lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 04:06

Terni, via il crocefisso dalle aule: prof Coppoli sospeso per un mese e senza stipendio

Crocifisso rimosso dall'aula, 'Civiltà laica' con Coppoli

di Mas.Col.

E’ arrivata la decisione dell’Ufficio scolastico regionale in merito al procedimento aperto nei confronti del professor Franco Coppoli, che nei mesi scorsi è tornato a togliere il crocefisso dall’aula dell’istituto Itis di Terni in cui stava facendo lezione. Un mese di stop dall’insegnamento e dallo stipendio. Questa la decisione del dirigente Domenico Peruzzo. Decisione che trova la netta contrarietà dei Cobs della scuola, da sempre vicini alla battaglia del professore, i quali esprimono solidarietà e definiscono la decisione «di stampo inquisitoriale».

La sentenza dell’Ufficio scolastico Il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Domenico Peruzzo, ha dunque sospeso per un mese (dall’ 8 aprile al 7 maggio) dall’insegnamento e dallo stipendio il docente. « Nel provvedimento – spiega no i Cobas in una nota – si riconoscono varie irregolarità commesse dal dirigente scolastico (Cinzia Fabrizi, ndr) nel far tassellare a oltre tre metri i simboli religiosi, ma la motivazione per un provvedimento disciplinare così grave è superficiale e generica: togliere un crocefisso, che non dovrebbe trovarsi nelle aule, costituisce per l’Uffiscio scolastico ‘una violazione dei doveri connessi alla posizione lavorativa cui deve essere improntata l’azione e la condotta di un docente’. Fine delle motivazioni. Perché? Ma ai sensi di quale legge? Quale violazione sarebbe stata effettuata? Di quali doveri si parla? I pubblici dipendenti non sono servi che obbediscono ai presidi-padroni, ma alle leggi e non esiste alcuna norma che imponga la presenza del crocefisso nelle aule. Tra l’altro a dicembre a Trieste, il professor Davide Zotti, per lo stesso comportamento, è stato sanzionato con una semplice censura dall’Ufficio scolastico del Friuli, con motivazioni molto più articolate e dettagliate. Forse l’Ufficio scolastico pensa che l’Umbria sia ancora sotto lo stato pontificio.

Vertenza in arrivo «Provo amarezza – spiega Coppoli – perché mi rendo conto che nel 2015, la prepotenza del sistema religioso arriva anche a sanzionare in maniera così pesante un lavoratore che rivendica la laicità dello Stato. Siamo di fronte ad una decisione anacronistica e integralista. Nelle motivazioni inoltre si legge, in sostanza, che non ho fatto il mio dovere di insegnante. Ma non c’è una riga che spieghi quale norma io abbia violato. Dove ho sbagliato? Mi si dica, perché vorrei capire. Non ho margini formali per presentare ricorsi contro questa decisione ma di sicuro la questione non finirà qui, perché voglio andare fino in fondo. Una volta terminato il mese di stop avvierò le pratiche per una causa di lavoro contro l’istituto, per discriminazione sui luoghi di lavoro”.

Crociata integralista «Nel nostro Paese, nel 2015 – prosegue la nota – è ancora vietato rivendicare la separazione tra stato e chiesa e chiedere spazi educativi inclusivi senza simboli religiosi. Continua la crociata integralista, discriminatoria e diseducativa, di quelli che pretendono di imporre la connotazione religiosa delle aule scolastiche della scuola pubblica, nonostante non esista alcuna legge o regolamento che impongano la presenza del crocefisso nelle aule delle scuole superiori. E’ stato il fascismo a collocare nelle scuole e nei tribunali  i crocefissi, ma pensavamo che il clericofascismo fosse relegato al passato, mentre il comportamento dell’Ufficio scolastico dell’Umbria conferma un grave atteggiamento intimidatorio ed discriminatorio, nonostante la Corte di cassazione abbia ritenuto la presenza dei crocifissi nelle scuole, da un lato, incompatibile con il principio di laicità dello Stato (Cassazione penale, sentenza Montagnana) e, dall’altro, lesiva dei diritti di coscienza del pubblico impiegato, al punto da ritenere giustificata l’autodifesa del lavoratore (Cassazione civile, sezioni unite, sentenza Tosti).

Solidarietà «Mentre il governo – concludono i Cobas – sta cercando di far passare una nefasta riforma della scuola che ne attacca alla radice il carattere solidale e collegiale introducendo la figura del preside-podestà, l’Ufficio scolastico dell’Umbria decide di sanzionare pesantemente, e a nostro avviso senza alcuna reale motivazione normativa, il professor Coppoli, per la sua scelta di laicità e rispetto delle differenze. Esprimiamo la nostra piena solidarietà, insieme all’appoggio in ogni sede, a cominciare da quella legale, per contestare l’iniquo provvedimento».

9 risposte a “Terni, via il crocefisso dalle aule: prof Coppoli sospeso per un mese e senza stipendio”

  1. Mezzo Secolo ha detto:

    Premettendo che considero la religione Cattolica un istituzione indispensabile alla società in un’ottica generale, non considerando in questa sede iniquità e contraddizioni, da cui nessuna istituzioni umana è immune; ritengo che il professore abbia ragione. Se il suo comportamento viene censurato in modo arbitrario, se non ci sono gli estremi legali per sanzionare e accusare un docente di violare i suoi doveri di insegnante, perché è stato punito?

  2. Mezzo Secolo ha detto:

    Premettendo che considero la religione Cattolica un istituzione indispensabile alla società in un’ottica generale, non considerando in questa sede iniquità e contraddizioni, da cui nessuna istituzioni umana è immune; ritengo che il professore abbia ragione. Se il suo comportamento viene censurato in modo arbitrario, se non ci sono gli estremi legali per sanzionare e accusare un docente di violare i suoi doveri di insegnante, perché è stato punito?

  3. Daniele g. ha detto:

    Ma insegnasse agli studenti e non rompesse le scatole con queste iniziative!!

  4. Daniele g. ha detto:

    Il professore allora non doveva fare l’insegnante o il dipendete pubblico-andava in fabbrica.li crocifissi non ci sono

    • io ha detto:

      È il contrario di come dici. In fabbrica, luogo privato, il proprietario può, se vuole, esporre quello che più lo soddisfa. A scuole e negli uffici pubblici bisogna rispettare un principio di laicità. Ricordo che non esiste alcuna legge che obbliga l’esposizione di crocifissi questa è, eventualmente, tollerata. Spero che i miei figli abbiano professori che difendano questo principio, saranno cittadini migliori nel mondo, in Umbria non so…forse emarginati.

    • enri ha detto:

      hai capito tutto..illuminato dalla fede,,ma io ho la speranza che il signore ti faccia la carità per aprirti il cervello

  5. Mezzo Secolo ha detto:

    l’Umbria è la terra dei Santi, purtroppo dopo le ultime santificazioni anche questo mito è tristemente caduto, perché per diventare santi si dovevano fare miracoli ed essere a contatto con il trascendente e non occuparsi smaccatamente di politica con tanto di abbraccio a dittatori sudamericani, finanziamenti poco chiari per abbattere il comunismo, (per poi farci invadere da tutti i popoli dell’est), e altro ancora, basta documentarsi alla voce Giovanni Paolo II…la chiesa faccia la sua missione ma la scuola sia libera di insegnare nozioni e stimolare idee a tutti: cattolici e non cattolici, le ingerenze della Chiesa nello Stato devono avere un limite, sono in molti a credere che gli abusi secolari diventano giusti solo perché “ci sono da sempre”…

  6. Ettore Profiloalternativo Chia ha detto:

    Se si sapesse:

    1) che il crocifisso è un simbolo tardo (decimo secolo) derivante dalla croce ansata egiziana (di almeno 2 millenni antecedente) che è un simbolo fallico, come si evince dall’analisi storica qui:

    http://www.sharedits.net/M-Ebooks-E-2625956-C-5.html

    riportata in maniera chiarissima ed inconfutabile

    2)che è equivalente, per numero di morti provocate, a 100 svastiche naziste (“Storia Criminale del cristianesimo” http://www.sharedits.net/M-Ebooks-E-18-C-50.html )

    3) ma se anche solo si conoscesse il primo comandamento della bibbia, nella versione non edulcorata dai preti

    esodo 20:3-4

    “…Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano…”

    Il crocifisso lo si toglierebbe da dove è, anziché metterlo dove viene rimosso.

    Purtroppo l’ itaglia, compresa la sua scuola pubblica ed i suoi tribunali, essendo in mano al clero, non consente di avere questo minimo di istruzione che sarebbe utilissimo per la propria esistenza e per far cessare il bimillenario inganno dei preti che sopravvive sull’ignoranza indotta nelle nuove generazioni, anche attraverso la scuola!

    • Mezzo Secolo ha detto:

      In effetti anche se si legge “Gesù di Nazareth” di Ida Magli l’analisi antropologica della vita di Cristo lascia spazio a pochi dubbi, o meglio propone solo dubbi su questa figura, e una sola certezza: il suo messaggio è stato completamente rovesciato e tutti i tabù che aveva infranto, soprattutto riguardanti le donne e il loro ruolo nella società, sono stati negati con una violenza inaudita, caccia alle streghe, auto da fè, e l’inquisizione, e le vicende dei vari Giordano Bruno, e Galileo Galilei, tra gli altri, dovrebbero far capire a tutti come sono andate le cose purtroppo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.