mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 09:38

Trasporti, rivolta dei Comuni contro i tagli: «I più piccoli in ginocchio». Venerdì Latini e Romizi in Anci

In vista della sforbiciata che scatterà il 7 arrivano le delibere. Perugia prende tempo, Marsciano e Gubbio tagliano e Umbertide paga di tasca propria

Un autobus (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Se tra i Comuni c’è chi prende ancora tempo e chi ha già deliberato – optando per il taglio delle corse o aprendo il portafogli per coprire i costi – tutti si scagliano contro la Regione per la sforbiciata da 1,350 milioni di km ‘spalmata’ tra il 7 luglio e il 10 settembre. A Perugia mercoledì il tema trasporti è stato il piatto forte della prima seduta della nuova giunta di Andrea Romizi. Gli uffici tecnici hanno consegnato un piano dettagliato con i tagli (120 mila i km in meno per quanto riguarda le corse urbane, ai quali vanno sommati quelli delle extraurbane), che però per il momento la giunta ha deciso di non adottare. Particolarmente duri gli assessori Fioroni e Merli, che avrebbero anche voluto diffondere un comunicato di protesta, ma alla fine l’idea è stata messa in un cassetto.

Le decisioni La giunta si ritroverà nuovamente venerdì intorno all’ora di pranzo, dopo la conferenza stampa che Romizi terrà in Anci insieme al sindaco di Terni Leonardo Latini. Un appuntamento, che sarà annunciato in queste ore, in cui con tutta probabilità si andrà all’attacco di Palazzo Donini. Una Regione che alle richieste di Anci di modificale l’ormai famosa delibera, nelle scorse ore ha risposto picche spiegando che la situazione era nota da anni. In questo quadro ogni Comune sta prendendo le proprie decisioni. Gubbio ha deliberato i tagli inviando però una velenosissima lettera alla Regione e giovedì mattina il sindaco Filippo Maria Stirati, appena confermato, terrà una conferenza stampa sul tema. La giunta di centrodestra di Umbertide invece ha scelto di salvaguardare la linea rossa e quella blu e mettendo di tasca propria quanto serve per evitare i tagli. Il Comune di Marsciano per il momento non ha deciso (la giunta lo farà giovedì) ma ha diffuso un comunicato in cui si critica la Regione e in cui indica quello che prevede la rimodulazione delle linee e degli orari decisa dalla Regione. Un’opzione è anche quella di mettere sul tavolo delle risorse, non facile però però perché le linee extraurbane (cioè le più colpite) riguardano più Comuni.

Penalizzati i più piccoli Complessivamente sono 900 mila i km di corse extraurbane che verranno tagliate e neanche la Provincia di Perugia, per il momento, ha deliberato nulla. Da capire anche la situazione delle tante persone che hanno già rinnovato il proprio abbonamento e che si troveranno, nelle prossime settimane, a dover fare i conti con un servizio ridotto. A essere particolarmente penalizzati sono le realtà più piccole (da Avigliano e Montecastrilli le opposizioni denunciano la soppressione del 60% delle corse), che mercoledì si sono fatti sentire attraverso il sindaco di Montecchio Federico Gori, coordinatore dei piccoli Comuni di Anci Umbria: «La soppressione delle linee extra urbane – spiega Gori – mette in ginocchio realtà già geograficamente penalizzate, peraltro servite solo da trasporto su gomma. È una soluzione inaccettabile e fortemente discriminante». La preoccupazione di Comuni e sindacati è che, senza soluzioni, a settembre scatti l’altra metà dei tagli preventivati, e a quel punto sarebbe inevitabile andare a incidere anche sul trasporto scolastico: «Occorre rivedere il sistema generale dei trasporti umbri, non solo quello su gomma (gestione aeroporto, Freccia rossa, ecc), per fare in modo che a pagare le conseguenze – dice Gori – non siano solo quelle comunità che sempre più spesso vivono ruoli marginali e penalizzati anche da eventi naturali, come il sisma».

Anci chiama i parlamentari Anci ha convocato tutti i parlamentari eletti in Umbria per discutere insieme di quello che «si prospetta come uno stato di crisi del nostro trasporto pubblico locale e trovare, insieme, soluzioni condivisibili e più accettabili». Francesco De Rebotti, sindaco di Narni e presidente di Anci Umbria, parla di grande senso di responsabilità da parte dei sindaci e attacca Palazzo Donini per non aver modificato, come richiesto, la delibera di inizio maggio e per non aver fornito tempi certi né sulla costituzione dell’Agenzia regionale né sulla gara unica. Anci aveva chiesto chiarimenti anche sulle risorse da mettere in campo da settembre in poi e parla nel complesso di «una situazione fortemente penalizzante per i Comuni e per i cittadini, per i fruitori del trasporto pubblico, per quei territori che non hanno altri collegamenti se non quello su gomma. Senza contare poi le problematiche – dice De Rebotti – che ne conseguono per i dipendenti del trasporto pubblico locale. Tutto ciò evidenzia l’assenza di una progettualità regionale e di una visione di medio – lungo periodo del trasporto pubblico locale».

Twitter @DanieleBovi

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