Ricostituito a Spoleto il Secondo Reggimento Granatieri

di Chiara Fabrizi

Dopo 20 anni viene ricostituito a Spoleto il Secondo reggimento Granatieri di Sardegna dell’Esercito italiano. Tanti sono gli anni passati da quell’improvvisa soppressione che aveva causato quasi lo svuotamento della caserma, dove a oggi sono già presenti circa 400 tra militari e civili, ma che da gennaio aumenteranno fino superare la soglia dei 700.

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Torna a Spoleto il Secondo reggimento Granatieri L’incremento del 75 per cento delle presenze nel sito del ministero della Difesa di via Cerquiglia avrà un impatto significativo anche sull’indotto e sul commercio al dettaglio, tanto che i benefici che il vero ritorno dei Granatieri avrebbe portato con sé hanno sempre rappresentato uno dei principali obiettivi dell’operazione che aveva iniziato a costruire, fin dal 2015, l’ex sindaco Fabrizio Cardarelli, poi stroncato da un malore nel dicembre del 2017, come è stato ricordato direttamente dal sottosegretario, Giorgio Mulè.

Da gennaio 700 tra militari e civili A guidare il Secondo reggimento sarà il colonnello Pier Giorgio Giordano che, proprio giovedì mattina, ha formalmente preso il comando degli uomini e delle donne di stanza a Spoleto, raccogliendo l’eredità del tenente colonnello Andrea Pagliaroli, sancita formalmente con il passaggio della bandiera di guerra. «La straordinaria famiglia dei Granatieri si allarga e torna nella sua città» ha detto Mulé, parlando di una «ricostituzione che non è stato facile centrare, specie prima della fine della legislatura».

Mulè Il sottosegretario ha poi sottolineato come l’obiettivo raggiunto fosse «un sogno dell’ex sindaco Cardarelli, che aveva condiviso con me in tempi in cui non sedevo neanche in Parlamento. La ricerca continua del ritorno a Spoleto dei Granatieri ha successivamente impegnato una pluralità di soggetti, perché – ha concluso – non è stato per nulla semplice individuare le aliquote da inviare qui per la ricostituzione del Secondo reggimento».

Sisti e Tesei: «Per sisma e Covid da voi grande aiuto» A riconoscere che la presenza di 700 militari e civili in città è «frutto del lavoro iniziato dalle precedenti amministrazioni» è stato anche il sindaco Andrea Sisti che, dopo aver parlato «della profonda e storica amicizia tra Spoleto e i Granatieri», ha voluto ricordare «l’impegno profuso dagli uomini e dalle donne dell’Esercito per questo territorio, sia durante l’emergenza terremoto che più recentemente per i mesi più duri della pandemia: dopo la dismissione di 20 anni fa – ha concluso Sisti – il ritorno del Secondo reggimento rappresenta un momento importante per la città». Nella caserma di via Cerquiglia anche il prefetto Armando Gradone, il questore Giuseppe Bellassai e la presidente Tesei: «Fin da quando ho presieduto la commissione Difesa del Senato – ha detto – è stato enorme lo sforzo compiuto affinché Spoleto tornasse ad avere il Secondo reggimento e sono felice che oggi si sia riusciti a completare un percorso di rilievo per l’intera Umbria». Anche la governatrice, come il sindaco, ha poi voluto ricordare «il grande aiuto offerto dall’Esercito per l’emergenza Covid, mettendoci a disposizione medici, infermieri e personale qualificato, che ci hanno consentito, in un momento molto complesso, di accogliere e curare persone, come accaduto a Perugia con l’ospedale da campo».

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