domenica 17 novembre - Aggiornato alle 22:09

Trasporti, il taglio più pesante alle corse extraurbane: «Con gara da 40 milioni a rischio le scuole»

Cgil, Cisl e Uil fanno il punto sulla sforbiciata da 2,7 milioni di km. Giovedì presidio: «E potrebbe arrivare lo sciopero»

La conferenza stampa dei sindacati

di Daniele Bovi

Il bisturi dei tagli al trasporto pubblico regionale inciderà in particolare sui bus che corrono lungo le linee extraurbane e, in misura minore, su quelle urbane. Il dato è emerso lunedì a mattina a Perugia dove Cgil, Cisl, Uil e Faisa-Cisal, dopo aver dichiarato lo stato di agitazione hanno fatto il punto sulla sforbiciata da 2,7 milioni di km (circa il 10% del totale dei km percorsi in Umbria) messa nero su bianco in una delibera dalla Regione. Giovedì i sindacati daranno vita a un presidio davanti alla sede dell’assessorato, in piazza Partigiani, dove si terrà l’incontro tra la giunta regionale e gli enti locali coinvolti, e non escludono il passaggio ad «azioni forti di lotta; intanto valuteremo la prima finestra utile per lo sciopero».

I PERCHÉ DEI TAGLI

I tagli L’incontro di giovedì sarà importante per capire dove e come si comincerà a tagliare: «Durante l’incontro con il direttore di Busitalia – spiega Gianluca Giorgi della Fit Cisl – ci è stato spiegato che il 50% della sforbiciata partirà subito, a luglio e agosto, periodo in cui possiamo sopperire anche ricorrendo alle ferie; la seconda parte nei prossimi quatto mesi, quando potrebbero esserci problemi anche per le corse scolastiche». «Si tratta di un taglio dai sei milioni di euro – ha rincarato Paolo Bonino della Faisa-Cisal – nel giro di sei mesi». Le conseguenze ovviamente non riguarderanno solo l’utenza, ma anche i lavoratori: «Da prime stime approssimative e non esaurienti – ha spiegato Marco Bizzarri della Filt-Cgil – il taglio significherebbe togliere circa 200 turni lavoro, una mole importante per la nostra regione, con circa cento unità di personale coinvolte».

Serve responsabilità Da subito partiranno le assemblee con i lavoratori del Tpl umbro e i sindacati sono in attesa di una convocazione urgente da parte della Regione. Nel frattempo, si chiede responsabilità a tutti: «Siamo preoccupati per le ricadute sul servizio e per quelle occupazionali. Serve un’assunzione di responsabilità – ha aggiunto Bizzarri – da parte di tutti soggetti coinvolti, anche per quanto riguarda il reperimento delle risorse mancanti; nessuno può sfilarsi». «Auspichiamo che ci sia – ha detto poi Giorgi – un patto di non belligeranza nel mondo politico: tutto il sistema deve capire che, al di là delle elezioni e delle convenienze elettorali, serve un accordo».

Tagli strutturali? La preoccupazione però non riguarda solo i prossimi mesi. A breve ci sarà infatti la gara per l’assegnazione del servizio a livello regionale: quante risorse, e quindi quale livello di servizio, saranno messe sul tavolo. La ormai famosa delibera 632 del 7 maggio scorso disegna uno scenario tutt’altro che rassicurante: «Ipotizzare – è scritto nel documento – lo svolgimento di una gara per l’affidamento del servizio Tpl su gomma in Umbria con soli 40 milioni di euro, al lordo dell’Iva, comporta la drastica conseguenza di una riduzione di circa 1/3 del servizio attualmente assicurato, senza più riuscire ad assicurare nel concreto i “servizi minimi” per il Tpl su gomma nella nostra regione. Questo andrebbe peraltro a ledere principi costituzionali riconosciuti sul diritto alla mobilità che deve essere assicurato attraverso i servizi pubblici di trasporto. La drastica riduzione del servizio, a fronte della disponibilità di soli 40 milioni di euro, avrebbe come ulteriore conseguenza un notevole impatto occupazionale con la perdita di circa 300-
350 addetti».

Allarme rosso Numeri che hanno fatto scattare l’allarme rosso: «Non possiamo passare da circa 60 milioni di euro – hanno detto i sindacati – a 40, a quel punto non andremmo a toccare le corse dove sale poca gente, bensì quelle scolastiche; serve un approccio collaborativo fra tutti i soggetti coinvolti. Bisogna evitare che i tagli diventino strutturali, anche perché in passato avevamo avuto rassicurazioni sul mantenimento dei servizi». «Quali servizi – ha aggiunto Stefano Cecchetti della Uil – saranno inseriti nella gara? Se queste sono le premesse la preoccupazione non può che essere forte». Da tutti i sindacati poi è arrivato il richiamo a portare a termine quanto prima la trasformazione di quel che rimane di Umbria mobilità in Agenzia regionale del trasporto, che potrebbe divenire operativa da agosto. Questo permetterebbe di recuperare, fino alla fine del 2019, fra i due e i tre milioni di Iva, che potrebbero essere 13 in un anno. Una boccata di ossigeno importante.

Twitter @DanieleBovi

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