domenica 17 febbraio - Aggiornato alle 19:14

Trasimeno, la comunità si unisce per prendere in mano i destini del Parco: «Non sia campana di vetro»

Dalla politica alle associazioni fino al mondo economico: 8 pagine di osservazioni al Piano di gestione. «Regione le accolga»

Un momento della conferenza stampa (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Siamo favorevoli al Parco naturale che eleva il lago rispetto ad altre realtà. Ma non può diventare una campana di vetro in cui far morire un ambiente così prezioso». Le parole sono di Giacomo Chiodini, sindaco di Magione e presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno che lunedì, insieme ad alcuni colleghi e ad alcune associazioni ha presentato il documento – otto pagine in tutto – con cui si pongono una serie di osservazioni al Piano di gestione del Parco del lago. Il Trasimeno dunque si muove in modo unitario mettendo insieme sindaci, esperti, pro loco, circoli nautici, associazioni di cacciatori come Arcicaccia e Federcaccia e mondo economico, da Officina sociale umbra alla cooperativa dei pescatori e non solo. Tutti insieme per provare ad «armonizzare il contesto naturale del lago con il suo alto livello di antropizzazione».

Il ruolo di Comunità e Unione Il documento sarà trasmesso martedì alla Regione e in vista della fase si adozione del Piano, Chiodini lo invierà «con la speranza e la certezza che sia accolto; è una comunità nel suo complesso che ha portato avanti questo lavoro». I temi caldi sono molti e, a causa delle «rigidità normative e dell’assenza di investimenti regolari e significativi», tutti puntano a una «rivisitazione profonda delle modalità di gestione del Parco». In primis la Comunità del Parco vuole essere centrale in termini di orientamento, con l’Unione dei Comuni soggetto gestore. A Magione, Castiglione, Isola Polvese e Tuoro poi si vogliono estendere in modo limitato le zone D, cioè quelle «di promozione economica e sociale». Centrale la questione della manutenzione, in particolare dei canneti, «diventati ormai dei boschi»: oggi possono essere tagliati solo ogni cinque anni per due mesi, mentre nel documento si propone ogni due anni per un periodo di tre mesi, aumentando a rotazione da 250 a mille metri quadri le aree accorpate sulle quali intervenire.

Animali e aeroporto Oltre a cinghiali e nutrie, i proponenti puntano a inserire tra le specie critiche, per le quali servirebbero piani di contenimento, anche corvi, cormorani («sono la cooperativa di pescatori più grande» scherza Walter Sembolini, amministratore delegato della coop di pescatori) e moscerini, contro i quali si chiede alla Regione di prevedere uno stanziamento fisso ogni anno. Larga parte la occupa anche l’aeroporto Eleuteri di Castiglione: «Le attuali indicazioni – è stato detto lunedì – porterebbero al rischio d’interruzione della funzionalità dell’aeroporto e la fine della tradizione del volo». Nel documento perciò si parla della necessità di limitare l’estensione territoriale del vincolo di non sorvolo a bassa quota della zona umida; in più si chiede di valutare la possibilità di regolare il volo con idrovolanti, che in altre regioni sta diventando un’opportunità di sviluppo.

Montedoglio e non solo Il documento affronta anche questioni irrisolte come quella, annosa, dell’immissione di diretta di acqua da Montedoglio, che secondo le stime potrebbe permettere di guadagnare 10-15 centimetri al mese, e quella dei dragaggi: per il 2019 sono previsti fondi per quasi 3 milioni ma per questa fondamentale attività l’obiettivo è quello di arrivare a una voce ordinaria nel bilancio regionale. Ulteriori fondi europei vengono chiesti anche per pesca, percorsi ciclabili e attività sportive, mentre dal fronte dei pescatori inoltre arriva la richiesta di rivedere il divieto di pesca in quella fascia (200 metri) che si trova davanti alle zone B. Infine ci sono molte altre questioni di dettaglio che vanno dall’accensione dei fuochi alle riprese fotografiche (le attività economiche chiedono di utilizzare foto del Parco libere da copyright per la promozione), dall’accessibilità dei pedoni ai divieti per i mezzi motorizzati, dall’attività edilizia alla flora protetta e non solo.

I commenti Per il vicesindaco di Castiglione del Lago, Romeo Pippi la larga partecipazione nella stesura delle osservazioni è la dimostrazione che il lago è centrale nella vita di questa comunità. «Vanno rivisti – ha dichiarato – quei provvedimenti che impediscono lo svolgimento di attività vitali per la nostra economia locale». Anche per Sandro Pasquali, sindaco di Passignano e neo eletto consigliere provinciale, questo è «un luogo che ha necessità di vivere di economia. Bisogna fare – ha aggiunto – tutto ciò che è ambientalmente percorribile e sostenibile». Per Giancarlo Santoni, vicepresidente dell’Unione, «dobbiamo riappropriarci della gestione del territorio, difeso da speculazioni e assalti nel corso degli anni». In pressing anche il mondo economico: «Per noi imprenditori – dice Monica Migliorati – è una sfida. Ora serve un progetto di marketing territoriale serio; possiamo garantire la sopravvivenza delle attività economico-sociale e la tutela della biodiversità».

Twitter @DanieleBovi

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