venerdì 21 giugno - Aggiornato alle 00:13

Terni, su possibile riaccensione ex Printer comitato ‘No inceneritori’: «Mobilitazione permanente»

Sarà la Provincia a dire l’ultima parola sulla riaccensione dell’inceneritore ex Printer, oggi Terni Biomassa della Tozzi Holding di Ravenna. La Regione dell’Umbria ha stabilito che una Valutazione di impatto ambientale (Via) non è necessaria e l’Asl tace, quindi acconsente. Questa in sintesi la denuncia del Comitato no inceneritori, i cui membri si aspettano ora, come ultima spiaggia, una presa di posizione da parte di Palazzo Spada: «Il Comune di Terni dia parere negativo alla prossima Conferenza dei Servizi che convocherà la Provincia per concludere l’iter di concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale».

Inceneritore «La Regione Umbria, – scrivono dal comitato – tramite i suoi uffici, ha valutato che la riaccensione definitiva del secondo inceneritore non dovrà passare la Verifica di impatto ambientale. Cioè non sarà necessario verificare l’impatto di un secondo camino sulle matrici ambientali, soprattutto aria e suolo. Così ora all’inceneritore non manca che la conclusione del procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale di cui sarà competente la Provincia di Terni».

Riaccensione Lo scenario che si prospetta a questo punto è evidente: potremmo vedere definitivamente in attività il secondo inceneritore alimentato principalmente da pulper di cartiera, composto essenzialmente da plastiche di vario tipo e da una percentuale variabile attorno al 30% di cellulosa. «L’Arpa, – scrivono ancora dal comitato No inceneritori – ad una prima istanza presentata sempre dalla Terni Biomassa (con cui chiedeva di poter bruciare rifiuti urbani e ospedalieri)aveva posto un problema di salute pubblica e di necessarie indagini epidemiologiche, a questa tornata invece non sembra avere le stesse preoccupazioni. Come è possibile? Non c’è più il rischio sanitario e la necessità di indagini sullo stato di salute dei ternani?»

Sanità «Ovviamente, – affermano in maniera provocatoria – come da copione, la Asl tace. Ora quindi – dicono in ultima analisi – ci aspettiamo che il Comune di Terni, come annunciato in pompa magna nel famoso Consiglio Comunale di gennaio, inizialmente aperto e poi in calcio d’angolo chiuso agli interventi dei cittadini, dia parere negativo alla prossima Conferenza dei Serivizi che convocherà la Provincia per concludere l’iter di concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale, di cui è attualmente sprovvisto l’impianto, il quale, grazie alla normativa, ha funzionato con una sola autorizzazione del 2005 data all’allora Printer dal Comune di Terni».

No inceneritori «Sarà un autunno di mobilitazione permanente – avvertono -; non solo riparte il secondo inceneritore ma l’altro, quello di Aria srl di Acea, sta per concludere l’iter dell’istanza di modifica del combustibile per poter bruciare rifiuti urbani provenienti dalla nostra regione e da qualunque parte d’Italia, grazie al decreto Sblocca Italia. I ternani e le ternane questa volta non lasceranno passare».

 

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