di Chia.Fa.
Consegnate altre 68 casette a Norcia, ma all’appello in Umbria ne mancano ancora 180. Si fatica a chiudere il cerchio sui cantieri per la realizzazione delle 761 soluzioni abitative d’emergenza (sae) per i terremotati dell’Alta Valnerina a cui, ad oggi, sono state consegnate 581, pari al 76 per cento: «A Norcia – ha detto sabato mattina il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli – entro metà febbraio consegneremo le 90 casette mancanti».
Ristoranti e galleria commerciale Compiuto anche un sopralluogo nell’area vicino a Porta Ascolana, dove sono in corso i lavori per i moduli che dovranno ospitare tre ristoranti chiusi dopo il terremoto del 30 ottobre. Qui gli interventi, affidati a una ditta del Nord Est, procedono a rilento nonostante le continue sollecitazioni dei ristoratori che fremono per rimettersi al lavoro e anche delle istituzioni. In questo senso Paparelli ha spiegato di aver «convocato un incontro con l’impresa e i tecnici coinvolti perché gli interventi possono procedere più speditamente e tutti abbiamo la necessità di accelerare». Procedono, invece, i lavori per la galleria commerciale della zona industriale, dove si sta realizzando la platea di cemento: «Tempi di consegna della struttura che ospiterà i negozi? Non mi sbilancio più» è la risposta del vicepresidente ma è verosimile che altri due mesi occorrano per chiudere il cantiere.
Consegnate altre 68 casette a Norcia Sabato mattina a Norcia, presente anche il sindaco Nicola Alemanno, sono state messe nelle mani di 68 nursini le chiavi di altrettante casette, di cui 40 pronte nella zona industriale C, dove però si lavora tuttora per finire anche le altre 28, che saranno pronte per la metà di febbraio. Conquistano un briciolo di stabilità anche il terzo e ultimo gruppo di terremotati di San Pellegrino, ossia 18 famiglie, e quelli della piccola Valcadara, altre dieci famiglie, che a quindici mesi dal terremoto del 30 ottobre, quello gli ha sconquassato la casa, hanno finalmente avuto le sae.
Timing per le 90 residue A Norcia in particolare sono state richieste 591 casette e di queste ne sono state consegnate 492, quindi circa l’84 percento: all’appello, oltre alle 28 della zona industriale C, mancano le 54 di Madonna delle Grazie, metà delle quali saranno pronte entro la metà di febbraio, mentre l’altra metà entro la fine dello stesso mese, più indietro ancora le 5 di Casali di Serravalle attese per metà marzo, quando resteranno da fare solo le otto casette di Castelluccio, su cui ancora devono essere avviati i lavori. In questo senso nei giorni scorsi c’è stata una riunione tecnica, per alcune modifiche alle sae di Castelluccio, che avranno una coibentazione differente per risultare funzionali anche a 1.400 metri di altitudine.
Casette a Cascia e Preci Stenta di più Cascia dove, ad oggi, a fronte di un fabbisogno di 133 sae ne sono state completate 58, ossia meno del 50 per cento. Qui all’appello mancano oltre 40 casette a Padule, ossia il campo a servizio dei terremotati del capoluogo, più diversi moduli in alcune piccole località sparse come Cerasola, Colforcella, Santa Trinità e Campo di Mare. Neanche a Preci tutti i terremotati hanno un tetto sopra la testa: qui sono state richieste 37 casette e 31 sono state consegnate, anche se su 20 sono tuttora in corso gli allacci.
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