mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 07:24

Trasporti, nasce la società umbra della mobilità. Marini: «Presto il biglietto unico regionale»

Nasce con 1.345 dipendenti e 130 milioni di euro di fatturato «Umbria Tpl Mobilità», l'azienda unica dei trasporti a livello regionale, in cui si sono sciolte sette aziende: Apm, Apm esercizi, Atc, Ferrovia centrale umbra, Ssit gestione e Ssit esercizio, per il settore trasporti e la società strumentale Umbria House.

di Ivano Porfiri

Nasce con 1.345 dipendenti e 130 milioni di euro di fatturato «Umbria Tpl Mobilità», l’azienda unica dei trasporti a livello regionale, in cui si sono sciolte sette aziende: Apm, Apm esercizi, Atc, Ferrovia centrale umbra, Ssit gestione e Ssit esercizio, per il settore trasporti e la società strumentale Umbria House. «E’ un passaggio storico per l’Umbria – ha detto la presidente della Regione, Catiuscia Marini, nel corso della cerimonia di presentazione – che ha visto impegnate tutte le istituzioni interessate, le aziende di trasporto e le organizzazioni sindacali. Questo risultato, senza il contributo positivo di ciascuno di questi soggetti, non sarebbe stato possibile. Ora abbiamo di fronte a noi la vera sfida: accrescere la qualità dei servizi».

I numeri Umbria Tpl potrà contare su 1.345 dipendenti: 822 a Perugia, 318 a Terni e 205 a Spoleto. Il fatturato della nuova società è di circa 130 milioni di euro e il capitale investito ammonta a 450 milioni, con un patrimonio netto di 66 milioni. Attualmente svolge servizi (ereditati dalla Holding che, da marzo, ha costituito il primo passaggio verso la fusione delle 7 società) per 30,7 milioni di km (28,4 su gomma e 2,3 su ferro), più 14 milioni di mobilità alternativa e 307mila del servizio di navigazione sul Trasimeno. La società dispone di 734 autobus (di cui 116 a metano e 22 elettrici) e 51 treni. Oltre al trasporto pubblico in Umbria, si occupa di gestione di parcheggi, manutenzione dei mezzi, produzione di energie rinnovabili e, attraverso la partecipata «Roma Tpl», svolge trasporto pubblico a Roma.

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Il Cda All’incontro hanno partecipato Christian Cavazzoni, che nel marzo scorso era stato nominato amministratore unico della Holding del trasporto regionale, e tutti i componenti del consiglio di amministrazione di Umbria Tpl: Giovanni Moriconi, Riccardo Petroni, Sergio Sbarzella, Gilberto Stella, Piero Sunzini.

La storia Il percorso verso la nascita di Umbria Tpl è iniziato nel 2006, subendo un’accelerazione recente, che ha consentito di passare direttamente dalla Holding alla società unica, senza l’intermezzo previsto delle due società (una a coprire la provincia di Perugia più il trasporto su su ferro, l’altra per la provincia di Terni limitatamente alla gomma). «Il passaggio odierno – ha spiegato la presidente Marini – è decisivo verso l’integrazione della mobilità, che significherà in prospettiva un biglietto unico con tariffazione omogenea. Non solo, la società darà impulso a un trasporto efficiente ed ambientalmente sostenibile». Posto che Umbria Tpl ha come obiettivo la sostenibilità economica, Marini non ha nascosto che «pur nascendo con capitale interamente pubblico, l’auspicio è che ci siano investimenti di privati che operano nel settore».

«Al riparo dai tagli» L’assessore regionale ai trasporti Rometti ha sottolineato come questa operazione «mette al riparo il sistema locale dei trasporti pubblici dalle negative ripercussioni che le manovre finanziarie del Governo, con i pesanti tagli operarti proprio per questo settore, che sicuramente si determineranno a breve». Soddisfazione anche dai rappresentanti delle altre istituzioni che hanno concorso alla nascita della società unica. «E’ la dimostrazione di una grande responsabilità e di una maturità istituzionale – ha detto il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi – che consente di porre un mattone su cui costruire il futuro». Un «risultato non scontato e complesso», secondo il collega ternano Feliciano Polli. Il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, ha sottolineato come il Comune del capoluogo abbia partecipato «non senza sforzi nell’ottica di un complesso di riforme avviato dalla presidente Marini».

Boccali: passo in avanti, ma occorre inserire minimetrò «La costituzione dell’azienda unica di trasporto pubblico locale Umbria Tpl e Mobilità Spa – commenta, in una nota, il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali – non è soltanto un fatto politico che dà il segno di una grande capacità riformatrice da parte della società regionale. Ha il valore di un decisivo passo in avanti verso la riorganizzazione complessiva dei servizi, superando localismi e ragionando in un’ottica di razionalizzazione, sinergie di gestione, economia. Significa che una partita delicata e di straordinaria importanza come il trasporto pubblico locale viene vista con un’ottica davvero regionale e non più come la somma di piccole o medie aziende, ciascuna limitata dentro i suoi paletti territoriali». «Il Comune di Perugia – prosegue Boccali – a questa riforma ha sempre creduto, e ha lavorato attivamente con la Regione e la presidente Marini per realizzarla con spirito di solidarietà istituzionale. Ora bisognerà proseguire su questo percorso virtuoso di riorganizzazione complessiva della rete del trasporto pubblico locale affrontando il tema dell’equità dell’utilizzo delle risorse ed includendovi anche altri sistemi della mobilità, tanto più se innovativi ed in grado di interpretare i principi dell’ ecosostenibilità, campo, questo, in cui Perugia può certamente dire una parola importante».

Flamini (Prc): bene, ora integrare il minimetrò «Rifondazione comunista di Perugia – è detto in una nota del segretario della federazione di Perugia Flamini – valuta positivamente la nascita dell’Azienda Unica dei Trasporti. Una grande azienda pubblica che nasce con l’obiettivo di razionalizzare e armonizzare il trasporto pubblico locale in un’ottica di solidarietà regionale. Una chiara risposta strategica di buon governo che certifica la natura riformatrice del centro sinistra umbro, capace di affrontare i disastrosi tagli del governo mantenendo e valorizzando tutte le funzioni strategiche del pubblico. Pensiamo anche che questa modalità aggregativa possa rappresentare un punto di riferimento per il settore privato del comparto. Certo, rimangono aperte delle questioni fondamentali. Come abbiamo sostenuto a più riprese occorrerà proseguire su questa strada di innovazione ed integrazione dei vari sistemi di trasporto, puntando ad includere sin da subito nell’Azienda Unica il Minimetrò, cioè un’infrastruttura di mobilità alternativa di valenza regionale di massa che può contribuire a determinare la possibilità concreta di uno sviluppo moderno, alternativo e di qualità nel sistema dei trasporti e della mobilità».

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