domenica 21 aprile - Aggiornato alle 21:06

Trevi, scoperta domus e bottega artigiana a Pietrarossa: ipotesi nucleo della città romana

Archeologi al lavoro a Trevi

di Chia.Fa.

Una domus romana coi muri affrescati e un mosaico pavimentale, ma anche una bottega artigiana. Questi i rinvenimenti di maggior pregio emersi durante gli scavi durati tre settimane e finanziati dal Comune di Trevi a Pietrarossa in prossimità della chiesa di Santa Maria, area fortemente indiziata sotto il profilo archeologico fin dagli anni Ottanta.

Nucleo città romana di Trevi Finora però non era mai stata avviata una campagna sistematica, almeno fino all’inizio dell’estate scorsa quando con 5 mila euro d’investimento e la collaborazione di un’associazione di archeologici umbria, su concessione del Mibac e sotto l’attento coordinamento della dottoressa Laura Manca della Soprintendenza archeologica dell’Umbria, si è iniziato a scavare. In circa tre settimane è venuto alla luce quello il presunto nucleo della città romana di Trevi, anche se ulteriori accertamenti andranno compiuti per confermare la prima ipotesi.

Domus romana e bottega artigiana Nel dettaglio a circa 2 metri di profondità è stata rinvenuta una domus romana con mosaico pavimentale rosso, nero e bianco risalente al II e III dopo cristo e muro di un metro affrescato con figurazioni naturalistiche. Qui sono venute alla luce anche monete del II secolo dopo cristo che hanno quindi confermato la datazione ipotizzata dagli archeologici. A venti metri di distanza dagli scavi, a cui hanno partecipato anche studenti dell’Università della Tuscia e della Sapienza, è stata invece rinvenuta una bottega artigiana dove, in virtù della presenza di scorie, si ipotizza venissero riciclati materiali come vetro, marmo, rame e bronzo.

Nuova campagna di scavo Considerato l’esito della prima campagna, circa 700 i reperti catalogati, il Comune è già al lavoro per finanziare un nuovo scavo in un terreno di circa 3.600 metri quadrati prossimo a quello già ispezionato, mentre gli studenti stanno già lavorando a un quaderno di scavo che verrà poi pubblicato. In questo senso è già aperta la caccia alle risorse necessarie per far tornare gli archeologi al lavoro, ma anche per distribuire il materiale informativo che gli universitari elaboreranno.

Sindaco Sperandio «L’obiettivo – dice il sindaco Bernardino Sperandio – è di avviare una nuova campagna tra la prossima primavera ed estate, ma intanto ci godiamo la gioia per aver avviato uno scavo da cui è emerso un quadro archeologico di assoluto rilievo che ci permetterà, anche considerata la vicinanza con la chiesa di Santa Marina di Pietrarossa e la strada Flaminia, di ambire a realizzare un polo turistico di sicuro rilievo».

Twitter @chilodice

 

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