mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 21:56

Trasporti, una settimana per studiare i tagli. Ma il vero nodo è la gara regionale del 2020

Incontro tra Regione, Busitalia ed enti locali, costituito tavolo tecnico: il 26 piano condiviso. La protesta dei sindacati

La protesta dei sindacati in piazza Partigiani (foto © Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Passato, presente e futuro. Va divisa in tre distinti tronconi la partita sul trasporto pubblico regionale che sta vivendo un momento delicatissimo. Giovedì nella sede dell’assessorato regionale è andato in scena l’atteso incontro tra una delegazione dei sindaci, della quale hanno fatto parte tra gli altri quello di Perugia Andrea Romizi e il presidente di Anci Francesco De Rebotti, le Province, Busitalia e l’assessore Giuseppe Chianella. Un incontro interlocutorio in attesa che le parti tornino a vedersi fra alcuni giorni: il 26 è previsto un nuovo faccia a faccia con Comuni e Province, mentre il giorno dopo toccherà ai sindacati.

VIDEO – LA PROTESTA DEI SINDACATI IN PIAZZA

Il presente Partendo dai punti fermi che riguardano il presente, entro quella data bisognerà arrivare con un piano condiviso da tutti. Quel che è certo infatti è che per mettere in equilibrio i conti del 2019 servirà un taglio del 10% del totale dei km percorsi annualmente, pari a 2,7 milioni di km da ‘spalmare’ in questo modo: il 5% tra luglio e agosto, il resto tra settembre e dicembre. La proposta sarà approfondita sul versante tecnico nelle prossime ore ma l’idea è quella di andare a colpire soprattutto le linee extraurbane. Da lunedì e fino al 26 Comuni, aziende e Province daranno vita a un tavolo tecnico per risolvere i problemi del 2019 e gettare le basi per il 2020, anno in cui si dovrà svolgere la nuova gara unica di bacino regionale.

VIDEO – ROMIZI E DE REBOTTI: «TAGLI INACCETTABILI»

Più risorse Quanto al 2019, Chianella giovedì ha spiegato che nel prossimo assestamento di bilancio (l’approvazione è prevista in consiglio regionale entro il 30 luglio), oltre ai 5 milioni stanziati in via straordinaria ce ne saranno altri 7 per il fondo che coprirà i costi del contratto di lavoro dei dipendenti. A mettere mano al portafogli però dovranno essere anche Comuni e Province, un «piccolo sforzo» chiesto dalla Regione per riequilibrare i conti del 2019. Sempre la prossima settimana si parlerà del passato, cioè dei 21 milioni di Iva non versata dai Comuni alle aziende, che aspettano con ansia queste risorse.

FOTOGALLERY: IL PRESIDIO DI PROTESTA

Il futuro Una parziale boccata d’ossigeno potrebbe arrivare tra agosto e settembre, quando finalmente quello che rimane di Umbria mobilità potrebbe essere trasformata nell’Agenzia regionale dei trasporti. In ballo c’è l’interpello all’Agenzia delle entrate attraverso il quale è stata fatta una richiesta semplice: non sottoporre a Iva i costi del Tpl, mossa che annualmente potrebbe far risparmiare intorno agli 8 milioni di euro. A preoccupare però è in particolar modo il futuro, cioè la gara del 2020 che, ovviamente, sarà pluriennale. Il nodo è semplice: quante risorse potranno essere messe sul piatto? Nella ormai famosa delibera si prospettava uno scenario pesante, cioè la possibilità di investire solo 40 milioni (al lordo dell’Iva), con ripercussioni ovviamente anche sul fronte occupazionale.

I PERCHÉ DEI TAGLI

Presidio Ed è proprio la possibilità che i tagli diventino strutturali a preoccupare in particolar modo i sindacati che giovedì, in piazza Partigiani, hanno dato vita a un presidio di protesta. Una delegazione è stata ricevuta da Chianella e in quella sede è stato ribadito che le risorse per il futuro saranno di meno e che con quelle bisognerà far quadrare i conti. «Hanno parlato di razionalizzazioni, quindi di taglio dei servizi, ma non è chiara l’entità e tantomeno le conseguenze sui lavoratori e sui cittadini» hanno detto i sindacati all’uscita, confermando lo stato di agitazione. «Non accetteremo ulteriori tagli – aggiungono – che metterebbero a rischio i servizi minimi in molte zone della regione e quindi il diritto costituzionale alla mobilità». All’attacco della giunta va anche il capogruppo della Lega, Valerio Mancini, che critica la delibera e sottolinea il fatto che decisioni cruciali vengano prese da zamministratori nominati e in scadenza, oltre che ignorando il contributo delle altre forze politiche».

Twitter @DanieleBovi

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