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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 14:02

Terni, Zerocalcare ‘apre’ Narnia Fumetto 2013: «Giovani, credete in quello che fate»

Michele Rech-Zerocalcare

di Eleonora Rosati

Zerocalcare, il suo vero nome è Michele Rech, è nato ad Arezzo quasi trent’anni fa, ma è romanissimo e, soprattutto, ormai è una star del fumetto italiano, amatissimo dai suoi lettori; lo dimostrano le numerosissime visite al suo blog, dove pubblica brevi racconti di stampo autobiografico, e lo dimostrano soprattutto i suoi libri che sono stati tutti grandi successi editoriali. Il primo, ‘La profezia dell’armadillo’, è ormai alla sesta ristampa. Quest’anno sarà ospite di Narnia Fumetto, che partirà venerdì proprio con lo ‘Zerocalcare day’ e per presentarsi ha scelto Umbria24.

Com’è nata la tua passione per i fumetti e com’è diventata la tua professione?
Ho iniziato a disegnare per passione e per divertimento, e mai avrei pensato di poterne fare una professione. Anzi, sono stato sempre iperdiffidente, e per questo mi sono arrangiato con un sacco di lavori. Per dieci anni ho fatto ripetizioni ai ragazzini, traduzioni, ho lavorato persino in un call center, cercando di arrivare ad un guadagno sufficiente per vivere. Da un anno a questa parte però, ho incominciato a pagarmi l’affitto grazie alle strisce dei fumetti che disegno e soprattutto al blog. Se non avessi aperto il blog, molto probabilmente mi sarei dovuto accontentare di illustrare le locandine dei film a vita.

Venerdì sarai protagonista della giornata di apertura di Narnia Fumetto. Che ne pensi della manifestazione e come sei entrato in contatto con gli organizzatori?
Questa è la mia prima volta a Narnia Fumetto, ho sempre sentito parlare di questo evento ma a causa di impegni vari non sono mai riuscito a partecipare. Quando, un anno fa, gli organizzatori mi hanno telefonato, sono stato davvero contento. So che è una manifestazione importante, alla quale prendono parte artisti anche internazionali. Io sarò presente per autografare le mie copie e disegnare dal vivo per l’intero pomeriggio.

Cosa diresti ad un giovane che desidera intraprendere l’attività di fumettista?
Gli direi di crederci, e soprattutto di non aver paura di mettere le proprie cose gratis in Internet. Sono leggende metropolitane quelle che raccontano dei ‘ladri di strisce’. Io credo – come è stato per me – che il web ci dà la grande possibilità di essere conosciuti e quindi fare strada. Meglio gratis e a tutti, piuttosto che gratis ad un editore che guarda solo al suo interesse.

Nei tuoi fumetti è quasi sempre presente il personaggio dell’armadillo, che tu dici sia la proiezione della tua personalità. Perché?
Il personaggio dell’armadillo è la rappresentazione della mia coscienza. È l’animale sociopatico per eccellenza, e spesso si chiude in se stesso e si difende dietro alla corazza, proprio come me.
Metterlo nelle mie strisce mi permette di creare dialoghi botta e risposta e quindi di rendere più movimentata la tavola.

Progetti per il futuro?
Ad ottobre uscirà il mio ultimo libro di fumetti, che ho già terminato ed aspetta solo di essere pubblicato. Poi vorrei concentrarmi sul blog, che ultimamente a causa degli impegni ho trascurato. Voglio focalizzare la mia attenzione sul blog perché è diventato per me di fondamentale importanza, e poi la mia carriera ha avuto una svolta grazie a lui.

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