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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:47

Turreno, firmato il patto. Marini: «Lì anche la ‘casa’ di Umbria Jazz». Colaiacovo rilancia sul Santa Giuliana

Colaiacovo, Marini e Romizi

di Daniele Bovi

Non solo concerti, congressi, cinema e tutto ciò che il prossimo gestore deciderà di fare: all’interno del nuovo Turreno con tutta probabilità sorgerà anche la ‘casa’ di Umbria Jazz. Un luogo dove, a differenza di oggi, il festival potrà vivere tutto l’anno, dove perugini e turisti avranno la possibilità di conoscere la storia del festival, dove fare cultura e dove vendere merchandising. A sollecitare l’introduzione, nel bando al quale dovrà dare vita prossimamente il Comune di Perugia, di uno spazio riservato al festival all’interno del nuovo Turreno è stata la presidente della Regione Catiuscia Marini durante la firma, lunedì mattina nella sede della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, del protocollo tra Regione, Comune e Fondazione presentato nei dettagli sabato dal nostro giornale.

IL TESTO DEL PROTOCOLLO

Una casa per UJ «In vista del bando – ha detto Marini – spero che un posto possa essere riservato a Umbria Jazz: oggi fuori dai dieci giorni del festival un turista che arriva in città non può conoscere la storia di Umbria Jazz. Quindi serve uno spazio anche per questo evento». Accanto alla presidente c’erano il sindaco di Perugia Andrea Romizi, al quale da tempo piace l’idea di destinare uno spazio a UJ all’interno della struttura, e il numero uno della Fondazione Carlo Colaiacovo, che proprio a Romizi si è rivolto parlando di un altro aspetto molto importante (e costoso) del festival musicale, ovvero i palchi mobili. L’idea, non nuova, è quella di una struttura permanente al Santa Giuliana, oggi main stage di un festival che per l’allestimento e i palchi mobili spende qualcosa come 500 mila euro circa all’anno.

NUOVO TURRENO, TUTTI I DETTAGLI DEL PROTOCOLLO

Santa Giuliana «Bisognerebbe rispolverare – ha detto Colaiacovo – il progetto del Santa Giuliana, mettendo insieme idee e risorse per consentire al festival di avere meno problemi». Idee, al momento, tutte da trasformare in impegni e progetti concreti. Quanto al tema principale dell’appuntamento di lunedì Colaiacovo (che attraverso la Fondazione ha comprato il Turreno per circa tre milioni di euro dalla famiglia Pascoletti) ha auspicato che «in tempi ragionevolmente brevi si possa restituire la struttura alla città. Ho sentito che c’è qualche problema col soprintendente Gizzi ma spero che a breve succeda qualche “miracolo”. A lei sindaco – ha detto rivolgendosi a Romizi – il compito di fare presto». La Fondazione donerà a Comune e Regione la struttura (due quote su tre saranno detenute da palazzo dei Priori) ma nessuno dei due enti si sbilancia sui tempi.

Il mix giusto Fare previsioni, come hanno risposto Marini e Romizi, non è una cosa semplice ma ragionevolmente il taglio del nastro non potrà avvenire prima del 2019. Nel giro di trenta giorni le tre istituzioni daranno vita a una commissione che dovrà gestire questa prima fase compresa quella, decisiva, dell’individuazione di un mix di funzioni giusto da inserire nel bando. Al potenziale investitore infatti, che si aggiudicherà la gestione della struttura per non meno di 20 anni, si dovrà offrire un Turreno in grado di generare utili anche perché, come ha sottolineato Marini, «né il Comune né la Regione possono sobbarcarsi oneri gestionali». Insomma, una volta ristrutturato con i 3,5 milioni di euro messi sul piatto da palazzo Donini, toccherà al gestore farlo funzionare. Oggi i posti a sedere sono 1.290 e in futuro occorrerà valutare con attenzione il numero di quanti ne rimarranno e di quanti dovranno essere sacrificati per creare nuovi spazi, come ad esempio uno dedicato alla ristorazione.

Regia unica «Arriviamo a questa firma – ha detto Romizi che era accompagnato dall’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni – dopo un percorso non semplicissimo. Si tratta di un risultato che è stato possibile grazie all’impegno di tutti gli attori presenti oggi intorno a questo tavolo. Un intervento che collochiamo insieme a quello del Mercato coperto, di San Francesco, della biblioteca degli arconi e della riqualificazione di vie e piazze. Più interventi che devono avere una regia unica». «Credo che – ha aggiunto Colaiacovo -, quanto tutte le iniziative per la riqualificazione del centro storico saranno completate, avremo un’acropoli rilanciata in ogni sua parte. Ritengo, infatti, che sia fondamentale per Perugia dare nuovo slancio in tempi brevi ad una comunità che ne ha profondamente bisogno dopo tanti anni di crisi economica».

Twitter @DanieleBovi

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