giovedì 23 novembre - Aggiornato alle 18:03

L’Europa a Norcia per voltare pagina: «Due miliardi per la ricostruzione»

Vertice del Parlamento nel borgo terremotato, imprenditori: «Ecco di cosa abbiamo bisogno». Errani: «Pronto piano per rilanciare economia». Marini e Alemanno: «Occorre fare presto»

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di Chiara Fabrizi

Due miliardi per la ricostruzione, di cui almeno la metà erogati entro l’estate. Sono stati la volontà di riportare le istituzioni europee tra la gente per tentare di voltare pagina alla vigilia dei 60 anni dalla firma dei trattati di Roma, ma anche l’impegno concreto fatto di zeri per Norcia e il Centro Italia, i due motori del vertice del Parlamento europeo che venerdì mattina si è riunito nella città di San Benedetto, patrono d’Europa, blindata da 300 uomini per quella che il sindaco Nicola Alemanno ha definito senza esitazione «una giornata storica».

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Dall’Ue due miliardi per la ricostruzione Nella tensostruttura allestita al campo sportivo si sono riuniti il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, i presidenti e i vice dei gruppi politici rappresentati a Bruxelles accolti dal sottosegretario Sandro Gozi, dalla governatrice Catiuscia Marini e dal primo cittadino di Norcia: «Siamo qui per confermarvi – ha detto Tajani – una solidarietà militante e concreta per la rinascita di questi territori colpiti dal terremoto, di cui Norcia oggi è simbolo». Quindi le risorse: «Credo che complessivamente dall’Unione europea arriveranno circa 2 miliardi, di cui 1,1 dal Fondo di solidarietà più di 200 milioni che la commissaria Corina Cretu ha aggiunto ai fondi regionale. Ci auguriamo di potere autorizzare – ha concluso Tajani – fino al 5 per cento dei fondi regionali senza cofinanziamenti, con una cifra che si traduce in circa 500-600 milioni. Metà di queste risorse – ha poi risposto – verranno stanziate entro l’estate».

Il progetto Norcia 2040 dei commercianti Ben più alta la prima conta dei danni segnata nel report inviato a Bruxelles dalla Protezione civile, che ha fin qui stimato 23 miliardi di danni tra gestione dell’emergenza e ricostruzione del Centro Italia. E ben più ambiziosa è la richiesta delle categorie produttive che lunedì mattina, per mano del presidente provinciale di Federalberghi, il nursino Vincenzo Bianconi, sul tavolo dell’Ue hanno messo il progetto Norcia 2040 «che vorremmo fosse un’iniziativa pilota per tutte le comunità con meno di 10 mila abitanti che vivono in zone critiche come la nostra. Chiediamo aiuti per scommettere su una visione di Norcia da realizzare in 30 anni con innovazione, investimenti sostenibili ed etici per difendere un pezzo di Dna dell’Europa» che rischia di scomparire. A far sentire la propria voce seppur a distanza sono stati anche i coltivatori di Castelluccio che con allevatori e residenti hanno organizzato una manifestazione a un paio di chilometri dal summit per chiedere la riapertura della strada. A tratteggiare il dramma del terremoto in Umbria è stata la presidente Marini che ha usato i numeri dell’emergenza per mettere a fuoco la portata della calamità che coinvolge circa 8 mila sfollati, di cui 6.134 in autonoma sistemazione, 1.200 negli alberghi e 500 nelle dieci aree container collettivi allestite, a cui si aggiungono le 38 casette consegnate, «le 200 in fase di costruzione e altrettante per le quali sono state avviate le procedure».

Ordinanza ricostruzione pesante «Il terremoto – ha detto la governatrice dell’Umbria – non ha procurato solo danni fisici evidenti al ricco patrimonio edilizio e storico artistico, ma anche paura e inquietudine che rischiano di lacerare il tessuto sociale ed economico della comunità seppur molto resiliente. Anche per questo – ha proseguito – sarà importante avviare rapidamente la ricostruzione, a cominciare dalle imprese e dalle scuole, e restituire fiducia attraverso la concretezza degli interventi, anche sociali. E sarà allora prezioso, accanto a quelli del governo nazionale e delle istituzioni locali, l’apporto fattivo e concreto delle istituzioni europee, nello spirito di sussidiarietà proprio dell’Europa». In questo senso il commissario Vasco Errani ha spiegato che l’ordinanza per la ricostruzione pesante, inevitabilmente molto attesa, è al vaglio della Corte dei Conti e dovrebbe essere pubblicata la prossima settimana: «Martedì col governo – ha detto Errani – presenteremo un piano di misure specifiche per le imprese» a cui col via libera alla conversione in legge del terzo decreto terremoto è stato riconosciuto il danno indiretto seppur con una dotazione finanziaria leggera, ossia 23 milioni di euro.

Alemanno: «Fare presto» Con il sindaco Alemanno, la delegazione dell’Europarlamento ha poi raggiunto il centro storico di Norcia varcando Porta Romana e percorrendo Corso Sertorio dove, come ormai da tradizione, diversi commercianti di specialità si sono prodigati a distribuire assaggi. Tajani e i presidenti dei gruppi politici hanno quindi toccato con mano le ferite di piazza San Benedetto stretta tra i crolli della basilica e della cattedrale e le lesioni della torre civica e del museo della Castellina tra cui hanno riecheggiato le note dell’inno europeo: «Oggi è stata una giornata storica per Norcia, ma anche per l’Europa che si fa prossima ai cittadini e speriamo – ha aggiunto – sia venuta anche a prendere qualcosa in questo luogo che ha dato i natali a San Benedetto da Norcia, 1500 anni fa. Forse da Norcia può ripartire una nuova Europa. Ma le ferite inferte alla nostra terra sono ancora tristemente aperte e affinché possano cicatrizzarsi occorre restituire al più presto case, scuole ed attività produttive».

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