lunedì 28 settembre - Aggiornato alle 09:14

Tk-Ast, Catiuscia Marini incalza Lucia Morselli: «Su Aspasiel e non solo deve tenerci informati»

Catiuscia Marini

di M. To.

Lucia Morselli è sotto attacco. Ma se lo doveva aspettare e non ha certo fatto nulla perché ciò non accadesse.

Il ministro Oltre a dover fare buon viso a cattivo gioco davanti al ministro Guidi, accettando si sospendere l’applicazione del piano fino a settembre, l’ad di Ast, salvo poi fare un dietro front inquietante, potrebbe dover far fronte ad un’altra, pesante, presa di posizione. Quella della presidente della Regione, Catiuscia Marini.

Il ‘messaggio’ La presidente, conferme ufficiali non ce ne sono, ma le cose starebbero proprio così, ha fatto sapere a Morselli che, come sta gestendo questa delicata fase, non riscuote – usando un eufemismo – il gradimento della Regione. Soprattutto perché, avrebbe fatto sapere Catiuscia Marini non favorirebbe il confronto in una logica di consolidamento e sviluppo delle produzioni, dei mercati e di tutela dei livelli occupazionali.

Aspasiel In particolare, Catiuscia Marini avrebbe ricordato a Lucia Morselli la situazione di Aspasiel, che da tempo ha in corso contratti con società ‘in house’ della Regione Umbria e che ospita il ‘data center’ regionale, un sistema di sistemi virtualizzati che erogano servizi Ict essenziali per l’amministrazione regionale, per le aziende sanitarie e ospedaliere e per gli enti locali.

L’informazione Secondo la presidente, insomma, prima di prendere qualsiasi decisione su Aspasiel – oltre he ovviamente su tutto il resto – Tk-Ast deve avviare un confronto con le istituzioni locali affinché sia mantenuta la possibilità di collocare il ramo d’azienda connesso al data center in una prospettiva industriale certa. E’ evidente che per le istituzioni è fondamentale conoscere il percorso che si intende assegnare a questo ramo d’azienda.

Paparelli La presidente, insieme all’assessore regionale Fabio Paparelli, hanno intanto sottoposto la questione al ministro per gli affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, a Perugia per partecipare a un seminario sulle riforme istituzionali. Secondo Paparelli «è importante l’interlocuzione diretta del governo con i vertici della ThyssenKrupp, a causa dell’aggravarsi della situazione all’Ast di Terni e gli ultimi sviluppi della vertenza richiedono la massima attenzione da parte del governo, che si aggiunga alla già importante azione svolta al tavolo istituzionale».

«Filo diretto» Nel ribadire la vicinanza delle istituzioni ai lavoratori dell’Ast, Paparelli ricorda come «la battaglia è a salvaguardia dei livelli occupazionali e della produzione non solo delle acciaierie ternane, ma dello stesso comparto dell’acciaio in Italia. Da qui l’auspicio che, ancora prima della visita del presidente del consiglio Renzi all’Ast di Terni, si mantenga un filo diretto di confronto con la multinazionale affinché la difesa del polo siderurgico ternano possa essere presto affrontata e risolta, con il contributo determinante dell’Europa».

I sindacati La notizia che l’ad di Ast, Lucia Morselli avrebbe accolto la richiesta del ministro allo sviluppo economico, Federica Guidi, di sospendere gli atti unilaterali e i licenziamenti, e avrebbe accettato di incontrare il 4 settembre i sindacati – secondo i segretario regionali di Cgil, Cisl e Uil, Mario Bravi, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, «è un fatto positivo e un primo risultato della straordinaria mobilitazione messa in atto dai lavoratori e dai sindacati in questi giorni. Un atto necessario, ma di per sé non sufficiente ad offrire le necessarie garanzie per il futuro di Ast».

«Arroganza» Secondo i tre segretari, «l’arroganza e la chiusura messe in atto dall’amministratore delegato Lucia Morselli stanno provocando la reazione dei lavoratori del sito ternano. Considerata la delicatezza che ha assunto la vicenda sia per la sua strategicità produttiva che per l’impatto occupazionale, ma anche per le vicende di ordine pubblico e di ricaduta sociale che si stanno realizzando, Cgil, Cisl e Uil sollecitano, dopo il primo intervento tampone del ministro Guidi, un’azione più incisiva e complessiva del governo, tesa a ricomporre nel giusto ambito la trattativa sindacale e rimuovere le posizioni oltranziste messe in campo dall’azienda».

Renzi Diviene fondamentale, dicono Bravi, Sbarra e Bendini, «attivare questi strumenti e quel livello di interlocuzione al fine di rispettare quanto indicato dalla commissione europea rispetto alla strategicità e alle capacità produttive del sito ternano. Cgil, Cisl e Uil, nel riconfermare la solidarietà e la vicinanza ai lavoratori in lotta per il proprio posto di lavoro, auspicano un sollecito intervento da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi».

Di Girolamo La sospensione degli «atti unilaterali da parte di ThyssenKrupp e delle procedure di mobilità, in attesa dell’incontro del 4 settembre convocato dal ministero dello sviluppo economico, è un primo importante risultato – dice il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, che venerdì mattina ha parlato al telefono con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio e successivamente con il ministro Federica Guidi – e l’azione del governo ha messo fine all’escalation di atti unilaterali da parte dell’ad di Ast».

La tensione Provvedimenti, ricorda Di Girolamo, «che creano tensione sociale ingovernabile, con possibili conseguenze per la incolumità delle persone. Come già sottolineato dal ministro Guidi, siamo contrari in maniera netta ad ogni atto di violenza, ma il clima di esasperazione è comunque tangibile e attraversa tutto lo stabilimento ternano. Aspettiamo con doverosa fiducia la convocazione del 4 settembre del tavolo sul piano industriale, affinché si arrivi a un confronto senza pregiudiziali da parte di Thyssen e si avvii un confronto che veda come elemento centrale e insuperabile il lavoro, l’occupazione, la competitività delle Acciaierie di Terni».

I media I lavoratori se ne sono accorti subito: «Bella categoria, la vostra», dicono al cronista, di prima mattina. «I giornali e le tv naionali ci hanno praticamente ignorato, fate schifo». Beh, via. Tutti no, ma fa niente. Però che, di quanto è accaduto giovedì, si sia effettivamente parlato pochino – e spesso male – è un fatto. Daniele Lombardini, portavoce della segreteria provinciale del Pd, non fa sconti: «È sconcertante il trattamento riservato dai media nazionali alla vertenza Ast. Un silenzio – dice Lombardini – che non aiuta alla rappresentazione democratica delle istanze di un territorio. La situazione, già di per sé estrema, non può sovraccaricarsi di ulteriori retropensieri sugli interessi in gioco. La voce di una comunità non può essere ignorata in questo modo».

Rossi Il senatore Gianluca Rossi annuncia che «assieme al gruppo Pd del senato ho chiesto al Presidente Grasso di poter riferire oggi stesso all’aula sulla gravità dei fatti che stanno investendo le acciaierie di Terni, il sito industriale più grande del centro Italia e i gravi fatti della giornata di ieri, inerenti il deprecabile atteggiamento dell’Ad di Ast, che per fortuna sembra essere stato, almeno per ora, smentito per l’intervento del ministro Guidi. Tutte queste istanze saranno contenute nella mozione che sto presentando. Il mio apprezzamento – conclude Rossi – va anche per l’annullamento della convocazione dell’incontro previsto il 6 agosto al ministero del lavoro, il cui senso sarebbe stato profondamente pericoloso, proprio in relazione al tema della mobilità».

De Sio Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fd’I) definisce «un piccolo spiraglio» l’annuncio, da parte di ThyssenKrupp, di voler sospendere fino al 4 settembre le azioni contenute nel piano annunciato. «In queste ore concitate, dove si è manifestata la dura mobilitazione dei lavoratori e la solidarietà comune e compatta di tutte le forze politiche, sindacali e delle istituzioni – dice De Sio – l’unica certezza è il presupposto che ogni passo successivo ad oggi deve essere orientato ad azioni concrete senza più accettare schemi bizantini dei quali non c’è alcuna necessità».

Sel Il coordinatore nazionale di Sel, Nicola Fratoianni, dice che «la situazione della ThyssenKrupp di Terni induce alla massima preoccupazione e reclama un intervento urgente delle istituzioni a partire dal governo nazionale. Si tratta innanzitutto della vita e del futuro di oltre 550 lavoratori, per lo più giovani e non in condizione di accedere a prepensionamenti, direttamente minacciati dai licenziamenti. Ma al di là del dramma di queste famiglie ci sono le ricadute sull’indotto, l’incertezza sul futuro di un impianto di 2800 dipendenti, la minaccia agli equilibri sociali di un’intera città e della stessa regione».

Forza Italia Da parte di Matteo Bressan, coordinatore di Forza Italia giovani di Terni arriva invece la richiesta «al premier Renzi di affrontare la delicata situazione delle acciaierie di Terni con la massima priorità al fine di tutelare la competitività del sito siderurgico ternano, strategico in Italia e in Europa. Se è vero che il premier vuole imporre una nuova rotta in Europa è il momento di dimostrare, con comportamenti coerenti e non solamente con dei tweet, che si è pronti a lottare contro logiche che vogliono distruggere l’eccellenza della siderurgia italiana».

 

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