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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:32

Terni, viaggio nel degrado dell’ex lanificio Gruber: «C’è chi dorme fra le siringhe»

Ex lanificio Gruber

«C’è chi dorme fra le siringhe». Questo probabilmente l’immagine peggiore che Terni città futura consegna dopo un sopralluogo all’ex lanificio Gruber, glorioso sito produttivo ormai abbandonato. Un viaggio nel degrado dell’area e degli stabili «che tra cumuli di rifiuti e sporcizia, preda di vandali e ladri, offrono un’ambientazione da film apocalittico». E il tiro del movimento civico è chiaro:  «Negli ultimi venti anni nulla è stato fatto per l’ex lanificio Gruber che necessita di bonifiche a causa della presenza di idrocarburi pesanti nel terreno, come conferma l’inserimento nel Sin (siti di interesse nazionale)».

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Viaggio nel degrado dell’ex lanificio Gruber In particolare, il coordinatore Michele Rossi con alcuni volontari hanno recentemente visitato l’area:  «Buco nero che attrae spacciatori, tossici e balordi in generale perché a causa di un catenaccio lento si entra fin troppo facilmente. Qui si sosta e si dorme tra siringhe, resti di cibo e immondizia a due passi dalla sede della Questura e pensare che quel luogo appartiene alla storia identitaria industriale della città». Dopodiché le vicissitudini che hanno segnato dalla fine degli anni Novanta la storia del sito produttivo: «Sono passati vent’anni dai primi progetti per una nuova destinazione degli spazi su cui si è alternativamente ipotizzato un centro polivalente, la cittadella del sociale fino ad alloggi per single, separati e categorie speciali con una parte riservata all’edilizia privata, ma tutto è stato bloccato a causa della bonifica che va compiuta prima di intervenire con una riqualificazione».

Le bonifiche mai fatte Terni città futura ricostruisce il fronte dell’inserimento dell’ex lanificio Gruber all’interno del Sin quindi nel programma nazionale di bonifica delle aree inquinate insieme all’ex discarica di Papigno: «Nel 2001 venivano stanziati circa 8 milioni per il Sin in questione a cui nel 2009 si sono aggiunte ulteriori risorse comunali per la bonifica di alcuni siti contaminati tra cui proprio l’ex Gruber, salvo poi tre anni dopo svincolare l’area ex Gruber dalla convenzione del 2009 con una delibera della giunta».

L’esempio di Pistoia capitale della cultura L’attacco all’amministrazione comunale arriva subito dopo: «Mai nessun intervento è stato effettuato né sembra ce ne siano di imminenti, bensì solo annunci elettorali come quello a ridosso delle elezioni del 2014 che prevedeva un piano di interventi per le aree verdi, finanziato in parte con fondi derivanti da multe ambientali e per abusivismo edilizio, in cui venivano citati interventi anche all’ex Gruber. Progetti – scrive Terni città futura – rimasti sulla carta mentre quell’area, dismessa dagli anni Quaranta è in un pericoloso stato di degrado e abbandono, mentre scopriamo che ad esempio a Pistoia, città capitale della cultura 2017, gli spazi delle ex officine San Giorgio vicino al centro città sono stati bonificati e riqualificati ospitano una tra le più belle, moderne ed eccellenti biblioteche pubbliche d’Italia».

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