondo i dati della Fondazione Bruno Kessler l’Rt dell’Umbria, calcolato sulle due settimane dal 27 dicembre al 10 gennaio, è pari a 1,29, con un’incidenza dei contagi ogni 100 mila abitanti passata dal 94,5 dei giorni prima di Natale al 167 di giovedì.

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In bilico Numeri che, secondo il nuovo decreto del governo che divide l’Italia in quattro colori, classificherebbero l’Umbria in quella zona arancione che scatta con un Rt tra 1,25 e 1,5, mentre quella gialla tra 1 e 1,25. Il direttore della Sanità regionale Claudio Dario ha spiegato che «il dato inconfutabile è l’Rt a 1,29. Ora servirà una lettura che tenga conto della futura evoluzione dell’epidemia e della capacità di risposta dei sistemi sanitari. La cabina di regia valuterà come prendere in considerazione decimali e centesimi: un certo livello di interpretazione c’è». Insomma, l’Umbria è in bilico.

La curva Quanto all’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane, la crescita della curva, «anche se non imponente», in coincidenza con il periodo natalizio è ormai un dato assodato. Un aumento in linea con la curva viene registrato per tutte le fasce d’età, con un picco in particolare per i maschi ultra80enni, anche se si tratta di piccoli numeri; nella media regionale anche le fasce d’età dei ragazzi in età scolare. Dal confronto tra contagi e ricoveri emerge una crescita di questi ultimi dal 23 dicembre, mentre per le terapie intensive l’aumento arriva qualche giorno più tardi. Quanto ai decessi, c’è stato un calo fino al 4 gennaio mentre da allora viene registrato un lieve incremento.

Gli spostamenti Cosa è successo nel corso di queste settimane? Un’interpretazione viene fatta dal nucleo epidemiologico grazie ai dati degli spostamenti forniti in modo aggregato e anonimo da Google Maps; dati che mostrando quanto sono affollati determinati luoghi (le oscillazioni sono riferite allo scenario in assenza di Covid) può contribuire alla lettura della diffusione dell’epidemia. L’analisi dei tracciati per l’intera Umbria «mostra complessivamente – è stato spiegato giovedì – un discreto movimento della popolazione verso luoghi di tempo libero soprattutto nel periodo prenatalizio. La curva epidemica riprende la sua crescita dopo 2-3 settimane dall’aumento degli spostamenti».

Le case Nei periodi in cui l’Umbria è stata zona gialla si nota un aumento degli spostamenti anche superiore alla media, mentre durante il lockdown c’è stata una maggior presenza all’interno delle case. «La mobilità residenziale – ha spiegato il professor Fabrizio Stracci del nucleo epidemiologico – ha inciso sui contagi che vediamo oggi; sotto le feste dobbiamo vederci, fare regali e forse è stata data tardi la possibilità di uscire, provocando la concentrazione che si nota dai movimenti verso negozi e altre aree ricreative».

Twitter @DanieleBovi

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