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martedì 9 agosto - Aggiornato alle 01:15

Tragedia familiare a Perugia, il cardinale alla città: «Si respira veleno, abbiate un sussulto di orgoglio»

Cardinale Gualtiero Bassetti, foto Fabrizio Troccoli

Il cardinale Gualtiero Bassetti, dopo la visita in ospedale alle vittime della tragedia di Ponte Valleceppi, scrive una lettera alla città. Eccola di seguito integrale. In basso all’articolo, una nota del sindaco di Perugia Romizi

IL VIDEO DALL’OSPEDALE

di Gualtiero Bassetti

Sta quasi scomparendo la pietà e si rischia di vivere senza timor di Dio.

Amati figli di Perugia credenti e voi tutti uomini e donne di buona volontà. Sono tornato ieri sera dal reparto di Rianimazione del nostro ospedale di Santa Maria della Misericordia, dove ho rivissuto sulla mia persona il dramma che ha colpito la nostra città: un uomo e una donna che lottano fra la vita e la morte, un angioletto di due anni a cui sono state mozzate le ali ed un’altra creatura gravemente ferita. Sono ancora scosso, resta perfino difficile pregare, perché l’emozione ti sconvolge. «Perché Signore? Signore, perché?». Una cosa è certa: ormai da tempo stiamo respirando troppi veleni, che, come un potente insetticida ci stanno distruggendo la vita. Stanno, infatti, venendo meno quei valori su cui la famiglia umana e l’intera società si fondano: la vita, il rispetto della persona, la famiglia. Non basta più provare orrore e forse anche pietà per tanti fatti che ormai sono accaduti e che le cronache hanno evidenziato. Occorre da parte di tutti assumere una forte presa di coscienza.

I figli devono essere educati e guidati, gli anziani rispettati e ascoltati di più, il lavoro garantito a tutti, la vita propria e altrui custodita e difesa. In questa tragedia non intendo puntare il dito contro nessuno. Lascio il giudizio a Dio, ma la nostra Umbria, terra di san Benedetto, di san Francesco, di santa Rita e della beata Madre Speranza, deve ritrovare le sue profonde radici cristiane, che hanno, nel corso dei secoli umanizzato le nostre popolazioni. Ci sono delle soglie invalicabili, oltre le quali c’è solo una spirale di morte. Siamo di fronte a famiglie in crisi di valori e abbandonate a se stesse, con rapporti sempre più fragili e conflittuali. Persone in preda a passioni inaudite e sconvolgenti, che sfociano in gesti di raccapricciante violenza.

Unisco la mia debole voce a quella forte di Papa Francesco perché Perugia torni a rivivere, ai nostri giorni, quella che è sempre stata la sua vocazione e missione storica, una storia di solidarietà, di accoglienza e di rispetto per tutti. Carissimi figli di Perugia abbiate un sussulto di sano orgoglio per questa nostra bellissima e amata città e in particolare gli uomini e le donne credenti volgano il loro sguardo verso colui, che solo può salvarci, il Signore Gesù, e ritornino fiduciosi sotto il manto della Madonna delle Grazie. Per le quattro persone gravemente ferite e per i loro familiari che fin da ora, nell’attesa di poterli incontrare, abbraccio nel Signore, assicuro la mia preghiera. Chiedo che in tutte le parrocchie si tenga un’ora di adorazione davanti al SS. Sacramento, giovedì 10 luglio. Chiedo, inoltre, alle comunità parrocchiali, all’Azione Cattolica e a tutti i movimenti e i gruppi ecclesiali, alle confraternite e alle misericordie e a tutti i consacrati dell’archidiocesi momenti di riflessione e di preghiera.

Il sindaco Il sindaco Romizi ha fatto visita questa mattina alle persone ricoverate al Santa Maria della Misericordia per testimoniare la vicinanza della città. «E’ una vicenda drammatica che si iscrive nella purtroppo lunga casistica di atti di violenza che si consumano all’interno dei rapporti familiari. E’ un fatto che determina allarme sociale e che vede vittime ancora una volta delle donne, ed un bambino. Da parte dell’amministrazione esprimiamo profondo dolore, sentimenti di vicinanza per le persone coinvolte e per le famiglie, sgomento per quanto accaduto. Siamo davanti ad una vicenda che deve far riflettere tutti. Il malessere di un gruppo, anche se piccolo, ci deve interessare. Ci sono preoccupanti segnali di disgregazione sociale, di difficoltà di rapporti, di crisi dei nuclei familiari che non possiamo ignorare. Ci sono d’altro canto anche i tratti forti di una comunità che si fa sentire e vedere, che partecipa, che si sente coinvolta. E’ il sentimento diffuso in tutta la città. Sono valori importanti da difendere e da far crescere».

Rete delle donne Antiviolenza «La Rete delle donne AntiViolenza Onlus condanna fermamente l’ennesimo, gravissimo atto di violenza maschile contro le donne, accaduto questa mattina a Ponte Valleceppi. Auspica il consolidamento della sinergia tra associazioni di donne da sempre impegnate in tale ambito, istituzioni e servizi per il superamento della violenza di genere, a cominciare dalla modifica radicale dei valori e comportamenti che la sottendono, nelle sue diverse forme».

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