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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 22:04

Tumori, fumo e depressione: la “cartella clinica” degli umbri nel nuovo Piano sanitario

Troppi in sovrappeso, malgrado indice di sedentarietà sia basso. Qui tra i più alti consumi di psicofarmaci

di Chiara Fabrizi

Malattie del sistema cardiocircolatorio, demenze e tumori maligni del polmone. Sono queste le principali cause di morte degli umbri rilevate nel periodo 2012-2018 e messe nero su bianco nel nuovo Piano sanitario regionale che fotografa lo stato di salute dei residenti nella regione, che resta una delle più anziane d’Italia a causa del costante invecchiamento della popolazione: nel 2020 gli anziani rappresentavano il 26,2 per cento a fronte di un dato nazionale del 23,5. Dalla “cartella clinica” degli umbri, comunque, emerge un indice di salute mentale che, pur risultando in crescita negli ultimi anni, resta costantemente sotto la media italiana, facendo registrare uno dei valori più bassi tra le regioni: circa l’8 per cento degli adulti di età 18-69 anni riferisce sintomi depressivi.

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Tumori Tra le pieghe del documento si legge che nel 2019 in Umbria sono stati diagnosticati 6.400 tumori: per gli uomini i più frequenti sono a prostata, polmone e colon-retto, mentre per le donne alla mammella, colon-retto e polmone. In particolare, nel periodo di riferimento 2012-2018, per gli uomini la causa di morte oncologica più frequente è quella del tumore maligno al polmone, che rappresenta per anche la quarta causa per numero di decessi in assoluto; per le donne, invece, la prima causa di morte oncologica è il tumore maligno al seno, che è anche la settima in termini assoluti.

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Malattie cardiovascolari Ma sono le malattie cardiovascolari a rappresentare la principale causa di mortalità degli umbri: nella popolazione tra 18 e 69 anni quasi quattro persone su dieci hanno almeno tre fattori di rischio cardiovascolare e solo una quota che sfiora il 3 per cento risulta del tutto libera dall’esposizione al rischio cardiovascolare, mentre nella stessa fascia d’età un umbro su cinque soffre di ipertensione arteriosa. Decisamente più bassa è la quota dei diabetici, che si attesa intorno al 5 per cento.

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Fumo e alcol A pesare molto in Umbria è l’elevata presenza di fumatori, col Psr che rileva come nella nostra regione si riscontri la più alta prevalenza di fumatori. In particolare, nella fascia di età 18-69 anni, assume nicotina una persona ogni quattro, con un trend stabile nel tempo che rappresenta un’eccezione a livello nazionale, dove invece si riscontra una discesa continua del numero dei fumatori. In questo senso, la percentuale di case “libere dal fumo” è al di sotto della media nazionale, così come inferiore al livello medio del paese è la percezione del rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro. Più esposti ai fattori di rischio legati alla dipendenza di nicotina sono gli uomini dai 30 ai 44 anni e dai 45 ai 54 anni: per queste fasce il Psr valuta che, con l’abbattimento delle diseguaglianze si potrebbe ridurre il rischio di mortalità del 6,8 per cento tra i 30 e i 44 anni e del 7,8 per cento tra i 45 e i 54 anni. Anche il consumo di alcol a maggior rischio e il consumo binge (abbuffata) sono in Umbria più alti della media nazionale, anche a causa, si legge nel Psr, di una bassa attenzione tra gli operatori. Sia il fumo che l’alcol sono più diffusi tra i giovani, gli uomini e le persone con istruzione media.

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Sovrappeso e sport In Umbria, poi, l’eccesso ponderale, ossia il sovrappeso, viene riscontrato su due adulti ogni cinque e tre anziani ogni cinque, mentre in età pediatrica il rapporto è di uno su tre, malgrado la percentuale di sedentari in Umbria, nella fascia tra 18 e 69 anni, risulti significativamente inferiore rispetto al dato medio nazionale. Ancora troppo bassa, comunque, viene bollata la sensibilità degli operatori al problema della scarsa attività fisica, anche nei confronti di persone in eccesso ponderale o con patologie croniche.

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Salute mentale La salute mentale degli umbri è un altro tasto dolente. Qui l’8 per cento degli adulti tra 18 e 69 anni riferisce sintomi depressivi, con un’incidenza che è tra le più alte a livello nazionale e che produce, conseguentemente, uno tra i più elevati livello di consumi di farmaci antidepressivi del paese. A essere più colpiti sono gli anziani, le donne, le persone socialmente più svantaggiate, chi non possiede un lavoro regolare, chi riferisce almeno una diagnosi di patologia cronica e chi vive da solo. Sul fronte del consumo farmaceutico, invece, risulta in netta riduzione negli ultimi anni, e al di sotto dei valori medi nazionali, il consumo di antibiotici tra gli umbri.

Infortuni sul lavoro Record negativi, poi, l’Umbria li fa registrare anche sugli infortuni nei luoghi di lavoro, con un tasso standardizzato di incidenti ogni mille dipendenti che è il terzo più alto di Italia, anche se l’indice di gravità (percentuale di infortuni con postumi permanenti e mortali) è del 19 per cento, ponendo l’Umbria al 12esimo posto nella classifica delle regioni italiane. Per quanto riguarda le malattie professionali, invece, si registra un incremento rilevante delle patologie a carico del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (62 per cento), malattie a carico del sistema nervoso (21 per cento), malattie dell’orecchio (8 per cento) e, infine, tumori (3 per cento).

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