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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 22:46

Timori sull’antivirus russo Kaspersky, dal Comune: «Lo stiamo smantellando»

Responsabile informatico di Torgiano a Umbria24: «Questione sottovalutata, credo sia il momento della prudenza»

di Chiara Fabrizi 

«Il Comune di Torgiano da più di 10 anni ha l’anti virus Kaspersky, ma da quattro giorni abbiamo iniziato a smantellarlo da ogni macchina ed entro oggi finiamo». A parlare è il responsabile informatico Mauro Rapetti all’indomani dell’articolo con cui Umbria24 ha raccontato i timori che, dall’invasione dell’Ucraina, si stanno moltiplicando sull’anti virus russo di cui, in queste regione, ma non solo, si sono avvalse o si avvalgono diverse pubbliche amministrazione, come emerso da un’analisi sui contratti pubblici.

«Lo stiamo smantellando» Tra questi Umbria24 ha segnalato anche il Comune di Torgiano e mercoledì mattina Rapetti si è fatto avanti, affermando anche di aver «notato che da un paio di settimane Kaspersky non rilevava più minacce, in pratica non faceva più il suo lavoro». Poi l’invasione in Ucraina ha spinto il responsabile informatico a bussare alla porta del sindaco, Eridano Liberti, a cui ha manifestato le sue perplessità: «Si è per fortuna dimostrato sensibile e mi ha autorizzato a procedere all’operazione Kaspersky». In pratica Rapetti da quattro giorni gira per gli uffici, spegne le macchine, tira fuori gli hard disk, li mette su una macchina pulita e toglie di mezzo l’anti virus Kaspersky. «Facendo le scansioni – racconta a Umbria24 – ho trovato delle backdoor, letteralmente porta sul retro, in pratica è come se noi chiudessimo la porta di ingresso di casa, serrassimo le finestre, ma poi dimenticassimo di chiudere la porta sul retro appunto». Con le backdoor è possibile l’esfiltrazione di dati? «Certo, aggirano i firewall. Ovviamente Torgiano non è un obiettivo sensibile, ma gli aggiornamenti sono per tutti, non si fa distinzione, e arrivano dalla Russia».

La prudenza raccomandata a tutti Rapetti racconta di aver parlato a lungo coi suoi colleghi in queste ore e rileva «un rischio di sottovalutazione della problematica. Molti -spiega- pensano che sia sufficiente evitare di scaricare gli aggiornamenti, ma non basta per mettere in sicurezza la rete del Comune». Quindi la decisione di smantellare l’anti virus russo, «perché – afferma – ad altri piacerà il rischio e quindi potranno ritenere opportuno continuare con Kaspersky, ma io credo che in questa situazione la prudenza sia necessaria e di conseguenza credo sia il caso di farsi carico dell’operazione di sostituzione dell’anti virus, per quanto farraginosa possa essere».  La raccomandazione vale naturalmente anche per i privati: «Non voglio sembrare eccessivo, ma a chi ha Kaspersky su pc o smartphone consiglio di non fare transazioni bancarie con quei dispositivi». Almeno non prima di aver eliminato l’anti virus russo, possibilmente non con una semplice disinstallazione.

AGGIORNAMENTO DEL 16 MAGGIO
Kaspersky ha contatto Umbria24 inoltrando una comunicazione che il Comune di Torgiano ha inviato all’azienda, che riportiamo di seguito.
Il Comune di Torgiano non pone in essere nessun dubbio sulla qualità del vostro prodotto, tanto è vero che nei nostri pc è installato da diversi anni. Pur dando atto che il testo dell’articolo si può prestare a fraintendimenti, nessuno ha mai collegato l’antivirus da voi prodotto alla presenza di backdoor che sono state scoperte dal nostro informatico durante le periodiche operazioni di ripulitura dei pc, indipendente dal vostro prodotto. Forse una infelice costruzione dell’articolo ha fatto intendere quanto sopra, ma non era intenzione del nostro funzionario mettere in relazione le due cose.
Vale la pena ricordare che l’articolo 28 del cosiddetto decreto Ucraina recita: «Al fine di prevenire pregiudizi alla sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, derivanti dal rischio che le aziende produttrici di prodotti e servizi tecnologici di sicurezza informatica legate alla Federazione Russa non siano in grado di fornire servizi e aggiornamenti ai propri prodotti, in conseguenza della crisi in Ucraina, le medesime amministrazioni procedono tempestivamente alla diversificazione dei prodotti in uso».

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