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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 17:40

Turreno, tra Fondazione e proprietari nuovo accordo su diritto di opzione: acquisto entro il 4 aprile

Il teatro e cinema Turreno

Un altro mese di tempo per formalizzare l’acquisito, da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, del cinema-teatro Turreno; quindi altre settimane utili per elaborare e analizzare lo studio di fattibilità commissionato a una società romana. La Fondazione e la famiglia Pascoletti infatti, proprietaria della struttura, hanno firmato lunedì l’atto che posticipa la scadenza del diritto di opzione sull’acquisto dal 28 febbraio al 4 aprile: «Un mese di tempo in più – commenta la Fondazione in una nota – per una operazione che punta al rilancio di una importantissima struttura per la città di Perugia». Un’operazione da 2,9 milioni di euro: tanto sborserà la Fondazione guidata da Carlo Colaiacovo, che poi girerà gratuitamente la proprietà a Regione e Comune che dovranno ristrutturarlo e trovare uno o più gestori. Il tutto «con l’obiettivo – dice sempre la Fondazione – di rivitalizzare un contenitore ormai dismesso da anni riconsegnando alla città come spazio culturale polifunzionale».

COMMISSIONATO LO STUDIO DI FATTIBILITÀ
L’ACCORDO REGIONE-COMUNE-FONDAZIONE

Gestione Il gestore andrà trovato attraverso un bando pubblico e a esso (ma potrebbero essere anche più soggetti) verrà affidata «la gestione ordinaria della struttura, dove è in programma di ricavare spazi da adibire alla musica, alla danza e a qualsiasi iniziativa che possa dare slancio alle attività cultuali cittadine. La proroga al 4 aprile – conclude la nota – testimonia l’impegno della Fondazione affinché l’operazione vada avanti senza intralci. Come testimoniato anche dal fatto che l’Ente ha finanziato di recente uno studio di fattibilità per tracciare le ipotesi di cosa diventerà il nuovo Turreno». E a proposito dello studio di fattibilità, era stato il Comune giorni a riportare la precisazione della Fondazione a proposito della scadenza del diritto di opzione. In un primo momento infatti nella delibera con cui era stato dato il via libera allo studio di fattibilità si era parlato di fine marzo.

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